Adesso giù le mani da Gasperini. Lasciatelo lavorare
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IL TEMPO (T. CARMELLINI) - Lo sfogo di Gasperini subito dopo il ko contro l'Udinese al Friuli era qualcosa di più di un semplice scarico di adrenalina davanti a un microfono a bordocampo. È sembrato piuttosto un campanello d'allarme, un messaggio molto chiaro ai «cercatori di peli nell'uovo». Il tecnico piemontese è stato molto chiaro, si è preso le sue responsabilità per il ko pur definendosi «soddisfatto» della prestazione dei suoi, ma ha anche messo a distanza chi cercava polemiche ad ogni costo. Il «bisogna metterci d'accordo su cosa vogliamo» è un messaggio chiaro a proprietà e tifoseria. Nel senso: se l'idea è quella di fare una squadra futuribile con giovani talenti che lui ha definito «under 23», va bene ma allora si sappia che il «progetto» è quello e quindi anche il risultato finale andrà letto in quella chiave. Se invece l'idea è andare in Champions League il prossimo anno, cosa che era e resta il vero obiettivo della stagione giallorossa, allora bisogna mettersi in testa che servono giocatori pronti adesso. Altro che giovani e l'ingresso di Venturino a Udine al posto di un logorato Pellegrini , è sembrato proprio un segnale in questa direzione. Come dire: questi ho e questi faccio giocare. E anche la chiusura su «a fine stagione se non si va i Champions si cambia l'allenatore…» va letta, se non come un avvertimento, quasi. Ma non scherziamo! Sarebbe un peccato perché Gasperini quando è arrivato a Roma ha trovato una squadra che aveva avuto la capacità di tenere unita e portare in fondo alla stagione, ma che davvero andava ricostruita dal punto di vista di stimoli e gioco. Il Gasp si è messo lì e alla sua maniera ha costruito dal basso una squadra, un gruppo che continua ad assomigliarli sempre di più senza stare a sentire nessuno. Non è uno facile da gestire e magari i suoi modi non piacciono a tutti, ma probabilmente proprio per questo riesce ad arrivare dove vuole. Se ne parla come di uno spigoloso, senza mezze misure e per vincere, o meglio per far bene, a Roma forse serviva uno così: bisogna lasciarlo lavorare in pace. Perché tra vedere una Roma che gioca bene, dà spettacolo e diverte, e una che invece vince c'è ancora differenza, tanta differenza. Ma in questo momento chi ha a cuore questa maglia non deve far altro che aspettare. Insomma, giù le mani da Gasperini… almeno che qualcuno non abbia (già pronta) un'idea migliore. O no!?

