ZAPPI: 13 mesi di inibizione per il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA)
Il Tribunale Federale Nazionale ha accolto la richiesta della Procura Figc rispetto alla sanzione da comminare al Presidente dell’Aia Antonio Zappi per presunte pressioni che il presidente avrebbe esercitato sugli ex designatori della Serie C Ciampi e della Serie D Pizzi in occasione dell’ultima tornata di nomine dei cosiddetti Organi Tecnici: 13 mesi di inibizione.
Era stato raccolto l’esposto di un associato AIA – che poi ha smentito di averlo mai presentato denunciando un furto di identità – ma contenente elementi (chat e mail) che hanno trovato riscontri e la Procura ha ritenuto sufficienti a procedere. Ciampi da designatore della C sarebbe entrato a far parte della Commissione di A e B come uno dei vice di Rocchi, lasciando il posto a Orsato, mentre Pizzi avrebbe lasciato il vertice della D a Braschi per entrare proprio nella nuova commissione di C diretta dell’ex arbitro internazionale. Ma essendo i contratti biennali e ancora validi, per completare il puzzle sarebbero state necessarie le dimissioni dei due dirigenti.
Il Presidente dell’AIA aveva proposto alla Procura un patteggiamento, ma con una sanzione di pochi giorni, senza assunzione di responsabilità e con l’unico obiettivo di evitare che il prolungarsi del procedimento producesse ripercussioni negative sull’associazione e in particolare sugli arbitri e sulla gestione dei campionati. Da oggi il Presidente Zappi non può operare, la gestione dell’AIA passa in mano al suo vicario Francesco Massini, in attesa del secondo grado dopo il ricorso alla Corte d’Appello.
Il Comitato Nazionale dell’Associazione Italiana Arbitri ha diffuso un comunicato stampa, ribadendo “il massimo rispetto per le istituzioni e per i procedimenti in corso” ed esprimendo “ai nostri dirigenti coinvolti piena solidarietà in quanto fermamente convinti che gli stessi abbiano agito legittimamente nell’alveo dell’ordinamento sportivo perseguendo, nell’ambito della esclusiva discrezionalità tecnica ed organizzativa, riconosciuta e tutelata dai Principi Informatori, il buon andamento dell’intera macchina associativa, che dovrebbe prescindere dall’interesse dei singoli associati. In questa fase, l’obiettivo primario resta garantire stabilità, continuità operativa e serenità all’intero sistema arbitrale, tutelando il lavoro quotidiano di tutte le associate e di tutti gli associati, a ogni livello. Il Comitato Nazionale continuerà pertanto a operare in modo compatto, responsabile e unitario affinché l’AIA prosegua il proprio percorso istituzionale, nel solco dei valori che ne hanno sempre contraddistinto la storia e nel rispetto del libero voto degli associati”.
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