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La scherma non è più uno sport di contatto: a Matova allenamenti concessi alla Santa Lucia24

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MANTOVA. Tra i pochi, pochissimi sport che ancora si possono praticare in palestra ci sono fioretto e spada. La Federazione italiana scherma ha precisato infatti che la disciplina, a differenza del passato, non rientra tra gli sport di contatto ai quali il Dpcm del 25 ottobre ha imposto lo stop, salvo concedere allenamenti individuali all’aperto.

«Una puntualizzazione che ci permette di continuare gli allenamenti» spiega il maestro Michele Ronconi, deus ex machina di Mantova Scherma, la società che da pochi anni ha riportato la nobile disciplina in città dopo diverso tempo, rinverdendo la grande tradizione virgiliana che ha nello spadista Gastone Darè (due volte argento alle Olimpiadi di Londra 1948 e Helsinki 1952) il suo più fulgido rappresentante. «Allenamenti che teniamo comunque seguendo i rigidi protocolli indicati di concerto con il Coni - prosegue il tecnico -. In primo luogo, la quarantina di agonisti che possono proseguire gli allenamenti il martedì e il venerdì sono suddivisi in gruppi di una decina: ogni giorno di allenamento per noi comincia alle 16 e termina alle 21». Poi misurazione di temperatura e autocertificazione all’entrata nonché mascherina obbligatoria appena si terminano gli esercizi. Pulizia approfondita poi degli attrezzi al termine delle sedute, anche se i fioretti sono personali.

Ronconi per il momento ha preferito evitare di allenare agli assalti veri e propri per ridurre ancor di più le possibilità che i ragazzi vengano a contatto stretto. Infine, sanificazioni degli ambienti al cambio di ogni turno. «Il distanziamento da noi è rispettato - prosegue il maestro di scherma - e in questo siamo aiutati molto dall’ambiente nel quale ci alleniamo, vale a dire l’ex chiesa del convento Santa Lucia di via Frattini 24: circa 350 metri quadrati con soffitto altissimo».

Una nuova location che Mantova Scherma ha da poco trovato dopo aver lasciato la palestra della Scuola primaria Pomponazzo di via Porto dove da tempo i ragazzi di Ronconi non avrebbero più potuto allenarsi. La palestra storica nella quale tutto è iniziato, con le prime stoccate di un piccolo gruppo di ragazzini che via via si è allargato fino a giungere agli oltre 40 atleti che dai 10 anni in su compongono ora la squadra agonistica. Proprio in questi giorni dovevano iniziare i primi eventi regionali ma è stato tutto rinviato all’anno prossimo. «Secondo le norme vigenti - spiega Ronconi - le manifestazioni si sarebbero potute tenere ma la federazione ha preferito sospendere il tutto fino al 2021 per motivi economici e organizzativi: tra tamponi e sanificazioni le cose sarebbero state molto complicate».

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