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A scuola di scherma con Mara Navarria: «Insegno ai bambini, ma le olimpiadi di Parigi sono già nella mia testa»

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LIGNANO. A tre settimane da Tokyo, Mara Navarria è già tornata in pedana, ma stavolta in veste di coach.

La scorsa settimana, a Lignano, la spadista di Carlino ha radunato 60 tra spadisti e fiorettisti internazionali (dai 10 anni in su fino ai master), per dare vita alla World Champions Academy, un camp ideato insieme al marito Andrea Lo Coco e a Paolo Pizzo, bicampione mondiale, olimpico e italiano di spada.

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L’insegnamento è un percorso che attrae molto la friulana, anche se, nell’immediato, la vedremo soprattutto – e ancora – nella veste di atleta di alto livello, che già guarda al prossimo appuntamento a cinque cerchi. Parigi 2024 è infatti dietro l’angolo e la 36enne dell’Esercito inizierà a breve a preparare, insieme al suo team, il percorso per conquistare la qualificazione alla terza rassegna olimpica.
 

Da Lignano Mara non ha dubbi: «Ci ho decisamente preso gusto». Terminata la World Champions Academy, la friulana si godrà qualche giorno di vacanza nella nostra regione e poi inizierà a preparare i primi appuntamenti della stagione di Coppa del Mondo (la prima tappa è a novembre, a Tallin).

Che sensazioni le ha dato tornare di nuovo in pedana?

«La magia di Tokyo e l’adrenalina ci sono ancora e sono molto entusiasta di averle condivise con i ragazzi del camp. Tornare in pedana nella veste di coach mi piace, mi piace passare il mio tempo in pedana con le nuove generazioni e anche con gli appassionati di scherma».

Da sempre crede nell’importanza di investire nei giovani talenti.

«Da diversi anni organizzo insieme a mio marito e a Paolo Pizzo un momento di allenamento e di divertimento estivo dedicato a chi ama la scherma. Credo che per i più piccoli avere l’opportunità di confrontarsi con la nostra esperienza sia un modo per trovare ispirazione e anche, spero, una guida: io stessa, da bambina, ho avuto i miei sogni e le mie aspirazioni, e ho imparato negli anni, lavorando duramente, come avvicinarli e raggiungerli. Lo sport per me è fatica, ma soprattutto divertimento e se hai qualcuno che può indicarti la “via” e nello stesso tempo sostenerti, il percorso diventa meno difficile. Quest’anno abbiamo inaugurato questa nuova edizione in Friuli Vg, coinvolgendo anche Alessio Foconi, numero 1 del ranking mondiale di fioretto, e tra gli sparring Martina Favaretto, campionessa U20 sempre nel fioretto, e per la spada Gabriele Cimini, appena rientrato anche lui da Tokyo, e Giacomo Paolini. Oltre a loro, il gruppo è ricco di professionisti della scherma, dal mio maestro Roberto Cirillo ad Andrea Magro. Insomma, un’esperienza di alto livello dove non manca il confronto generazionale, il supporto tecnico ma anche una sana dose di divertimento estivo grazie alla presenza della spiaggia e del mare».

La sua medaglia è anche occasione per avvicinare nuovi giovani.

«Devo dire di sì, la medaglia ha un valore effettivo e non solo simbolico. Nei primi giorni del camp ho raccontato come questo bronzo sia il risultato di un lunghissimo percorso, nato anche da momenti molto difficili come l’Olimpiade di Londra del 2012 e poi quella mancata di Rio 2016. Per avvicinare i giovani allo sport una medaglia può aiutare, ma poi conta il viaggio, non solo la meta: una società che creda nei valori dello sport, una scuola che supporti i talenti e li accompagni in un percorso di studio e pratica sportiva, delle strutture in grado di accogliere in modo opportuno le attività sportive e istruttori in grado di formare umanamente e tecnicamente. Io metto a disposizione di questi ragazzi tutta la mia passione e il mio vissuto e percepisco in loro ammirazione e voglia di provarci. Sono lusingata e mi stupisco spesso di questo affetto e di questa stima, anche da parte dei più piccoli, e ne sono grata».

Qual è, secondo lei, lo stato del movimento schermistico regionale?

«Credo che a livello regionale e nazionale sia il momento di ricostruire e di investire: c’è bisogno di tanto lavoro a livello territoriale, per portare, seguendo le indicazioni governative in merito al contenimento del virus, tanti altri bambini in sala scherma. Questi due anni sono stati difficili e molto probabilmente potrebbero esserci delle annate senza praticanti. Credo che una campagna a livello nazionale per far conoscere le grandi qualità della scherma potrebbe essere di supporto alle realtà locali. Personalmente mi impegno in prima persona e nelle prossime settimane parteciperò a diversi eventi per raccontare il mio modo di vivere lo sport e la scherma».

Il camp ha avuto il supporto della Regione Fvg.

«Il supporto di Regione Fvg e di Promoturismo è stato fondamentale sino a oggi: ci accompagniamo e ci supportiamo in molte attività che vanno dallo sport alla cultura. La collaborazione con gli assessorati di Bini e Gibelli e con il team di FGLive è costante: il camp, quest’anno, ha visto la partecipazione di oltre 60 atleti provenienti da USA, Belgio, Spagna, Slovacchia, Slovenia, Francia e Italia. Mi è sembrata un’occasione non solo di sport, ma anche di promozione del territorio; quindi, ho raccolto ancora una volta la disponibilità della regione e la possibilità di promuovere il Fvg come un polo dove praticare la scherma ad alti livelli. Per i genitori dei ragazzi abbiamo preparato dei kit con informazioni turistiche e per i master una serata eno-gastronomica speciale. Il turismo sportivo è un target importante e poi sono sempre pronta a raccontare casa mia, come faccio ogni giovedì sui social con la rubrica “Joibe a cjase mê”, dall’arte alle attrazioni naturalistiche: comunicazione e networking per promuovere la nostra bella regione».

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