Opera in tre Atti | I movimenti di Empoli-SudTirol
Lento
Nell’analizzare il brillante successo azzurro di Cesena, avevamo indicato la continuità quale l’aspetto in grado davvero di fare la differenza in una serie cadetta al solito spigolosa e imprevedibile. Purtroppo la debacle casalinga con il Sudtirol ci sottopone, per l’ennesima volta in stagione, al costante interrogativo: l’Empoli è in grado di stazionare in orbita playoff per giocarsi le sue chances in coda al torneo? Un quesito a cui diventa complicato oggi offrire risposte attendibili. La sconfitta interna con gli altoatesini di Castori alimenta dubbi e allontana certezze. Un passo falso inaspettato ma in linea con le caratteristiche di una serie B che assomiglia al cavallo imbizzarrito che ti disarciona proprio nel momento in cui pensi di aver raggiunto un certo equilibrio. Un k.o. forse sin troppo severo per gli azzurri ma figlio di alcune discutibili scelte iniziali di formazione e dell’atteggiamento tattico posto in essere da un coriaceo Sudtirol.
Adagio
Gli uomini di Castori sono stati abili a difendere il vantaggio di Pecorino, coprendo tutte le linee di passaggio e incartando la manovra troppo prevedibile e compassata di Haas e compagni. Col senno di poi, l’undici sceso in campo in un opaco primo tempo, non si è rivelato figlio di scelte particolarmente ispirate. A Cesena aveva pagato un atteggiamento più sfrontato con due punte effettive ad agire davanti al match winner Ilie. Contro un Sudtirol prevedibilmente più accorto tatticamente e abbottonato, l’Empoli rinuncia a una punta di ruolo per affidarsi a una soluzione ibrida con due trequartisti alle spalle del solo Nasti. Risultato? L’ex attaccante della Cremonese si sbatte senza costrutto, lasciato troppo solo tra le maglie della difesa altoatesina. Ilie e Ceesay vagano senza successo alla ricerca di una difficile collocazione tattica. Nelle idee di mister Dionisi c’era verosimilmente l’intenzione di togliere punti di riferimento al muro difensivo degli ospiti. La scelta ha finito però per rendere più statica e monocorde la proposta offensiva degli azzurri.
Andante
Minore profondità di gioco e sterile possesso palla in una linea mediana che non può ancora contare su un Haas al meglio fisicamente. Nel secondo tempo l’Empoli ha provato ad alzare il ritmo inserendo dalla panchina giocatori di maggiore gamba e dinamismo come Shpendi, Ignacchiti e Degli Innocenti ma l’inerzia della gara ha finito per premiare un Sudtirol accorto che, di fatto, si è trascinato senza rischiare alcunché di significativo. L’Empoli esce ridimensionato dopo il felice trittico Mantova-Frosinone-Cesena? Probabilmente sì, ma si tratta di una sconfitta che può starci nell’economia di un torneo estremamente ostico. Nessun disfattismo. Gli azzurri restano a debita distanza dalla zona rossa, a ridosso delle squadre autorizzate a sognare un posto al sole dei playoff. Con 2/3 rinforzi mirati a rendere più lunga la coperta difensiva e ad ovviare allo sfortunato forfait di Pietro Pellegri, i ragazzi di Dionisi possono ancora coltivare un’idea che, fino a pochi mesi fa, sembrava impensabile. Posto che le prime quattro della classe non sembrano ormai alla portata di Lovato e compagni, le formazioni che transitano dal quinto all’ottavo posto non appaiono così irraggiungibili. Purché il lunatico ottovolante azzurro si arresti per intraprendere un percorso decisamente più stabile e continuo.
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