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Scherma, qualificazioni Olimpiadi Tokyo 2020: sciabola femminile il vero scoglio per l’Italia

Quattro squadre su sei già qualificate ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, i primi, giova ricordarlo, in cui saranno in palio ben 12 titoli nella scherma, come accade ai Mondiali già dal 1999: gare individuali e a squadre per fioretto, sciabola e spada, uomini e donne comprese. Finalmente! E se per il fioretto non vi erano dubbi sulla qualificazione, preoccupava un po’ la situazione della spada femminile fino a un anno fa, con le ragazze indietro nel ranking e senza un team collaudato e fisso, su cui contare. Problematiche spazzate via in neanche dieci mesi, con una rotazione ormai (quasi) fissa e i risultati a catena, dai bronzi agli Europei e ai Mondiali al recente successo in Coppa del Mondo a L’Havana. Gli spadisti maschi sono stati bravi a confermarsi ad alti livelli nonostante l’improvviso addio alla Nazionale del “capitano” Paolo Pizzo, il cambio di rotta con l’inserimento in squadra di Di Veroli per Cimini (non definitivo in realtà, anzi) e gli infortuni in serie capitati a Marco Fichera.

E se gli sciabolatori non perdono un colpo, resta solamente un punto interrogativo nella corsa verso le Olimpiadi: ce la faranno le ragazze della sciabola? Noi pensiamo di sì, onestamente, anche perché al momento occupano ancora un posto valido per la qualificazione diretta a Tokyo 2020, ma molti addetti ai lavori sono scettici. Può essere, ribadiamo, che il “caso Errigo” (senza dare colpe a nessuno) abbia scosso alle fondamenta una squadra unita e vincente come team, anche se probabilmente priva di quella fuoriclasse a livello individuale che potrebbe trascinare un intero movimento. Le ragazze devono ritrovare fiducia, si spera arrivi da dietro qualche giovane improvvisamente capace di dare la scossa, ma è anche vero che le ultime prestazioni individuali di Irene Vecchi, Rossella Gregorio e Martina Criscio, cioè atlete che hanno già vinto in Coppa del Mondo e nel caso della prima anche medaglie pesanti ai Mondiali (due bronzi), sono troppo brutte per essere vere. Le atlete citate, con Loreta Gulotta che al momento non viene convocata per le gare del circuito maggiore, solo due anni e mezzo fa vincevano titolo europeo e iridato. E’ il momento di ricompattarsi, fare gruppo e tirare fuori le energie necessarie per piazzarsi almeno in semifinale nelle prossime tue tappe, Atene e St. Niklaas, che chiuderanno il cammino di qualificazione. Le altre squadre europee che inseguono sentono l’odore del sangue e sono pronte ad azzannare la preda.

Come ribadito, noi ci crediamo. Ora devono farlo soprattutto le ragazze, in attesa di capire se per le due prove citate arriverà a dar il suo contributo anche Arianna  Errigo che, quando è stata chiamata in causa, nella prova a staffetta, ha sempre risposto con prestazioni di altissimo livello.

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Foto: Bizzi.

 

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