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Triestina Calcio sconfitta in casa della capolista Mantova

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Triestina Calcio sconfitta in casa della capolista Mantova

MANTOVA. Giocare a Mantova in questa stagione è quasi impossibile per chiunque. E tra le vittime a grappoli della capolista dei record ora c’è anche la Triestina.

L’esordio di Bordin a raccogliere l’eredità di Tesser non poteva essere più complicato.

Il nuovo tecnico ha deciso di prendere la gara di petto rivoluzionando il modulo e soprattutto schierando quattro giocatori offensivi. E questo non ha aiutato a tenere botta ai virgiliani capaci di trovare in 15’ un 1-2 da kappaò. L’Unione, pur essendo messa sotto, non ha mai mollato e anzi nella ripresa con un assetto più “corposo” ha spinto di più e pressato meglio riaprendo con merito il match con Celeghin.

Contro questo Mantova applicazione e tenacia non possono bastare. E non sono bastati. Bordin ora deve pensare a martedì perché per uscire dal tunnel servono anche i risultati.

LA RIVOLUZIONE Cambio di guida e rivoluzione in campo. Bordin aveva annunciato un cambio e opta per una rivoluzione. Intanto il modulo con due mediani davanti alla difesa (in fase di non possesso) e D’Urso a fare la spola da mezzala destra e tre giocatori davanti (Redan, Lescano e El Azrak). Cambio anche di alcuni interpreti rispetto agli uomini che Tesser aveva impiegato in avvio con la Pro Patria: in difesa c’è Anzolin al posto di Petrasso a sinistra, sull’altro fronte gioca Pavlev. Al centro il tecnico ha poche alternative, visti gli acciacchi di Struna e Malomo e opta per la coppia Ciofani e Moretti. Davanti a loro Vallocchia e Correia. Sull’altro fronte Possanzini ritocca il suo assetto che sta macinando record in vetta alla graduatoria. Il tecnico rinuncia a Muroni in mediana e inserisce il più offensivo Bragantini con Mensah a fare da riferimento in attacco.

AVVIO SHOCK La Triestina parte convinta ma già dopo 10’ va sotto. Celesia a sinistra beffa Pavlev, già più volte in difficoltà su Fiori, e sul cross l’ex Mensah mette la palla dentro al sacco. L’Unione accusa il colpo e Matosevic deve superarsi per deviare la staffilata di Galuppini. E sul corner di Burrai arriva il raddoppio con colpo di testa del difensore Brignani. La vicenda si complica per gli alabardati. La fascia destra fa acqua e Vallocchia viene spostato davanti a Pavlev.

GESTIONE E FIAMMATE La Triestina cerca di spostare il baricentro in avanti anche perché il Mantova opta per il controllo che è la sua caratteristica più peculiare. Gestione e fiammate sono le armi migliori dei virgiliani. Figuriamoci su un doppio vantaggio. E così Matosevic deve ancora respingere su Ridolfi al 32’. L’Unione, con D’Urso che si sposta come sottopunta, comunque ha il pregio di non mollare usando anche le maniere forti. Ma il Mantova resta padrone assoluto del gioco e della gara.

IL PALLEGGIO Il Mantova gioca sul velluto e con la maestria nel palleggio stretto che è il suo marchio di fabbrica.

L’Unione costruisce la prima vera occasione della serata: punizione di Vallocchia e Moretti arriva in ritardo sul secondo palo.

Bordin cambia tre uomini al 13’: Con Rizzo che va a fare il terzo centrale, Fofana in mediana, e Minesso davanti per Redan. È un 3-4-3 interessante ma Matosevic salva il tris su Bragantini e su un tiro straordinario di Radaelli al volo dalla distanza.

L’UNIONE SALE L’Unione comunque sta meglio in campo ma si concretizza solo con una conclusione insidiosa di Lescano parata da Festa (25’), La Triestina comunque cresce grazie anche alla concretezza in mediana di Celeghin e Fofana con un Pavlev più attento nelle chiusure.

IL RIGORE Il Mantova va ancora vicino alla rete ma è più distratto. Ma al 41’ Brignani stende Vertainen. È rigore, Minesso si fa parare da Festa ma Celeghin fa il tap-in che dà un senso al finale. Un finale che riaccende i fans alabardati e che indica come questa Triestina abbia le carte in regola per risollevarsi presto.

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