Opera in tre Atti | I movimenti di Empoli-Reggiana
Lento
L’Empoli rimanda ancora l’appuntamento con la vittoria. I tre punti mancano ormai da Cesena, primo impegno ufficiale del 2026. Nel mezzo la miseria di due punti in sei gare. Il mancato successo casalingo contro una modesta Reggiana non allontana la crisi. Al cospetto degli emiliani, abbiamo assistito a una prestazione in crescita rispetto al recente match con la Juve Stabia ma, in sede di analisi, occorre oggettivamente tenere conto anche del valore dell’avversaria. La Reggiana ha subito il predominio territoriale degli azzurri ma ha messo ulteriormente a nudo le fragilità mentali di una squadra che fa una fatica terribile a scrollarsi di dosso le proprie paure. L’Empoli attuale è una sorta di irresistibile polo d’attrazione per qualsiasi genere di difficoltà o complicazione. Il vantaggio degli emiliani, arrivato alla prima occasione utile dopo il monologo iniziale di Shpendi e compagni, ha rischiato di generare una spirale di negatività di difficile risoluzione. La verità è che la squadra azzurra si è come avviluppata su sé stessa, complicandosi la vita in un torneo che, verosimilmente, non l’avrebbe vista protagonista ma neppure pericolosamente traballante, a una manciata di punti dalla zona playout.
Moderato
In casi come questi, al di là di ogni retorica, l’unica cura è il risultato. Quello in grado di spazzare via l’ansia di una classifica deficitaria e restituire la consapevolezza di essere in grado di intraprendere un percorso diverso o quantomeno più sereno. Contro la Reggiana non è venuto meno l’impegno ma è emersa la scarsa lucidità di una squadra incapace di trovare la propria reale collocazione, quando siamo praticamente giunti a due terzi del torneo. Stavolta la gestione di mister Alessio Dionisi non ha lasciato spazio a particolari perplessità, come accaduto di recente. L’Empoli si è affidato a un trio difensivo che non ha fatto correre particolari rischi a Fulignati, con Curto che mancava dalla formazione iniziale da quasi tre mesi (Avellino-Empoli 0-3 del 22 novembre). Sulle corsie laterali il nuovo Candela, non ancora calatosi nell’impianto di gioco azzurro in modo efficace, e l’usato sicuro Elia. In mezzo la fisicità di Magnino, il senso tattico di Degli Innocenti e le caratteristiche da incursore di Ignacchiti. Davanti il tandem Shpendi-Nasti. In avvio di ripresa una piccola rivoluzione: dentro Guarino, Ceesay e Popov. Nessun stravolgimento tattico ma neppure un sensibile innalzamento della qualità di gioco.
Andante
L’Empoli non andava in gol con un attaccante dallo scorso 27 dicembre, quando Nasti beffò di testa la difesa del Frosinone direttamente su corner. La rete di Shpendi, decisamente il più ispirato degli azzurri nel match con la Reggiana, spezza un digiuno del reparto offensivo lungo ben sette partite. È il segnale delle difficoltà realizzative di un organico che, orfano di Pietro Pellegri, non ha saputo trovare alternative convincenti. Popov si è visto finalmente “concedere” tutta la ripresa. Il talento ucraino non ha brillato ma non si può pretendere che un 18enne si alzi dalla panchina e, come per magia, si faccia improvvisamente carico delle difficoltà della squadra. Sarebbe già un buon segnale vederlo impiegato con maggiore continuità. Un pizzico di ottimismo in più deriva dal rientro di Edoardo Saporiti. L’ex Lucchese può rappresentare l’elemento di estro, fantasia e imprevedibilità in grado di offrire soluzioni tattiche alternative. Se il trequartista classe 2001 sta bene, difficile pensare d’ora in poi di farne a meno.
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