La Pallacanestro Trieste saluta il 2023 con una vittoria: il derby contro Verona è dei biancorossi
TRIESTE. Sofferta. Tirata. In bilico, in qualche frangente lontanissima. Alla fine però ’sta benedetta vittoria su Verona arriva e porta un po’ di fiducia in vista delle prossime battaglie che aspettano una Pallacanestro Trieste che, se non sprecherà la chance del recupero contro Chiusi, può ragionevolmente pensare di essersi ormai lasciata dietro la Tezenis a dispetto di un saldo canestri negativo.
Gara a strappi, con incoerenze - come passare da cinque minuti difensivi in cui si concede un solo canestro agli avversari a un’imbarcata nei quattro minuti successivi - e turnover stravaganti. Alla fine Trieste la vince perché ci crede e lo vuole di più. Forse mai così ferocemente in questa stagione mostra di voler portarsi a casa la partita trovando ancora una volta tra gli esami di fighter Giovannone Vildera.
Nessuna novità nello starting five biancorosso. Soliti Ruzzier, Brooks, Deangeli, Reyes, Candussi. Trieste denuncia problemi nel contenere l’ex udinese Esposito (7 punti in poco più di due minuti). Solito anche il primo cambio, Filloy per Deangeli al 4’ (10-13). Solite anche le palle perse (sette nel solo primo quarto), L’eccezione al tran tran è la vena offensiva di Eli Brooks, in doppia cifra già al 9’. I primi dieci minuti si chiudono sul 23 pari, inaccettabili gli sprechi soprattutto sulle rimesse ma finché si tira da tre con il 50 per cento si coprono le magagne.
Ramagli fa turnover, Trieste ne approfitta, alza la pressione finalmente in difesa (30-25 12’) con Deangeli e Campogrande insieme. Ma l’esterno romano si trova presto con due falli a carico, altro giro di rotazioni e c’è posto per Ferrero. I biancorossi insistono anche perchè stavolta Candussi attacca con più convinzione rispetto alle ultime scialbe prove. Tripla impossibile di Filloy per il +10 (35-25) con Verona tenuta ad appena due punti per cinque minuti. Sembrerebbe tutto facile, no? Troppo facile, appunto. Christian si dimentica in panchina Reyes, Ramagli rimette i pezzi migliori. Sberlone da dieci a zero e si riparte daccapo. In due minuti Trieste ha permesso a Verona di riaprire la partita. Biancorossi con la mossa del doppio lungo. Diceva quello: “Poteva andare peggio, potrebbe piovere”. Eccoli, lampi e tuoni. Peggio. Break di 4-17 in quattro minuti. E si precipita. 40-48, parziale di 5-23. Già. In metà quarto incassati 23 punti. La bomba di Ruzzier sulla sirena addolcisce una situazione deficitaria. Al riposo sul 43-48.
Rientro choc. Meno 12 (43-55), con Christian che dà un segno di vita chiamando time-out. Il paradosso è che finora Trieste sta tirando da tre con il 47 per cento, mica bubbole. Eppure...Si comincia a leggere il terrore negli occhi di qualche biancorosso, per fortuna Ruzzier resosi conto di non riuscire a cavare punti dal resto della truppa - Brooks a parte - provvede in prima persona. 25’ 52-59. Trieste con quintetto mignon, con Deangeli 4 e dentro Ruzzier, Brooks e Filloy. Il terzo quarto si chiude sotto di 5 (63-68).
Quarto fallo di Murphy che in questa fase si stava rivelando il più incisivo dei suoi. Rientra Reyes dopo aver visto il terzo quarto dalla panchina e gli effetti si sentono: due canestri e Trieste ritorna a un punto appena (72-73 32’) con Bossi play, in panca Ruzzier e Brooks. A sei minuti dalla sirena rientrano i titolari degli spot piccoli. Filloy al tiro da tre subisce fallo e dalla lunetta sorpassa (35’ 77-75). Gran palla di Reyes per Brooks per il +4 al 36’ (79-75). La mette da tre Devoe, risponde Reyes. Passi di Verona, possesso d’importanza capitale per Trieste a due minuti e mezzo dalla fine. I biancorossi non capitalizzano, Verona nemmeno. E a 100 secondi dalla sirena Filloy firma il +6 (86-80). Tripla di Devoe. Un minuto allo scadere. Trieste spreca il possesso, la Tezenis tenta la tripla del sorpasso senza trovarla, il rimbalzo è di un solido Vildera. A 13 secondi dalla sirena fallo su Ruzzier che dalla lunetta si ricorda di essere stato l’iceman dell’A2. Due su due. E +5 da gestire. Verona non trova la tripla. Vinta.

