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Apple WWDC20, tutte le novità di iOS 14, watchOS 7 e degli altri sistemi operativi

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Apple WWDC20, tutte le novità di iOS 14, watchOS 7 e degli altri sistemi operativi
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Con Tim Cook in un’impressionante solitaria allo Steve Jobs Theater di Cupertino ha preso il via un’edizione del tutto particolare della Worldwide Developer Conference, l’evento annuale di Apple in cui di solito vengono svelate le nuove versioni dei sistemi operativi, organizzata esclusivamente online. Il tributo iniziale è andato a George Floyd, alle manifestazioni delle ultime settimane e più in generale alle condizioni della comunità afroamericana, a cui la Mela ha destinato una serie di iniziative.

In quello che è stato in sostanza un lungo film il colosso ha dunque rinnovato i suoi ambienti per i diversi dispositivi. Protagonista, ovviamente, è iOS 14. Per la prima volta da anni cambia la schermata home: le decine di applicazioni possono ora essere organizzate in automatico, grazie all’intelligenza artificiale, con App Library, che le raccoglie in cartelle facili da esplorare. Riducendo così il numero delle schermate. Arrivano anche i widget, cioè gli strumenti utilizzabili direttamente dalla schermata Home, pure questi intelligenti. E la modalità Picture in picture, per continuare a guardare un video mentre si fa altro.

Anche Siri si rinnova, non solo facendosi più intelligente (registrando e spedendo audiomessaggi o trasformandoli in testo) ma anche modulare, aggiungendo contenuti alle schermate che stiamo consultando. Alimenta anche Translate, un’app per le traduzioni in tempo reale che ora supporta altre lingue fra cui l’italiano. Piccole novità anche per i Messaggi: ora si possono fissare in alto le conversazioni, menzionare i destinatari (come su WhatsApp) e le Memoji si arricchiscono con nuovi dettagli, fasce d’età e perfino con l’immancabile mascherina chirurgica. Stesso discorso per gli sticker.

Novità anche per le Mappe, da sempre tallone d’Achille per Apple, che ora si arricchiscono di nuovi suggerimenti per scoprire posti nuovi ma soprattutto per arrivarci in modi diversi e più puliti. Come la bici. O l’auto elettrica, per la quale le Mappe calcolano il percorso ideale in base all’altimetria e al tipo di veicolo. A proposito di veicoli: CarPlay è ormai disponibile in tutte le nuove auto vendute negli Stati Uniti e nell’80% di quelle vendute nel resto del mondo. E l’iPhone potrà anche diventare la chiave della propria quattro ruote: si comincia con la Bmw Serie 5 del 2021. Così la chiave digitale potrà essere condivisa via Messaggi, anche con profili specifici per il guidatore, per esempio un neopatentato. Effettivamente un salto incredibile.

Per quanto riguarda l’App Store, si confermano le attese: Apple lancia App Clips, un modo veloce di scoprire e consultare applicazioni, sfruttandone solo piccole porzioni. Quelle più utili in quel momento quando per esempio devi pagare, noleggiare un monopattino o finalizzare un acquisto fisico o virtuale. Senza loggarsi, perché si usa Sign in with Apple, né registrare carte di credito, perché si paga con Apple Pay. Queste anteprime di app, snelle e veloci, si attivano in vari modi, per esempio scansionando un codice o leggendolo via Nfc. Ogni negozio, anche il più piccolo, può disporre della sua App Clip col supporto magari di un network più ampio che gliela fornisca (per esempio Yelp con un piccolo ristorante).

iPadOS 14, pensato per l’iPad e che valorizza al massimo quel milione di applicazioni dell’App Store progettate esclusivamente per iPad, accoglie molte delle novità viste prima. Che dunque passano anche su iPad Pro, Air e compagnia. Con ulteriori feature, specialmente di tipo «drag and drop», utili su schermi più ampi. Anche la ricerca mette i muscoli, facendosi universale. Così come la Apple Pencil con Scribble: scrivendo a mano libera in una qualsiasi casella di testo, quegli scarabocchi si trasformeranno come per magia in testo digitato. Allo stesso modo, anche il testo scritto con la penna potrà essere selezionato e copiato come fosse normale o attivare ulteriori informazioni (se è un indirizzo, si aprirà la mappa).

