Chi è Moussa Diaby e dove può giocare
L’Inter ha messo gli occhi su Moussa Diaby, esterno offensivo francese in forza all’Al Ittihad in Arabia Saudita, finito al centro delle voci di mercato nelle ultime ore. Secondo Fabrizio Romano, il club nerazzurro ha avviato contatti con l’entourage del giocatore per un possibile prestito con diritto di riscatto fissato attorno ai 35 milioni di euro, con l’ex PSG che avrebbe già dato il proprio assenso al trasferimento in Italia. L’operazione resta però in bilico, dipendendo in larga misura dal via libera da parte dell’Al Ittihad, che pagò Diaby oltre 60 milioni nel 2024.
Giocatore dotato di grande velocità, attitudine al dribbling e abitudine a giocare largo sulle fasce, Diaby rappresenterebbe un profilo di esterno moderno che potrebbe adattarsi sia come attaccante esterno nel tridente sia come alternativa offensiva a gara in corso, aumentando imprevedibilità e accelerazioni in zona gol.
Il giudizio di Bergomi: non è un esterno!
Nel commentare l’interesse nerazzurro, Beppe Bergomi si è mostrato critico ma possibilista sul connubio tra Diaby e l’Inter, sottolineando che il francese “ci starebbe bene” soprattutto come elemento offensivo e non come puro quinto di fascia. L’ex capitano ha evidenziato come l’Inter, sotto la gestione tattica recente, abbia cercato esterni capaci di incidere nell’uno contro uno e creare superiorità, un aspetto dove Diaby può dare contributi interessanti.
Bergomi ha però anche richiamato l’attenzione sulla questione fisicità: con i suoi 1,70 m, Diaby non è un giocatore di grande impatto fisico sulla fascia, e la sua collocazione ideale sarebbe più in fase di attacco che difensiva. Questo profilo lo renderebbe utile soprattutto come cambio offensivo nelle partite in cui è necessario dare brio tra le linee, più che come titolare continuo su tutta la fascia.
Le parole di Marotta prima di Dortmund: bluff o verità?
Nel prepartita di Champions League contro il Borussia Dortmund, il presidente Giuseppe Marotta ha affrontato il tema mercato con cautela, definendo le possibilità di portare Diaby a Milano “minime”. Marotta ha spiegato che l’Inter non vive una situazione di emergenza ma è comunque attiva per rinforzare la rosa, sottolineando che Ausilio e Baccin stanno monitorando varie piste.
Nonostante l’ammissione di un interesse, la posizione del dirigente è stata chiara: l’operazione Diaby non è semplice né scontata, soprattutto per la complessità di inserire un giocatore importante in rosa senza comprometterne l’equilibrio. Più che un rifiuto secco, le dichiarazioni appaiono una comunicazione strategica, coerente con la volontà di non creare aspettative eccessive nei tifosi, ma senza escludere del tutto un’accelerazione negli ultimi giorni di mercato.
Il nodo Luis Henrique: intreccio tra entrate e uscite
Un elemento chiave nell’economia dell’operazione Diaby è la situazione di Luis Henrique, esterno brasiliano che nell’ultima stagione si è affermato come opzione offensiva nell’Inter. Secondo Romano, il club nerazzurro non intende privarsi di Luis Henrique senza prima aver rinforzato la rosa; su di lui ci sarebbe l’interesse concreto di club come il Bournemouth, con un’offerta di prestito con obbligo di riscatto nell’ordine dei 18-20 milioni di euro.
Questa dinamica crea un vero e proprio intreccio di mercato: l’eventuale partenza di Henrique potrebbe sbloccare definitivamente la pista Diaby, ma solo dopo aver inserito un profilo che mantenga equilibrata la profondità della rosa sulle fasce. Il brasiliano – capace di giocare sia come ala sia come mezzala offensiva – è stato un elemento dinamico nelle rotazioni di Chivu, motivo per cui la società vuole ponderare ogni scelta prima di sacrificare un elemento che ha mostrato crescita e adattamento al campionato italiano.

