LE INTERVISTE – Spalletti post Juventus-Napoli: “Vittoria di consapevolezza e di emozioni”
C’è un’elettricità diversa nell’aria quando Luciano Spalletti parla della sua Juventus. Non è solo una questione di schemi o di classifica, ma di una “ricerca” costante, quasi ossessiva, della bellezza funzionale. Dopo il successo contro il Napoli, il tecnico toscano ha tracciato il profilo di una squadra che sta imparando a conoscersi e a riconoscersi, tra la fame sotto porta di Jonathan David e la duttilità tattica di interpreti come McKennie. Una vittoria che profuma di maturità.
Al termine del match vinto contro il Napoli, Luciano Spalletti ha raggiunto i microfoni di Sky Sport per analizzare la prestazione dei bianconeri. Tra elogi ai singoli e riflessioni sulla tenuta mentale del gruppo, ecco quanto dichiarato dal tecnico.
Mister, quanto pesa questa vittoria nel percorso di crescita della sua squadra?
“Le vittorie sono tutte importanti e le partite sono tutte difficili, ma questa ha un sapore particolare. È una vittoria fondamentale per la consapevolezza: ci conferma che le cose che facciamo sono quelle giuste e che i nostri calciatori possono esprimere un calcio di altissimo livello. Siamo qui per noi, per vivere delle emozioni forti e per restituirle a tutti quelli che ci vogliono bene.”
Jonathan David è stato ancora una volta decisivo. Vista la sua crescita, sente la necessità di un altro profilo in attacco per completare il reparto?
“David è un calciatore forte. Stasera ha dimostrato di saper ‘reggere botta’, specialmente nei duelli in area dove gli spazi vanno strappati agli avversari in istanti di gioco brevissimi. O ci metti tutto o sei costretto a rincorrere, e lui stasera ha segnato un gol da attaccante di razza, perfetto per le sue caratteristiche. È chiaro che contro squadre come il Napoli, che ti costringono a volte alla ‘pallata’ lunga, servirebbe uno come Hojlund capace di ripulire ogni pallone. Ci mancherebbe anche un profilo così, ma siamo felicissimi di quello che David ci sta dando.”
A proposito di attacco, lei ha speso parole importanti per McKennie in una posizione avanzata…
“Dico che McKennie è uno dei più forti a giocare da centravanti, anche se nasce altrove. Ha un istinto incredibile: si trova sempre dove finisce la palla e attacca la profondità come nessuno. Quando va lì, prende decisioni rapide. Per me sarebbe un attaccante perfetto per come interpreta il ruolo.”
Abbiamo visto una Juventus dominante. È stato il miglior primo tempo della sua gestione?
“Secondo me la partita è stata interpretata nello stesso modo per tutti i novanta minuti. È rimasta aperta perché, quando non concretizzi certe situazioni e il risultato non ti mette al sicuro, il rischio dell’episodio inaspettato è dietro l’angolo. Ma la cosa fondamentale per me è stata vedere la costanza: la ricerca del pressing è stata continua.”
In fase difensiva, però, c’è stata una prestazione individuale che ha fatto la differenza.
“Assolutamente. Bremer è stato bravissimo nell’uno contro uno con Hojlund. Lo ha tenuto in maniera perfetta, reggendo il confronto fisico e atletico per tutta la gara. Quando hai questa solidità dietro, tutto il resto della squadra gioca con più serenità.”
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