Roma vs Bologna come nel settecento
Una città inglese che non ha l'overtourism di Londra né l'overfootball di Manchester o Liverpool, è però divenuta una parola più linguisticamente trasversale di tutte le altre: è la città di Derby che, quanto a globalizzazione geosportiva, se la batte, forse, con un'altra città britannica, Rugby. Quest'ultima ha dato il nome a uno sport e forse perfino a una filosofia sportiva. Derby, invece, ha "battezzato" ogni grande evento, pure al di fuori dello sport, partendo, forse, secondo una teoria, da uno scontro con palla al piede fra i cittadini " derbiani " che nel Settecento giocavano a trascinare la palla stessa da una sacrestia all'altra, tra la chiesa d'Ognissanti e quella di San Pietro in una festa folk sul tipo della guerra delle arance di Ivrea, o, più probabilmente, da una corsa di cavalli che un Conte di Derby organizzò alla fine di quel secolo. [...]
Cominciarono i londinesi a chiamare " Derby " (con la minuscola, la maiuscola è per sempre dedicata a quella corsa di cavalli che tutto il mondo imita ed ogni Paese ha il suo) ogni evento che accendesse l'interesse popolare, che all'inizio non si misurava in punti di audience e di share come si fa oggi. [...]
Ora, è uno dei risultati del sorteggio appena fatto per le Coppe, avremo di nuovo il " derby d'Europa " che è quello che agli ottavi di Europa League ha decretato l'urna non ammaestrata: sarà Bologna-Roma. Il che non è una buona notizia per il calcio d'Italia, o forse sì. Il no è legato alla considerazione che dal punto di vista del famigerato ranking e della famosa eventuale quinta squadra per la Champions che verrà non avremo due squadre con le quali poter sognare, il sì è che, sicuramente avremo una squadra nei quarti delle Coppe, perché una di loro due dovrà pur passare il turno.
Così Roma avrà un altro derby da mettere in scena , oltre a quello abitudinario tra giallorossi e biancocelesti. Un risarcimento sportivo d'alto rango dopo che ha perso il Derby con la maiuscola, quello dei purosangue che si correva a Capannelle, l'ippodromo della Capitale, fin dal 1884 con interruzioni determinate solo da "piccoli incidenti di percorso" quali le due guerre mondiali, quando la gara fu dirottata su Milano.
Lo sarà anche quest'anno. La gestione è scaduta (da anni, ormai), il Campidoglio che è proprietario dell'impianto non ha saputo organizzare un iter legale che portasse al "salvataggio" del sito.
Là dove c'era l'erba adesso c'è l'erbaccia. Hanno preso tempo fino a settembre. E intanto l'orchestra suona come sul Titanic, e letteralmente: il programma del rock estivo è confermato, quello ippico no. Non si uccidono così anche i "cavallari"?
(L'altra voce Il quotidiano Nazionale)

