Infortunio Anguissa, i tempi di recupero si allungano, ma il mercato dorme
NAPOLI – Piove sul bagnato in casa Napoli. Mentre Antonio Conte prova a mantenere la barra dritta in un gennaio che si preannuncia infuocato, dall’infermeria arrivano notizie tutt’altro che rassicuranti: lo stop di Frank Zambo Anguissa rischia di prolungarsi, complicando maledettamente i piani tattici del tecnico leccese.
L’infortunio muscolare rimediato dal centrocampista camerunense si sta rivelando più ostico del previsto. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte dalla Gazzetta dello Sport, il bicipite femorale della coscia sinistra non dà ancora le garanzie necessarie per un rientro immediato. Se inizialmente si sperava di riaverlo a pieno regime per la metà di gennaio, lo staff medico azzurro predica ora estrema cautela: l’obiettivo più realistico sembra essere la trasferta di Champions League contro il Copenaghen del 20 gennaio, o addirittura i successivi impegni di campionato.
Un’assenza che pesa come un macigno, soprattutto considerando l’importanza dello scacchiere tattico di Conte, dove Anguissa rappresenta l’equilibratore fondamentale tra i reparti. Senza il suo dinamismo e la sua fisicità, il Napoli perde quella diga necessaria a proteggere la difesa e a far ripartire l’azione con qualità.
Mercato: Manna e ADL, un immobilismo preoccupante
Ma a far infuriare la piazza non è solo la sfortuna legata agli infortuni. In un momento di chiara emergenza numerica e tecnica a centrocampo, il silenzio che circonda le mosse societarie è assordante. Nonostante le evidenti lacune e la necessità di rinforzi immediati per non vanificare quanto di buono fatto finora, Giovanni Manna e Aurelio De Laurentiis sembrano continuare a dormire sul mercato.
Mentre le dirette concorrenti si muovono per puntellare le rose, la dirigenza partenopea appare bloccata in un immobilismo che rischia di diventare deleterio. La gestione del “post-infortunio” di Anguissa sta mettendo a nudo una mancanza di programmazione reattiva: Conte attende segnali, ma dal quartier generale di Castel Volturno tutto tace. Continuare a sperare esclusivamente nel recupero lampo dei degenti, senza intervenire concretamente sul mercato di riparazione, è un rischio che il Napoli di oggi non può e non deve permettersi.
I tifosi si interrogano: quanto ancora dovranno “dormire” i vertici societari prima di capire che questa squadra ha bisogno di ossigeno nuovo? Il tempo stringe e il campo, come sempre, non farà sconti.
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