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LA ROMA VINCE, GASP SPARISCE

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La Roma espugna il Via del Mare con un 2-0 che non scalda i cuori ma raddrizza la schiena. Ed è esattamente quello che serviva. In una serata che definire complicata è poco, i giallorossi portano a casa una vittoria pesante, quasi terapeutica, in uno dei momenti più delicati della stagione.

L’elenco delle assenze faceva paura: fuori l’intera difesa titolare, Pellegrini, Baldanzi e Bailey ai box, Soulé solo per uno spezzone finale e Rensch costretto ad alzare bandiera bianca poco prima del via per l’influenza. Un’emergenza vera, non una parola messa lì per riempire il prepartita. Eppure la Roma si compatta, stringe i denti e gioca una partita tosta, concreta, senza fronzoli.

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Il Lecce, va detto senza troppi giri di parole, è apparso modesto. Ordinato, volenteroso, ma mai realmente pericoloso. L’unico vero brivido arriva a metà ripresa, quando Pierotti si divora un rigore in movimento che poteva rimettere tutto in discussione. Per il resto, Svilar ha vissuto una serata tutto sommato tranquilla. E quando il portiere non deve fare miracoli in trasferta, vuol dire che qualcosa dietro ha funzionato.

E dietro tutto ha funzionato, eccome. La giovane coppia centrale formata da Ziolkowski e Ghilardi regge l’urto senza sbandare, mentre Celik si conferma jolly prezioso, attentissimo, sempre sul pezzo. In emergenza totale, Gasperini trova risposte dove forse non se le aspettava.

Davanti bastano un gol per tempo. Segnano Ferguson e Dovbyk, guarda caso i due più chiacchierati, discussi, messi in dubbio nelle ultime settimane. Il primo colpisce alla prima vera occasione, il secondo (poi uscito per l’ennesimo infortunio) timbra nel momento più delicato del match. Non sarà stata una prova scintillante sul piano tecnico, ma la Roma fa quello che deve fare: colpisce quando serve e porta la partita dove vuole.

I tre punti di Lecce sono un autentico toccasana. La Roma arrivava a questa sfida con quattro sconfitte nelle ultime sei partite di campionato, il fiato corto e tante nubi all’orizzonte. Vincere così, senza entusiasmare ma senza mai perdere il controllo, è un segnale di solidità mentale prima ancora che tattica.

Eppure, nonostante il successo, il volto di questa serata resta anche quello di Gasperini. Un volto teso, insoddisfatto, tutt’altro che rasserenato. Il tecnico sorprende tutti decidendo di non parlare nel post partita. Nessuna dichiarazione, nessuna analisi a caldo. Un silenzio che fa parecchio rumore e che racconta più di mille parole il suo stato d’animo. I rinforzi promessi a inizio mese sono ancora lontani, il mercato non decolla, e la vittoria non basta a coprire crepe e malumori.

La Roma chiude il girone d’andata al quarto posto, pienamente in corsa per la Champions. Un risultato importante, forse superiore alle aspettative di inizio stagione. Ma Gasperini lo sa meglio di chiunque altro: senza quei rinforzi attesi, la battaglia con le concorrenti – Juventus in primis – rischia di diventare impari alla lunga.

Intanto, però, la classifica sorride. E in tempi duri, anche una vittoria sporca può valere oro. Ora la palla passa alla società. Il campo ha fatto la sua parte. Il resto non può più aspettare.

Giallorossi.net – Andrea Fiorini

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