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EFC | Oggi la ripresa. Con il Bologna una delle peggiori figure della stagione

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Riprenderà immediatamente oggi la preparazione degli azzurri che adesso guardano a domenica, quando arriverà il Cagliari dell’ex Nicola al Castellani. Quella con i sardi è una partita assolutamente da vincere, una partita che potrebbe iniziare ad essere uno spartiacque importante per quella salvezza che è ancora alla portata. Per quella salvezza che è l’obiettivo unico della stagione, come ricordato anche ieri sera, dopo la partita persa malamente contro il Bologna. La gara con il Cagliari diventa importante anche in quest’ottica, ovvero far capire che le scelte fatte ieri sera sono state almeno propedeutiche alla gara di campionato ed alla priorità che la società si è data. Al contrario, la bruttissima sconfitta ma, peggio ancora, la pessima prestazione offerta, rischiano di produrre un effetto boomerang ancora più potente. Non a caso, e non volendoci certo soffermare su una pagina di storia ormai lontana quadi venti anni, una delle parole più usate al termine del match con i felsinei è stata, Zurigo. Chi sa, capisce. Sulle scelte fatte ieri è chiaro che c’è disparità di vedute, ma dobbiamo anche provare a seguire il ragionamento che la società e lo staff tecnico hanno fatto, mettendo in conto che la gara con il Bologna avrebbe potuto produrre un risultato simile anche con le prime scelte ad oggi disponibili. C’è stato un ragionamento dietro queste scelte, un ragionamento che ha tenuto conto del cammino fatto in Coppa Italia ed, appunto, delle energie da riservare per partite più importanti. Quello che su ieri sera invece, è va a coinvolgere tutti quelli che hanno preso parte alla gara, mettendoci dentro anche la guida tecnica, è stata l’atteggiamento. Un atteggiamento che poche volte in stagione si era visto, compre quelle già citate partite di Coppa Italia tra l’altro giocate su campi difficilissimi come i due di Torino e quello di Firenze. E nessuno avrebbe mai fatto processi se in una di queste tre gare, l’Empoli, anche per come sceso in campo, avesse perso anche in malo modo. Ieri invece una tirata d’orecchie va invece data per come l’impegno, a nostro modesto avviso, non sia stato preso con la dovuta cattiveria agonistica, al netto anche dei limiti di alcuni giocatori impattati dalle famose scelte. E’ sicuramente questo che fa arrabbiare più di tutto e che, speriamo di no, potrebbe poi – ma stavolta insieme anche alle decisioni prese a tavolino – diventare un rafforzativo se le cose non dovessero andare come si spera. Poi è chiaro che si deve ragionare anche sulla forza del Bologna, che in questo momento sta benissimo ed è ingiocabile per squadre anche più forti di noi. Le società oggi, e questo va messo ben in testa, ragionano secondo la logica economica, ed una salvezza in serie A vale molto, molto di più di una finale di Coppa con anche annessa partecipazione alla Supercoppa. E diciamo questo perché diventa anche difficile, visto lo 0-3, fare un minimo ragionamento sulla gara di ritorno, una gara che crediamo venga giocata ancor più svogliatamente e che, a questo punto, non porterà nemmeno ad mini esodo da parte del popolo azzurro. A proposito di popolo azzurro, urge spendere due parole anche su questo. Da una parte lo zoccolo duro del tifo che ieri è stato assolutamente encomiabile, con anche una bellissima coreografia da brividi. Coreografia che avrebbe dovuto dare quella marcia in più alla squadra ma che invece, già in partenza aveva mentalmente il freno a mano tirato. Dall’altra però c’è da evidenziare come Empoli non abbia risposto al meglio; ha fatto male vedere una maratona superiore pressoché vuota, per non parlare di una nord invenduta e di troppo rossoblù in tribuna. Questa pagina di storia l’abbiamo sprecata malamente, senza metterci mano, peggio ancora, senza (forse) nemmeno volerci mettere mano. L’abbiamo vissuta, resterà e tra qualche anno la ricorderemo nelle statistiche come il miglior percorso in Coppa Italia. Resteranno sempre determinati punti interrogativi, come, a distanza di tanti anni sono rimasti quelli di Zurigo. In quel caso però, a pesare tanto, è stata poi la retrocessione arrivata a fine anno. Ecco, adesso c’è da evitare questo, in maniera ancora più forte e prepotente, perché sarebbe davvero stucchevole sentire per altri anni parlare di quella partita con il Bologna che poteva essere e non è stata. Come detto, tornando un po’ più strettamente sui temi della partita, chi è andato in campo ieri ha fatto discretamente male. Non si salva quasi nessuno se non forse Seghetti per alcune parate nel finale e chi è entrato nel secondo tempo che qualcosina in più ha fatto. Tremende le prestazioni di Kovalenko e Solbakken, che speriamo di recuperare a pieno fisicamente, ma male anche quei ragazzi che invece avevano “illuminato” nella altre gare di Coppa. Era difficile fare peggio di ieri ma proviamo ad andare avanti con serenità dando fiducia a chi ha fatto queste scelte, cercando di fare del Castellani (esclusi ovviamente i sempre presenti) un inferno già da domenica.

Come da previsioni della vigilia, D’Aversa schiera nella formazione titolare un mix di giovani e veterani, con Tosto in difesa, Bacci a centrocampo, il giovane Seghetti tra i pali e con qualche volto che non si vedeva da tempo come Solbakken e Kovalenko. Fin dai primi minuti il Bologna parte aggressivo, con la voglia di determinare subito il risultato. Già dopo due minuti infatti i rossoblù sfiorano il vantaggio con Orsolini in ripartenza, ma il destro del numero 7 sfiora il palo. Dopo varie azioni offensive, la squadra di Italiano trova meritatamente il vantaggio al 23′, grazie a Odgaard  che trova il fondo e mette in mezzo per la girata di prima intenzione di Orsolini che non lascia scampo a Seghetti. L’Empoli accusa il colpo, perché dopo appena cinque minuti il Bologna sigla il raddoppio: Miranda libera il corridoio per Ndoye, che vede il taglio di Dallina e lo serve. Anche in questa occasione niente da fare per Seghetti, battuto da un tocco morbido sull’uscita. L’unico squillo del primo tempo dell’Empoli si registra al 39′ con Solbakken che calcia in diagonale trovando la deviazione di Skorupski. Nella ripresa D’Aversa prova ad aggiustare la formazione togliendo i giovani Bacci e Tosto per Pezzella e Sambia, ma gli azzurri non riescono a trovare la giusta reazione per far male ad un Bologna davvero troppo organizzato in campo. Il tris dei rossoblù infatti arriva al 52′ in ripartenza, con una palla tagliata per Ndoye che supera in velocità De Sciglio e mette un cross basso a centro area per Dallinga, che sotto porta si dimostra ancora letale. Nonostante lo svantaggio di tre reti l’Empoli prova a mantenere alto l’orgoglio e al 61′ ha una grande occasione per accoricare le distanze con Gyasi, che a tu per tu con Skorupski manda fuori di pochissimo. Nel finale il Bologna va vicino al poker  in un più volte. Prima ci prova Miranda, ma in questo caso è molto bravo Seghetti con un colpo di reni a prolungare la traiettoria sopra la traversa e poi all’85’ con una conclusione potente dal limite dell’area di Dominguez che termina a lato di poco. Al 90′ l’ex Cambiaghi spacca il palo con un tiro potente da posizione defilata. E’ l’ultima azione degna di nota di un match dominato dai rossoblù.

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