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EFC | Martedi la ripresa. Con il Bari oltre ogni più rosea aspettativa!

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Riprenderà martedì la preparazione degli azzurri, che adesso si godono meritatamente due giornate di riposo. Si tornerà in campo guardando alla prossima sfida di campionato, in programma domenica prossima al Castellani contro il Palermo: una gara ricca di emozioni e significati, che racconteremo meglio nel corso della settimana alla ripresa dei lavori. Saranno naturalmente da verificare le condizioni dei calciatori non ancora al cento per cento: a partire da Belardinelli e Ignacchiti, che comunque dovrebbero rientrare in gruppo, passando per Curto, assente ieri per un problema dell’ultimo minuto. La squadra tornerà ad allenarsi ancora una volta, come accade ormai da alcune settimane, con un sorriso stampato in volto e con la crescente consapevolezza dei propri meriti e delle proprie qualità. Si arriva infatti da una vittoria, quella contro il Bari, che è andata ben oltre ogni più rosea aspettativa. Ci si attendeva una gara insidiosa, ostica, un potenziale trabocchetto, soprattutto considerando la presenza in panchina di quel Vivarini che appena un paio di mesi fa – seppur guidando un’altra squadra – ci aveva fatto vivere un pomeriggio da incubo. L’avvio della partita, anzi la prima mezz’ora abbondante, sembrava confermare proprio le insidie della vigilia: Bari partito leggermente meglio, gara bloccata, pochissime emozioni. Il primo tiro in porta arriva addirittura al quarantesimo, e lo firma Shpendi. Fino a quel momento, qualche difficoltà l’Empoli l’aveva incontrata, come onestamente ha poi riconosciuto lo stesso Alessio Dionisi nel post-partita. Da quel momento in poi, però, la partita si trasforma in un monologo azzurro. Un 5-0 che non lascia spazio a interpretazioni: dice chiaramente che questa squadra, oggi, sta bene, è in fiducia, gioca con la testa giusta e – finalmente – con quella leggerezza che per mesi è mancata. E lo ribadiamo: qualità, in questo gruppo, ce ne sono eccome. La gara contro il Bari, come ha sottolineato il tecnico, forse non rasenta la perfezione ma ci si avvicina davvero. L’Empoli non rischia praticamente mai: il Bari non tira nemmeno una volta nello specchio della porta e Fulignati, alla fine, è quasi uno spettatore non pagante. A questo solidissimo rendimento difensivo si aggiunge una forza sempre più evidente in fase di possesso e finalizzazione. Il vero elogio, però, va fatto alla gestione della prima mezz’ora. Perché qualche settimana fa, con quel tipo di avvio, la partita avrebbe probabilmente preso un’altra piega. Lì, invece, la squadra è stata brava tecnicamente, tatticamente, ma soprattutto mentalmente. È in quell’aspetto che sta la crescita principale. Il resto viene di conseguenza, soprattutto quando si hanno giocatori di qualità capaci di incidere. Va detto che il Bari sta attraversando problemi simili a quelli vissuti dall’Empoli nei mesi scorsi. Alla prima difficoltà si è completamente sciolto, senza avere reazioni. Lo sottolineiamo non per togliere nulla alla splendida prova degli azzurri – vittoria pienamente da godere e coccolare – ma per mantenere un profilo equilibrato.

Se fino a qualche settimana fa, pur evidenziando le criticità, cercavamo di vedere il bicchiere mezzo pieno soprattutto in ottica futura, adesso serve fare il percorso inverso: piedi per terra, serenità, zero entusiasmi spropositati. Riconoscere i miglioramenti sì, perché sono sotto gli occhi di tutti; ma senza credere che i problemi siano magicamente risolti o che non se ne possano incontrare nel proseguo di questo cammino. Anche per quanto riguarda gli obiettivi, che detto tra noi non sono mai stati quelli della mera salvezza, per adesso restiamo ancora li. I meriti, comunque, sono chiari: Dionisi ha inciso profondamente, e va dato atto anche alla società di aver intuito tempestivamente una situazione che rischiava di prendere una brutta direzione se non modificata con coraggio. Questo è un altro mattoncino: va preso, messo lì, celebrato con soddisfazione, ma senza perdere l’equilibrio. Se questa è la strada, i momenti di luce saranno sempre più frequenti rispetto a quelli di buio, che comunque, nel corso della stagione, come detto, potrebbero tornare. Poco altro da aggiungere: la cura Dionisi sta sortendo gli effetti sperati e attesi nel giorno del suo arrivo. Ci ritroviamo a ribadire un concetto espresso più volte in questi ultimi giorni, ma che resta oggettivo e difficilmente confutabile: da quando Alessio Dionisi ha avuto più tempo per lavorare con la squadra, osservandone con attenzione caratteristiche, attitudini e aspetti umani, e iniziando a innestare i propri dettami tattici – pur all’interno di un contesto non costruito per lui – i risultati si sono visti. E si sono visti portando una doppia soddisfazione: quella delle vittorie e dei punti da una parte, e quella dell’atteggiamento e della prestazione dall’altra. Perché in questo sport, a questi livelli, e ancor più in una categoria particolare come la Serie B, l’atteggiamento è un elemento assolutamente fondamentale. Ed è proprio per questo che si torna idealmente a quella brutta, pessima partita di Chiavari: lì, prima ancora della sconfitta sul campo, era arrivato un atteggiamento passivo, sbagliato sotto ogni punto di vista. Ed è lì che è iniziata la vera inversione di rotta. Dalla gara contro il Catanzaro, poi ad Avellino, e infine in maniera ancora più evidente ieri contro il Bari, si è visto un cambio netto nell’approccio, cambio che ha poi portato frutti grazie alla gestione tecnico-tattica e alla bravura dei calciatori. È un Empoli che oggi porta soddisfazione. E ieri lo ha fatto in modo ampio, con quei cinque gol che da tempo non vedevamo messi a segno in una sola partita. Anche sul piano dei singoli c’è poco da aggiungere: un applauso va rivolto davvero a tutti, sia a chi è partito dall’inizio sia a chi è subentrato. Basti pensare che gli ultimi due gol, quelli di Pellegri e Ceesay, sono arrivati da due ragazzi entrati nel finale.

