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Presentazione Giovanni Giunti: “Trovato un gruppo molto unito da cui posso imparare tanto”

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Presentazione di Giovanni Giunti al Calcio Padova:

Come è stata questa trattativa? A noi è sembrata una trattativa lunga, come è andata?
Sì, è stata molto lunga. Anche io sapevo dell’interesse del Padova da inizio mercato. La mia volontà è sempre stata quella di venire qui per aiutare la squadra e migliorare attraverso questa esperienza. Mi sono trovato molto bene in questi primi giorni: è un gruppo molto unito, con grandi giocatori.

Che tipo di calciatore sei? Come ti descriveresti?
Sono un giocatore di quantità che abbina anche una discreta qualità, spero di aiutare la squadra e portare risultati importanti in questa città.

Il fatto che una squadra di Serie B ti abbia cercato con questa continuità credo per te sia uno stimolo importante.
Certamente, sono felicissimo di come è andata la trattativa perché mi ha portato qui. Ringrazio il Perugia per avermi dato questa opportunità, per me molto grande.

Seghetti e Di Maggio, tuoi ex compagni, ti avevano già parlato dell’ambiente? Avere loro qui ti ha aiutato?
Mi ha aiutato tanto, soprattutto per il rapporto che ho con Alessandro. Durante la trattativa ci siamo sentiti tanto, una volta arrivato qui entrambi mi hanno aiutato sia a entrare in squadra sia a conoscere la città.

Meglio in un centrocampo a due o mezzala in un centrocampo a tre?
A Perugia ho fatto tutti i ruoli del centrocampo, ma a due è il mio ruolo ideale.

Ti sei già un po’ descritto, ma c’è un giocatore che ti rappresenta?
Diversi calciatori. In Serie A direi giocatori come Rabiot e Thuram. Anche qui ci sono grandi calciatori dai quali imparare e questo mi fa molto piacere.

Vieni da una bassa Serie C, com’è stato il primo contatto con la B?
Sicuramente il cambiamento si sente. Spero di poter iniziare a ingranare subito, voglio migliorare quotidianamente per stare al meglio in campo.

La scelta del numero 86?
È il primo numero che ho avuto a Perugia.

Raccontaci un po’ il tuo percorso calcistico.
Sono andato via di casa a sedici anni, prima giocavo al Fano. In quell’estate decise di ingaggiarmi il Perugia e lì sono rimasto cinque anni. Ho vissuto momenti splendidi e ringrazio la società e i compagni.

A 20 anni sei diventato capitano: anche se sei giovane hai esperienza e leadership.
Eravamo in un periodo di difficoltà, il Mister ha deciso di affidarmi la fascia. È stato un grandissimo onore, mi sono caricato le responsabilità ma è stata una cosa fantastica.

In questo periodo hai visto partite di tutti i tipi del Padova: come hai visto la squadra? Che idee ti sei fatto?
Dobbiamo pensare a salvarci il prima possibile. È un gruppo di grandi lavoratori. La squadra gioca a viso aperto tutte le partite senza avere paura di nessuno e, da quando sono arrivato, sono state fatte grandi prestazioni.

Come si avvicina questo match salvezza con il Bari?
Dobbiamo continuare a pensare a fare le nostre cose, seguendo ciò che ci dice il Mister. Dobbiamo avere il coltello tra i denti per fare punti.

C’è qualcosa di Padova o del Padova che ti ha spinto a venire qui?
Il Direttore mi ha cercato fortemente, questo ha sicuramente fatto la differenza.

Qualche anno fa Perugia e Padova si sono contese la Serie B.
Sì, ero ancora nel settore giovanile.

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