LE INTERVISTE – D’Aversa non ci sta: «Toro coraggioso al Maradona, ma i dettagli fanno la differenza»
Il Torino esce dal Maradona con una sconfitta che lascia l’amaro in bocca a Roberto D’Aversa. Nonostante il doppio svantaggio, i granata hanno tentato la rimonta nel finale, scontrandosi però con la solidità difensiva della capolista e con alcuni errori individuali che hanno pesato sul risultato definitivo. Il tecnico, intervenuto in conferenza stampa, ha analizzato con lucidità la prestazione dei suoi, soffermandosi sulle scelte tattiche e sulla gestione dei singoli.
«Nel primo tempo noi non abbiamo fatto molto, ma nemmeno il Napoli. Con un gol fatto un po’ prima di quello di Casadei forse staremmo parlando di un pareggio, dispiace».
Perché la scelta di puntare su Simeone e Zapata dal primo minuto invece di Adams?
«Perché Adams non aveva più di 20 o 30 minuti dopo il rientro dall’infortunio».
Cosa salva della reazione dopo il doppio svantaggio e quali sono stati gli errori più gravi commessi oggi?
«La squadra non ha mollato nonostante il doppio svantaggio, ma sul secondo gol potevamo fare sicuramente meglio, anche perché Politano rimette in mezzo una palla di testa e non è una sua specialità. Noi abbiamo creato diverse occasioni nel finale: se Adams stoppa la palla nel recupero, magari la pareggiamo anche. Dobbiamo essere più cattivi in fase difensiva. Quando il Napoli passa in vantaggio difficilmente concede molte occasioni, nel blocco basso è una delle migliori. Noi siamo stati bravi a tenerla aperta, nonostante l’avversario avesse delle qualità maggiori. La squadra ha avuto coraggio contro una grande squadra, ma i dettagli fanno la differenza. Siamo qui per lavorare».
In un clima di contestazione, come si compatta il gruppo nonostante le polemiche dei tifosi?
«I tifosi al Maradona ci hanno seguito e aiutato, sta a noi farli tornare anche in casa. Noi possiamo solo lavorare per fare il nostro meglio, l’obiettivo è puntare il più in alto possibile».
L’analisi di D’Aversa fotografa un Torino a due facce: timido nella prima frazione e arrembante nel finale. Resta il rimpianto per una gestione dei cross difensivi rivedibile, ma la tenuta atletica di Adams e la voglia di non mollare rappresentano le basi da cui ripartire per riconquistare il calore della propria gente.
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