Ricomincio da capo
LR24 (AUGUSTO CIARDI) - In principio fu Echeverri . A luglio l'allucinazione collettiva. Una buona fetta di Roma voleva Er Diabblito, c'era chi giurava che sarebbe diventato meglio di Robben e Ribery fusi. Il novantacinque percento di chi ne magnificava le doti, ovviamente non sapeva neanche se fosse calvo o capellone. Nel mentre, la Roma perdeva tempo inseguendo un ragazzino di belle speranze andato poi in Germania per dimostrare di non essere pronto. Poi fu la volta, in ordine sparso, di George, Dominguez, Sancho, fino ad arrivare alle voci su Carrasco , che molti ricorderanno come ottimo calciatore nel decennio scorso (oltre a una buona stagione tre anni fa), e poi per Sulemana . Dal primo luglio a tutto gennaio, sono passati sette mesi. In sette mesi la Roma (la dirigenza) non ha individuato un obiettivo successivamente centrato per completare il tridente.
Nel mentre, Gasperini ha moltiplicato pani e pesci, ma sempre impegnando a sinistra calciatori poco avvezzi, per attitudini, a svolgere le mansioni da lui consegnate, che ha trasformato la necessità in un'eccellente virtù. A fine sessione estiva, andava di moda l'alibi dello sbarco a Roma a fine giugno per il direttore sportivo, che di conseguenza aveva avuto poco tempo per "ambientarsi". Ora i mesi sono sette abbondanti, ma la Roma non ha ancora partorito l'esterno d'attacco. In mezzo tante voci su tanti calciatori, tutte uguali, come se avessero tutte le stessa matrice: l'obiettivo diventa noto perché lo evidenziano i bravi esperti di mercato, i dettagli narrati coincidono. Tutti sanno tutto e si improvvisano insider per darsi un tono. A un certo punto sembra che si debba soltanto capire se il nuovo calciatore sbarcherà a Fiumicino o a Ciampino. Quindi l'affare si complica. Una volta per le incertezze del calciatore, una volta perché gli agenti sono avidi, un'altra volta ancora perché i club detentori del cartellino non fanno sconti. È successo per tutti così, nessuno escluso, persino per un normalissimo terzino che gioca in un Wolverhampton imbarazzante, praticamente retrocesso già a fine ottobre: esce la notizia dell'interessamento, sembra tutto fatto a cominciare dall'ok del calciatore, si esaltano le doti, poi tutto si complica fino al nulla di fatto. E fra i titoli di coda si legge che in fondo di quel calciatore si può fare a meno. Fateci caso, è sempre così . Una trama poco originale che manda in scena sempre lo stesso film che viene promosso attraverso gli stessi canali peomozionali. Ogni giorno si vive sempre la stessa scena.
Lo stesso Gasperini ha evidenziato che spesso le trattative della Roma se non sono lampo diventano tormentoni, complicandosi fino ad andare a monte. Lo stesso Gasperini che ha accreditato i meriti dell'eccellente colpo Malen al vice presidente Friedkin junior. Non ha fatto nulla per tenere nascosta la genesi dell'operazione. Insomma, in vista dell'estate, la Roma dovrà giocoforza registrare la velocità di esecuzione dello staff dirigenziale, troppo bassa rispetto a quella del comparto tecnico. Ciò non significa che la Roma abbia sbagliato tutto. Ghilardi, Ziolkowski, Wesley ed El Aynaoui sono ottimi ingaggi. Per non parlare di Malen. Ma altrettanti sono i buchi nell'acqua. E troppi sono i mancati arrivi. In ruoli chiave.
In the box - @augustociardi75

