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Francesco Slocovich è campione regionale di equitazione a 73 anni

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Francesco Slocovich è campione regionale di equitazione a 73 anni

TRIESTE   Nutrirsi di nuovi stimoli e saper superare gli ostacoli che la vita spesso ti propone, a qualsiasi età. Restare in qualche modo in sella è ben più di una metafora ed è quanto ha consentito a Francesco Slocovich di mantenere il passo anche nello sport e di aggiudicarsi a 73 anni un titolo regionale nell’equitazione, nel salto a ostacoli per la precisione, nell’ambito del campionato di Primo grado svoltosi al Circolo ippico a Passons.

Nuovo il cavallo, il neo arrivato Qanuk, antica la passione alimentata da Francesco Slocovich per lo sport, un tragitto vissuto parallelamente ai molti incarichi professionali di vertice ricoperti all’interno di sigle e amministrazioni locali. Per oltre 40 anni collaboratore del Gruppo Parisi, console onorario a Trieste di Norvegia e Danimarca ma anche vari ruoli di rango all’Ezit, alla Fondazione CRTrieste e in diverse realtà bancarie, senza contare l’attuale incarico di presidente alle fondazioni Casali. Lo sport non è mai rimasto ai margini, anzi.

Il rapporto con l’equitazione per Slocovich ad esempio inizia ben presto: «Ho iniziato a montare giovanissimo – racconta il neo campione regionale di salto a ostacoli – quando esisteva un maneggio dalle parti di via Rossetti, un circolo che venne poi venduto e trasferito a Opicina. È stata una grande passione da subito, vissuta sino ai trent’anni circa». Arriva poi una sorta di distacco, improvviso ed intenso: «Per motivi di tempo, famiglia e anche di disponibilità – racconta – mi sono allontanato dal mondo dei cavalli. Nel frattempo praticavo anche windsurf e soprattutto lo sci, altro mio amore sportivo con cui ho avuto buoni risultati in gioventù». L’embargo da stalle, selle e criniere durerà circa vent’anni: «Nel 2002 ho visitato una scuderia e mi è bastato poco per tornare ad appassionarmi nuovamente all’equitazione – aggiunge Slocovich –. Ho ripreso l’attività, sono diventato istruttore di 1° livello e soprattutto sono tornato a gareggiare».

Insomma, il galoppo riprende e si riaprono le strade dei circuiti agonistici, anche in campo nazionale, giostrando nella categoria Ambassador, quella riservata ai cavalieri dai 45 anni in su. Nel 2020 matura un episodio fondamentale nel vissuto di Francesco Slocovich. Al termine di una gara amatoriale di sci, il presidente delle fondazioni Casali è colto da un infarto, un evento grave, è vero, ma che non riuscirà a disarcionarlo del tutto: «Dopo l’infarto giunse anche il periodo del Covid – sottolinea –. Il momento era difficile ed ero convinto di non poter riprendere l’attività sportiva, specie l’equitazione». Gli stimoli invece faranno la differenza. Francesco Slocovich torna in sella, letteralmente, riprende confidenza con le gare e ne vince qualcuna, affidandosi poi quest’anno ad un nuovo cavallo, il grigio Qanuk (fiocco di neve, in idioma esquimese), con cui si impone ai recenti regionali nella categoria Open, mettendo in riga anche cavalieri più rampanti sotto l’aspetto anagrafico.

Lo sport è stata così la medicina, quella che non include controindicazioni e rievoca strade e andature da seguire: «Nella vita ciò che ti accade può incidere per il 10% sul tuo vissuto – conclude Slocovich –, quanto conta sono gli stimoli che insegui, il modo con cui sai reagire alle avversità e agli ostacoli da superare».

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