Maschere napoletane tradizionali per Carnevale: le più famose
Maschere napoletane tradizionali per Carnevale: le più famose della tradizione partenopea, nel post a cura di Napoli Fans
Il Carnevale a Napoli affonda le sue radici in una tradizione antica, popolare e profondamente teatrale. Le maschere napoletane sono personaggi simbolici che raccontano vizi, virtù, difetti e contraddizioni del popolo partenopeo.
Nate tra teatro popolare, Commedia dell’Arte e tradizione orale, queste figure hanno attraversato i secoli arrivando fino a oggi come icone culturali della città.
In questo post a cura di Napoli Fans scopriamo le maschere napoletane tradizionali più famose per il Carnevale, analizzandone origini, significati e caratteristiche. Bentornati sul nostro portale!
Pulcinella
Pulcinella è senza dubbio la maschera napoletana più famosa al mondo. Riconoscibile dal camicione bianco, dalla maschera nera con naso adunco e dal cappello a punta, Pulcinella incarna l’anima più profonda di Napoli.
È furbo e ingenuo allo stesso tempo, ironico, ribelle, capace di sopravvivere a tutto grazie all’astuzia e al sarcasmo. Pulcinella rappresenta il popolo che si arrangia, che ride delle difficoltà e sfida il potere con l’intelligenza.
Durante il Carnevale, è la maschera più indossata e amata, simbolo universale della napoletanità.
Tartaglia
Tartaglia è una maschera meno popolare di Pulcinella ma molto significativa. È riconoscibile per la balbuzie, gli occhiali e l’aria impacciata.
Tartaglia rappresenta l’uomo colto ma indeciso, spesso un notaio, un avvocato o un funzionario. È la caricatura dell’intellettuale che, nonostante lo studio, resta incapace di agire con decisione.
Nel Carnevale napoletano incarna la satira contro il potere burocratico e la falsa erudizione.
Scaramuccia
Scaramuccia è la maschera del soldato vanitoso e millantatore. Vestito con abiti eleganti e atteggiamenti teatrali, racconta di imprese eroiche che spesso non ha mai compiuto.
Scaramuccia rappresenta l’arroganza vuota, l’apparenza senza sostanza.
Nel contesto del Carnevale, è una figura ironica che prende in giro chi ostenta forza e coraggio senza possederli davvero.
Zeza
Zeza incarna la moglie di Pulcinella, forte, autoritaria, protagonista di dinamiche familiari rumorose e ironiche. E’ pettegola, inclina alla ribellione e al rovescio delle regole imposte.
Viene associata anche alla fertilità e il significato di zeza è pasticcio, inteso come caos, confusione.
La Vecchia d’’o Carnevale
La Vecchia d”o Carnevale è una delle maschere più simboliche e meno conosciute dal grande pubblico. Rappresenta la fine del Carnevale, il tempo che passa e l’inizio della Quaresima.
È raffigurata come una donna anziana, che spesso accompagna Pulcinella sulla sua groppa.
Nel folklore napoletano questa maschera segna il passaggio dal caos festoso all’ordine, dalla libertà all’attesa.
Coviello
Coviello è una maschera strettamente legata alla tradizione napoletana della Commedia dell’Arte. È un servo scaltro, ironico. Coviello rappresenta l’astuzia popolare, la capacità di cavarsela anche nelle situazioni più complicate.
È meno famoso di Pulcinella, ma fondamentale nel teatro comico napoletano per il suo ruolo di disturbatore dell’ordine.
Pascalotto
Pascalotto è una maschera grottesca e caricaturale, oggi poco diffusa ma storicamente presente nella tradizione napoletana.
Pascalotto rappresenta l’eccesso, e viene impersonificato con un trucco esagerato e uomo vestito con abiti da donna.
Era spesso utilizzato nelle feste popolari come figura comica, capace di far ridere attraverso movimenti, travestimenti e comportamenti sopra le righe.
Il ruolo delle maschere napoletane nel Carnevale
Le maschere napoletane non nascono solo per divertire, ma per raccontare la società. Ogni personaggio è una critica, una caricatura, una metafora.
Pulcinella sfida il potere, Tartaglia prende in giro l’intellettuale, Scaramuccia smaschera l’arroganza, Zeza celebra la vitalità popolare, la Vecchia ’o Carnevale segna il tempo che passa.
Il Carnevale diventa così un momento di rovesciamento delle regole, in cui tutto può essere detto attraverso la maschera.
Le maschere napoletane oggi
Oggi queste maschere rivivono durante eventi di Carnevale, spettacoli teatrali, rievocazioni storiche e feste popolari.
Pulcinella resta la più presente, ma cresce l’interesse anche per le maschere meno note, riscoperte come patrimonio culturale immateriale della città.
Conclusioni
Le maschere napoletane tradizionali per Carnevale sono personaggi senza tempo che raccontano l’identità, l’ironia e la complessità di Napoli.
Tra risate, satira e simbolismo, queste figure continuano a vivere perché Napoli, come il Carnevale, ama raccontarsi attraverso il gioco, la maschera e la verità nascosta dietro il sorriso.
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