Intervista a Paulo Sergio: «Wesley mi ricorda Cafù Adesso Totti è pronto»
IL TEMPO (G. TURCHETTI) - Due stagioni tra gol e corse sulla fascia nella Roma zemaniana di fine anni no-vanta. Paulo Sergio ricorda con affetto l'esperienza in giallorosso a Il Tempo e promuove il connazionale Wesley. Oltre a un parere sull'ex compagno Totti.
Cosa ne pensa della Roma di Gasperini? Vede già l'identità del nuovo allena-tore?
« Non mi sorprende, Gasperini ha sempre fatto bene ovunque è stato e se il club lo lascia lavorare si possono fare grandi cose con questa base di squadra. Mi piace come gioca, poi ovviamente se vince va tutto bene altrimenti è un casino. Conosco bene la Roma e i suoi tifosi che comunque fanno di tutto per stare dietro alla loro squadra ».
Le sarebbe piaciuto lavorare con lui?
« Assolutamente sì. Ho lavorato con grandi allenatori, ho vinto sia in Europa che in Brasile e anche con Zeman all'inizio abbiamo sorpreso tutti. Ma anche Gasperini lo considero tra i migliori e sono sicuro che la squadra con lui continuerà a migliorare ».
Cosa ha rappresentato per lei la Roma?
« Sognavo di giocare in Italia. Vedevo dei grandi campioni come Socrates, Junior, Falcao e Zico che giocavano in Serie A ed era il desiderio di tutti i calciatori. Quando si è presentata l'opportunità di venire alla Roma ho accettato subito. Anche perché c'erano già tanti brasiliani come Aldair che mi ha aiutato tantissimo e abbiamo fatto un bel percorso insieme ».
Dopo qualche anno è tornato un brasiliano. Pensa che Wesley possa diventare un punto fermo?
« Ha giocato in una grande squadra come il Flamengo, dove c'è tanta pressione come a Roma. Questo sicuramente lo ha aiutato ad ambientarsi. Si è guadagnato anche la nazionale. Quando attacca mi ricorda Cafù, se ha campo libero davanti ha delle giocate importanti. Può crescere ancora tanto con un allenatore che lo stima come Gasperini ».
Lei ha giocato con tanti leader. Come vede il momento di Pellegrini?
« È difficile capire cosa gli passi per la testa. Credo che tutti conoscano le sue potenzialità e forse serve un po' di pazienza. Anche io ho avuto dei momenti complicati ».
Nel suo ruolo oggi c'è Soulè, le piace l'argentino?
« Ha ancora tutto il tempo per esplodere definitivamente. Il passaggio alla Roma non è mai facile, ma lui mi sembra un attaccante che ha i mezzi giusti per essere ancora più decisivo ».
Roma, Napoli e Juve. Chi va in Champions?
« Come ha detto Gasperini si decide sempre tutto alla fine. Tutte queste squadre hanno attraversato momenti di difficoltà ma credo che la Roma abbia diverse chance di qualificarsi. Saranno decisive le prossime partite. Ricordo un bellissimo Roma-Juve dove ho segnato e abbiamo vinto. Credo che se i giallorossi dovessero vincere si darebbero la spinta quasi decisiva per il quarto posto ».
Impossibile non chiederle di Totti. È il momento giusto per tornare?
« Quando ha smesso di giocare ho subito pensato che dovesse studiare prima di avere un ruolo importante nella società, anche perché poi le critiche arrivano sempre, anche per uno come lui. Credo che ora sia pronto, soprattutto se si dedica con tutto se stesso a una vita diversa da quella del calciatore. Nella sua prima esperienza da dirigente credo fosse ancora troppo presto per capire il suo reale valore. È un passaggio non semplice, c'è tanta pressione, molto diversa da quella in campo. Ma ora può fare davvero un grande lavoro ».

