I SIGNORI DEL CALCIO – Lothar Matthäus, il centrocampo che governava il mondo
Per l’occasione della sfida tra Inter e Napoli, vogliamo ricordare un ex grandissimo campione della squadra nerazzurra.
Ci sono calciatori che segnano un’epoca e altri che la dominano. Lothar Matthäus appartiene senza esitazioni alla seconda categoria. Leader naturale, atleta totale, mente tattica sopraffina: per oltre quindici anni è stato il prototipo del centrocampista moderno, capace di fare tutto e farlo al massimo livello.
Nato a Erlangen nel 1961, Matthäus cresce nel Bayern Monaco ma esplode definitivamente al Borussia Mönchengladbach, dove mostra già una personalità fuori scala. Corre, contrasta, imposta, segna. È un giocatore completo quando il calcio non è ancora pronto a definirlo tale.
Il generale dell’Inter dei record
Nel 1988 l’Inter lo porta in Italia e il campionato più difficile del mondo diventa il suo regno. Con Trapattoni costruisce una delle squadre più forti di sempre: l’Inter dei record 1988-89. Matthäus è il motore e il cervello. Centrocampista centrale con licenza di spaccare le partite: 12 gol in campionato, molti dei quali decisivi, e una presenza costante che intimorisce gli avversari prima ancora del fischio d’inizio.
In nerazzurro vince uno Scudetto storico, una Supercoppa italiana e una Coppa UEFA, diventando il simbolo di un’Inter dominante, fisica e feroce. Non è solo un grande straniero: è un capo, uno che trascina e comanda.
Pallone d’Oro e trionfo mondiale
Il 1990 è l’anno che lo consacra nell’Olimpo. Capitano della Germania Ovest, Matthäus guida la nazionale al trionfo mondiale in Italia con autorità assoluta. Gioca ogni partita come se fosse una finale, segna gol pesantissimi, domina il centrocampo contro chiunque. A fine anno arriva il Pallone d’Oro: meritato, inevitabile.
Con la maglia della nazionale tedesca colleziona 150 presenze, record storico per anni, partecipando a cinque Mondiali consecutivi. Una longevità che parla di professionalità, intelligenza tattica e adattamento continuo: da incursore a regista arretrato, sempre decisivo.
Un’eredità senza tempo
Lothar Matthäus non è stato solo un campione: è stato un riferimento. Prima di lui il centrocampista era ruolo; dopo di lui è diventato concetto. Ha anticipato il calcio totale moderno, quello che chiede completezza, leadership e personalità.
Oggi si parla di “box-to-box”, di mediani che sanno fare tutto. Matthäus lo faceva già trent’anni fa, quando farlo era un’eccezione, non una regola.
Per questo, quando si parla dei Signori del Calcio, il suo nome non è una scelta: è una certezza.
di Vincenzo Letizia