Un nuovo tocco di magia arriva anche per gli AirPods, gli auricolari della Mela. Per esempio, salteranno da un dispositivo all’altro in base ai flussi audiovideo, senza costringerci ogni volta a ricollegarli. Poi, i Pro integrano lo Spatial Audio. Vale a dire che il segnale sarà bilanciato e ottimizzato in tempo reale, supportando anche Dolby Atmos, in base ai movimenti della testa.

Un altro momento molto atteso era quello per il nuovo watchOS. Ci sono ormai 20mila app dedicate esclusivamente all’orologio della Mela. Su watchOS 7 i quadranti sono ancora più personalizzabili con le informazioni tratte dalle diverse app (e si possono condividere con gli altri utenti). Oppure, magari tramite applicazioni di diverse parti, si può includere un quadrante realizzato su misura. Anche su watchOS arrivano le indicazioni di navigazione per la bici. Quanto allo sport, adesso l’orologio valuta attentamente e separatamente i movimenti di braccia e gambe e aggiunge nuovi allenamenti come quello funzionale. Ah: Activity cambia finalmente nome nel più appropriato Fitness. Ma la novità è l’arrivo del monitoraggio del sonno con dati precisi raccolti durante la notte e una modalità notturna in grado di svegliarci con un leggero feedback aptico al polso. A proposito di coronavirus: watchOS 7 individua automaticamente quando ti stai lavando le mani tramite i sensori di movimento e il microfono, che riconosce il suono dell’acqua. E fa partire un conto alla rovescia.

E per la privacy? Potremo condividere solo la localizzazione approssimativa con le app. Sapremo quali dati vengono usati dalle app o dai servizi di tracking.

Quanto alle novità per la casa intelligente, Apple si decide a creare un’alleanza, con Google e Amazon, per lavorare a uno standard che renda la miriade di accessori e oggetti interoperabili e supportati dai vari assistenti. Non mancano dettagli come l’illuminazione adattiva delle lampadine intelligenti in base alla giornata e la possibilità di ritagliare delle zone d’interesse del proprio appartamento, gestendo tutti i gadget che vi ricadono. Tutte le videocamere, fra l’altro, saranno integrate in tvOS (a proposito: su Apple Tv+ arriva Foundation, una serie tratta dal Ciclo delle Fondazioni di Isaac Asimov). Se suonano al campanello intelligente, vedi chi è in un riquadro che si sovrappone all’episodio della serie che stai seguendo.

Capitolo macOS: il nome è Big Sur, una delle più affascinanti località californiane, sulla panoramica Pacific Cost Highway. Un posto dove avrete lasciato il cuore, se ci siete stati. Molte delle novità viste prima arrivano anche su iMac e MacBook, spesso con ulteriori arricchimenti. Notifiche e widget finiscono in un solo posto. Dal calendario ai podcast, il design è stato rivisto per tutte le app di sistema. Esordisce anche il centro di controllo, uguale a quello di iPhone o iPad. Insomma, il sistema operativo per iMac e MacBook cambia molte delle sue logiche e numerosi elementi grafici.

Come previsto, Apple ha colto l’occasione per annunciare il passaggio da architetture Intel a microchip e SoC fatti in casa con Apple Silicon, su architetture Arm. Secondo le previsioni della Mela, daranno una spinta alle prestazioni diminuendo i consumi. Non solo: la scelta, definita da Cook niente meno che «storica», consentirà di integrare su un chipset proprietario soluzioni già sviluppate in casa da anni, basti pensare al processore neurale. Nessuna ansia o preoccupazione per i programmatori: il linguaggio Xcode e le suite Universal 2 e Rosetta 2 li accompagneranno nella transizione, che comunque avverrà nell’arco di due anni (ma i primi Mac basati su Apple Silicon arriveranno per la fine del 2020), per ripensare le loro applicazioni per la nuova infrastruttura. In realtà, tutte le app per iPhone e iPad finiranno per essere utilizzabili anche su Mac.

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