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Forno, il calcio perde Agostino Cocco, amato in campo e spogliatoio

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FORNO CANAVESE. Agostino Mauro Cocco se n’è andato in silenzio, come spesso stava nei campi: senza cercare il centro della scena, ma diventandone parte. Aveva 60 anni ed è morto giovedì 8 gennaio per un infarto. La notizia ha attraversato Forno Canavese e tutto il mondo del calcio dilettantistico come un colpo improvviso.

Ex dipendente della Valbormida di Busano, andato in pensione da un paio d’anni, aveva legato una parte enorme della sua vita al calcio del territorio. Aveva militato nell’Atletico Pont e poi nel Vallorco, realtà con cui aveva condiviso stagioni, trasferte, amicizie e quell’insieme di riti che fanno di una squadra una comunità. Accanto a lui, spesso, il fratello Efisio, con cui aveva condiviso esperienze, visione e passione, in un percorso fatto di grinta, competenza e rispetto.

Chi lo ha conosciuto fatica a parlarne al passato. Domenica, in occasione della partita contro lo Charvensod, il Vallorco giocherà con il lutto al braccio e prima del fischio d’inizio verrà osservato un minuto di raccoglimento. Ma il ricordo non sarà solo silenzio.

«Agostino amava profondamente la musica – racconta il vipresidente del Vallorco, Dino Ponzetto – era un grande fan di Pino Daniele, Lenny Kravitz, dei Rolling Stones. Una delle cose più belle che conserverò sono le sue playlist. Le metteva prima di ogni partita, non solo per la prima squadra ma anche per il settore giovanile. Domenica, durante il riscaldamento, faremo ascoltare proprio le sue “chicche”, come le chiamava lui».

C’è poi l’ultimo frammento, semplice e potentissimo: «L’ultima volta che l’ho visto era a un Rivarolese-Vallorco. Era seduto accanto a me. Abbiamo parlato per tutta la partita di mille cose. Sapeva spaziare, raccontare, ascoltare. Lo faceva sempre con profondità».

Anche per questo la notizia ha colpito così duramente chi vive il calcio non solo come risultato, ma come spazio di relazioni.

Seguiva anche la Rivarolese, dove il fratello Efisio è direttore sportivo. «Quando mi hanno dato la notizia non volevo crederci – dice Giorgio Tavella – venerdì sono andato a salutarlo. Mancheranno a tutti la sua generosità e la sua passione vera per questo sport».

Agostino Mauro Cocco era uno di quegli uomini che restano impressi per come entrano negli spogliatoi, per come tengono insieme le persone, per l’energia con cui vivono le cose. Brillante, pronto alla battuta, competente, stimato da compagni e avversari. Per questo il vuoto che lascia non è solo sportivo. È umano.Lascia la figlia Francesca con Francesco e Lorenzo, i fratelli Filippo ed Efisio, con Alessandra e Marlene. L’ultimo saluto gli verrà dato stamane sabato 10 alle 10.30 alla Casa funeraria Pavese di Valperga. Poi Agostino tornerà a Forno Canavese, dove sarà tumulato. Resteranno le sue partite viste accanto a qualcuno, le sue canzoni che tornano a suonare prima di una gara, il suo modo leggero e profondo insieme di insegnare che lo sport, prima di tutto, è stare bene con gli altri.

«Era un vero uomo di sport. Il calcio lo aveva nelle vene. Ma non è mai stato un integralista - lo ricordano gli amici che con lui hanno condiviso il campo, lo spogliatoio e lunghe serate in trattoria - Aveva un cultura sterminata sul calcio canavesano e passare anche solo mezz’ora a raccontare aneddoti del passato, era fantastico. Ci mancherà. Mancherà a tutto il movimento».

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