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Mantova, il senso dello sport per i conti d’Arco: ecco la collezione delle meraviglie

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Lo sport ai tempi dei conti d’Arco, tra passatempo nobiliare, gioco e benessere ante litteram. È una miniera davvero inesauribile quella delle collezioni del nobile casato che, oltre alle innumerevoli opere d’arte, contempla una ricca raccolta di racchette da badminton, fioretti e maschere per la scherma, selle per l’equitazione, anelli e pesi per la ginnastica e molto altro ancora.

È stata proprio l’ultima discendente, la contessa Giovanna, a raggruppare questa collezione e a curarne l’esposizione nella palazzina del Falconetto, in due salette del mezzanino, la Selleria. Salendo la scala che conduce alla sala con gli affreschi dello Zodiaco, s’incontra una piccola porta chiusa, dietro la quale si nasconde un angolo di “mondo antico” capace di creare forte suggestione.

Palaqzzo d’Arco, oggetti sportivi

«Non sono spazi normalmente inseriti nel percorso di visita – spiega il conservatore del museo, Italo Scaietta – La ricchezza di questo patrimonio è tale che va declinata tematicamente. La vita di palazzo prevedeva tante azioni, soprattutto per questa famiglia che intesseva rapporti nazionali e internazionali e coglieva abitudini dalle società più evolute del resto d’Europa. I d’Arco erano aristocratici molto moderni e con una mentalità progressista».

La prima stanza è traboccante di oggetti e, se è vero che padroneggia l’equitazione con selle, accessori e finimenti da cavallo, che ci riportano alle passeggiate del conte Antonio e delle dame che montavano all’amazzone, è pure forte la traccia dei giochi e degli sport aristocratici dell’Ottocento. Ecco allora le maschere da scherma, con guanti, protezioni in cuoio imbottito e fioretti, e la scatola di pistole per il duello a fuoco, che raccontano di audaci passatempi prettamente maschili. Seguendo il ritmo delle racchette e dei fioretti appesi alle pareti, l’occhio cade su un oggetto alquanto curioso: un marchingegno dai colori vivaci con un bersaglio principale, figurine in latta ai lati e un bottone collegato con una leva al cane della pistola a luminello. Si tratta di un attrezzo per il tiro al bersaglio dove se la pistola spara il colpo significa che è stato fatto centro.

Palaqzzo d’Arco, oggetti sportivi

Al contrario, le antiche racchette da badminton rievocano divertenti partite a cui anche il gentil sesso (e addirittura le ragazzine) poteva partecipare, come scrive Guido Gozzano nel 1911 nella lirica “l’Amica di nonna Speranza” tratta da “Colloqui”. Gioco e sport costituivano un momento importante della quotidianità della famiglia, sia come intrattenimento per occupare il tempo libero sia come strumento educativo. Il fitness negli ultimi due decenni dell’Ottocento debuttò in società con grande successo, affinché uomini e donne potessero rinvigorire il proprio corpo. La ginnastica aveva come scopo il perfezionamento dell’individuo attraverso lo sviluppo armonico dei movimenti, l’agilità, la forza muscolare, ma pure il coraggio, la tenacia e la destrezza. Anche i conti d’Arco dovevano essere stati conquistati dall’entusiasmo per gli esercizi ginnici e la raccolta di pesi per i sollevamenti ne è testimone.

Gli sport da esterno venivano praticati nella palazzina delle Bertone e, probabilmente nel giardino, nelle campagne e nei boschi, più incerti i luoghi di quelli indoor, per cui non è da escludere nemmeno l’utilizzo delle preziosa sala del Falconetto.

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