A MENTE FREDDA | Deve suonare la sveglia
“Catania fino alla fine”, un coro scandito in più di un’occasione nell’ultimo periodo dalla tifoseria rossazzurra. Un invito a crederci sempre, a non mollare dimostrando che, soprattutto nelle criticità, è possibile stringersi uscendone ancora più forti. Il Catania ha già vissuto situazioni del genere, superandole con la forza di un gruppo unito e compatto. Oggi più di prima i rossazzurri sono chiamati a fare fronte comune.
La pressione aumenta, le partite a disposizione diminuiscono ed il Benevento si è portato a +8 in classifica, ma il Catania ha una partita da recuperare, il confronto con il Trapani rinviato al 18 febbraio. Nel contesto di un campionato difficile e ricco di insidie, tutti possono inciampare. E’ successo al Catania, potrebbe accadere anche al Benevento, a meno che davvero i sanniti continueranno a viaggiare spediti verso la meta. Allora bisognerà fare sportivamente i complimenti alla squadra campana e recriminare sugli errori commessi, quello che poteva essere e non è stato, preparandosi alla temibile lotteria dei playoff.
Questo però non è il momento di emettere sentenze, ma di lavorare affinchè il Catania ritrovi certezze e fiducia. Le riflessioni sono doverose, si avverte l’esigenza di rendere il Catania meno prevedibile in campo, più produttivo in zona gol ed in grado di elevare il livello delle prestazioni individuali e collettive. Deve suonare la sveglia – a partire dalla guida tecnica e da chi faceva già parte della rosa, proseguendo con i nuovi innesti – perchè siamo giunti alla fase clou della stagione, il minimo dettaglio fa la differenza.
Con ancora scontri diretti da disputare, trappole e ostacoli lungo il percorso, i tifosi spingono affinchè non si molli di un centimetro. I cori di martedì sera al triplice fischio di Catania-Cerignola (“Meritiamo di più” e “Uscite fuori i co…”) vanno letti come un segnale di sprone alla squadra, un incitamento a riprendere la rotta. Spetta ai giocatori fornire risposte convincenti in campo ed all’allenatore trovare tutte le soluzioni possibili per aiutare il gruppo a ritrovarsi. Reagendo con personalità, il petto gonfio di orgoglio e la voglia di chi crede – non a parole ma con i fatti – di tornare in piena corsa per il primato.
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