Potrà sembrare paradossale, considerando la vittoria così rotonda, ma la palma del migliore la assegniamo a un difensore. Parliamo di Lovato, autore di una partita che si può tranquillamente definire perfetta. Ha dato sicurezza non solo al reparto, ma a tutta la squadra. Se il Bari non arriva mai a tirare nello specchio della porta difesa da Fulignati, grandi meriti sono suoi: un giocatore di categoria superiore, così come altri presenti nella rosa, che ieri ha pienamente incarnato quel ruolo di “ministro della difesa” che gli si addice. Molto bene comunque tutto il pacchetto arretrato, e grande soddisfazione anche per il gol di Guarino, un gol beffardo se si pensa che è nativo della provincia di Bari. Non ha esultato, e si capisce il perché. Guarino arrivava da una prima parte di stagione balbettante, in cui non si era visto il giocatore che ci si attendeva. Ieri invece, e non certo solo per il gol, ha confermato i segnali positivi delle ultime settimane. Altro elemento che merita una citazione in questa logica di percorso è Duccio Degli Innocenti. In estate aveva potuto lavorare pochissimo a causa di un infortunio, ma era un giocatore molto atteso perché sapevamo che potesse avere qualità importanti da portare alla squadra. Le sue prime apparizioni non erano state da stropicciarsi gli occhi, ma non si è abbattuto: si è messo lì, ha lavorato, ha alzato il suo livello di partita in partita e ieri ha giocato un match esemplare in entrambe le fasi. Una menzione la meritano davvero tutti. Anche Gerard Yepes, che ogni tanto aveva ricevuto qualche richiamo, ma che ieri ha giocato da centrocampista vero, togliendosi anche la soddisfazione di un bel gol. Poi c’è Pietro Pellegri, tornato a ritimbrare il cartellino con un tiro che ha letteralmente spaccato la porta, dopo aver servito lui stesso l’assist a Yepes per il gol dello spagnolo. L’unico che questa volta non menzioniamo tra i migliori è Fulignati: spesso decisivo, spesso eroe, ieri non ha praticamente dovuto compiere interventi. E va bene cosi. Bravi, bravi davvero tutti. Ma sugli scudi, inevitabilmente, va messo lui: Alessio Dionisi. E perdonateci se ripetiamo concetti già espressi, ma il tecnico amiatino è l’artefice principale di questa trasformazione. Ha saputo dare tranquillità alla squadra, fiducia emotiva e psicologica. È arrivato in punta di piedi, accettando quelle critiche che sapeva sarebbero arrivate nel momento del suo ritorno. Ha spiegato le sue ragioni, ma soprattutto ha detto che sarebbe stato il campo a giudicare. Ha inghiottito qualche rospo iniziale, ha ereditato una situazione non generata da lui, una squadra non costruita secondo le sue idee calcistiche. Eppure si è messo lì, ha parlato con i giocatori, li ha messi nelle condizioni migliori possibili, tecniche e mentali. E i risultati si vedono. Al di là dei nove punti nelle ultime tre partite e degli zero gol subiti, ciò che oggi si percepisce è che la squadra abbia un piglio, un atteggiamento, una volontà totalmente diversi rispetto al recente passato. Si sente leggerezza, si vede divertimento, quelle sensazioni che prima si evocavano a parole ma che non si riuscivano a portare in campo. Ora ci sono. E i risultati parlano da soli. Si cercava continuità, e la continuità è arrivata. Dionisi ha rimesso in moto una macchina che ha caratteristiche importanti e che – lo continuiamo a dire – può fare molto bene, può vivere una stagione totalmente diversa da quella degli obiettivi dichiarati in estate. Ora sta al mister, allo staff e alla squadra non mollare. Semmai, come ha detto ieri Yepes, mettere ancora una marcia in più.

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