TUTTO APERTO
Un pareggio che non fa rumore, ma che pesa. La Roma torna dal Dall’Ara con un 1-1 che lascia tutto aperto nella sfida degli ottavi di finale di Europa League contro il Bologna. Novanta minuti intensi, spigolosi, giocati più sull’energia e sui duelli che sulla qualità pura. E alla fine il risultato restituisce una fotografia abbastanza fedele di quanto visto in campo.
Il primo tempo è stato un concentrato di ritmo e pressione, ma con poche vere occasioni. Si è giocato molto, si è costruito poco. La chance più nitida è capitata a Zaragoza, che però ha sprecato malamente col destro. Dall’altra parte Bernardeschi ha provato a trovare l’angolo con il suo classico sinistro a giro, ma Svilar ha risposto presente con un intervento di grande livello deviando in angolo.
La partita, in sostanza, si è accesa davvero nella ripresa. Prima il vantaggio del Bologna firmato da Bernardeschi, poi la reazione della Roma, che ha trovato il pareggio con Lorenzo Pellegrini, entrato dalla panchina e capace di rimettere subito in equilibrio la serata giallorossa. Poi diventano protagonisti i legni: uno colpito da Malen su deviazione di Lukumi e una traversa centrata da Vitek. Episodi che raccontano di una gara rimasta sempre in bilico.
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L’1-1, nel complesso, appare il risultato più logico. E soprattutto è un risultato non disprezzabile per la Roma, perché rimanda ogni discorso al ritorno dell’Olimpico. Tra una settimana si ripartirà da capo, con il fattore campo che potrebbe diventare un elemento decisivo.
Detto questo, la partita ha lasciato irrisolti dei problemi sempre più attuali. Il principale riguarda ancora l’attacco, un reparto che continua a convivere con assenze pesanti. Gasperini ha provato a ridisegnare qualcosa, spostando Cristante sulla trequarti e affidando una maglia da titolare a Bryan Zaragoza. Un tentativo di cambiare gli equilibri che però non ha funzionato. Lo spagnolo è apparso tra i meno incisivi, troppo leggero dentro una partita ruvida, fatta di contrasti, seconde palle e scontri fisici.
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Il problema, in ogni caso, resta strutturale più che tattico. Soulé non dovrebbe tornare prima della sosta di fine marzo, mentre Dybala e Dovbyk resteranno fuori ancora a lungo. Anche El Shaarawy, pur essendo tornato tra i disponibili, non ha trovato spazio ed è rimasto in panchina per tutta la gara.
In questo scenario di emergenza, ogni soluzione diventa una prova. Nel secondo tempo Gasperini ha tentato anche la carta Robinho Vaz accanto a Malen, una coppia che ha garantito un po’ più di presenza e peso davanti. Non una svolta definitiva, ma un segnale interessante in una fase in cui la Roma è costretta a cercare risposte con il poco materiale a disposizione.
Il pareggio del Dall’Ara tiene in piedi la qualificazione e rimanda tutto alla prossima settimana. La Roma arriva al ritorno ancora dentro la partita, con qualche certezza e diversi problemi da gestire. Prima però c’è un’altra tappa decisiva. La trasferta di Como incombe e il calendario non concede pause: non c’è tempo per respirare. La Roma è chiamata ancora una volta ad andare oltre le proprie difficoltà, trovando risposte in un momento della stagione in cui ogni partita pesa tremendamente.
Gasperini: “Pari giusto, a Roma sarà decisiva. Lasciate in pace Pellegrini…”
Giallorossi.net – Andrea Fiorini
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