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Calcio a 5: Italia, il faccia a faccia con l’Ungheria vale i quarti. Strada in discesa, ma guai a perdere il controllo

Dopo il 4-0 rifilato alla Polonia, l’Italia del calcio a 5 può esultare: la classifica del Gruppo D degli Europei 2026 inizia a sorriderle anche se la missione verso l’obiettivo di approdare ai quarti di finale è tutt’altro che compiuta. La prova di forza contro i biancorossi, successiva al ko contro i “Maestri Portoghesi (vincitori 2-6 contro Musumeci e soci, ndr), ha restituito una formazione azzurra pimpante che ora si prepara alla prova del nove.

Domani sera infatti, giovedì 29 gennaio sempre alle ore 20.30, ci sarà da sfidare l’Ungheria: in quello che di fatto sarà uno spareggio per superare il turno e prendersi una gara da “Dentro o Fuori” contro la Spagna il prossimo 1° febbraio.

Di aspetti positivi verso la partita contro i magiari ce ne sono tanti da cogliere: il solito ottimo avvio, la capacità di soffrire nei momenti comunque più intensi del match e la mentalità di continuare a giocare e segnare anche quando il risultato è acquisito. Oltre a queste cose anche due conseguenze pratiche arrivate dopo il 40′: contro l’Ungheria, in virtù di una differenza reti migliore a parità di punteggio (0 per l’Italia e -2 per gli ungheresi) si potrà giocare per 2 risultati su 3, e per fare questo si potrà avere la rosa totalmente a disposizione, visto che  Rossetti e Pulvirenti torneranno dalle loro squalifiche.

Entrando poi nello specifico della gara contro gli uomini allenati da Sergio Mullor: è chiaro che il ct spagnolo vorrà provare qualcosa di aggressivo, soprattutto con la fase difensiva, e probabilmente fisico, avendo una “taglia” di squadra molto potente. Partire forte, come successo anche contro il Portogallo, e saper gestire l’intensità saranno le due chiavi di un duello da “cuore caldo e mente fredda”.

L’Italia è dove voleva essere e dove sapeva che sarebbe potuta arrivare: la condizione è ideale, ha un match point pesante sulla racchetta che si è guadagnata con merito, ora va messa la palla in campo e completato l’ultimo step prima di una nuova fase del torneo, dove l’idea di diventare “mina vagante” può solleticare e non poco l’appetito.

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