Inter-Juventus, espulsione Kalulu e attacco di Saviano a Marotta: bufera sul campionato
Il derby d’Italia non si chiude mai al triplice fischio. Dopo Inter-Juventus, tra episodi arbitrali, dichiarazioni al vetriolo e interventi esterni al mondo del calcio, la sfida si è trasformata in un caso mediatico e istituzionale destinato a lasciare strascichi pesanti.
Inter-Juventus, tra polemiche arbitrali e parole che fanno rumore
La partita tra Inter e Juventus ha acceso un polverone che va ben oltre i novanta minuti. Al centro delle discussioni c’è l’espulsione di Pierre Kalulu, episodio che ha inevitabilmente indirizzato l’andamento del match e acceso il dibattito sulla direzione arbitrale.
A far discutere, però, non è stato soltanto il cartellino rosso. Le dichiarazioni del tecnico nerazzurro — che ha di fatto giustificato la simulazione del difensore Alessandro Bastoni, episodio che avrebbe tratto in inganno l’arbitro Federico La Penna — hanno ulteriormente alimentato il clima rovente. Parole che hanno diviso tifosi e addetti ai lavori, tra chi parla di normale dinamica di campo e chi invece sottolinea un messaggio pericoloso sul piano etico.
L’intervento di Roberto Saviano: “Non è una questione di colori”
A rendere la vicenda ancora più esplosiva è stato l’intervento dello scrittore Roberto Saviano, che attraverso i propri canali social ha lanciato un attacco diretto al massimo dirigente dell’Inter, Giuseppe Marotta.
Saviano ha chiarito subito il perimetro del suo intervento: “Non è una questione di colori. Non è una questione di simpatie o antipatie sportive. Qui non si parla di Inter contro qualcuno. Si parla di sistema”. Il riferimento è a un provvedimento giudiziario che parlerebbe di una “situazione di sudditanza” nei confronti della Curva Nord, tema che — secondo lo scrittore — trascende il semplice dibattito sportivo.
Parole pesanti, che spostano l’asse della discussione dal campo alle istituzioni calcistiche, mettendo in discussione la trasparenza e la credibilità dell’intero movimento.
“Il problema è la credibilità”
Nel suo intervento, Saviano ha rincarato la dose: “Gli atleti e i tifosi sono le prime vittime di un sistema che troppo spesso protegge sé stesso prima di proteggere la trasparenza”. Una riflessione che tocca un nervo scoperto del calcio italiano, spesso accusato di autoreferenzialità e di reazioni “selettive” davanti a questioni delicate.
Ma è l’affondo finale a fare più rumore: “Finché quest’uomo avrà un ruolo nel calcio italiano tutti avranno la sensazione che i campionati siano falsati. Il campionato italiano oggi è falsato e se pure l’Inter lo vincesse non varrebbe nulla”.
Un’accusa frontale, durissima, che chiama direttamente in causa Marotta e che inevitabilmente riapre ferite mai del tutto rimarginate nel panorama calcistico nazionale.
Un caso che va oltre il campo
La vicenda dimostra ancora una volta come il calcio italiano viva su un equilibrio sottilissimo tra competizione sportiva, gestione del potere e percezione pubblica. Inter-Juventus si conferma così non solo la partita più sentita, ma anche quella capace di generare onde d’urto che travalicano il rettangolo verde.
Resta ora da capire se alle parole seguiranno risposte ufficiali o prese di posizione istituzionali. Perché quando il dibattito smette di essere sportivo e diventa sistemico, il silenzio rischia di pesare più di qualsiasi dichiarazione.
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