La Pallacanestro Trieste accende la festa: vittoria bis su Treviso e salvezza più vicina
TRIESTE. La proprietà Usa della Pallacanestro Trieste oggi potrà rientrare a casa ricordando di aver visto su un campo di basket un remake di un film di Frank Capra, quelli con il classico corale lieto fine. Meglio di così si può in una serata sola? No, almeno su un campo di basket....
Successo bis nel derby con Treviso con tifoseria in estasi e soprattutto +8 in classifica nei confronti di Reggio Emilia e +4 su Brescia (ebbene sì, prossima avversaria), Scafati, Verona e Napoli. Non basta ancora per dare per scontata la salvezza, è sufficiente però per dire che Trieste ha individuato il binario giusto e ha messo almeno un piede sul predellino.
Festa davanti al presidente
Festa grande davanti al presidente Richard de Meo, grande prova di consistenza di squadra e intensità. Mai -e ribadiamo mai - il pubblico ha avuto la sensazione che il roster biancorosso fosse orfano di uno straniero. Il bottino abituale del partito Gaines è stato ripartito come si usa nelle buone famiglie. Lever e Campogrande con cinque triple in due sono tornati a sporcare il tabellino mentre Corey Davis, assodato di disporre di minutaggio adeguato, ha potuto imperversare.
Trieste parte con Davis, Bartley, Deangeli, Terry e Spencer, dall’altra parte Nicola nel parco esterni con Banks dà fiducia al baby Faggian. Due falli di Terry in tre minuti, è subito l’ora di Lever. Spettacolare azione difensiva del capitano che per due volte chiude il canestro a Banks. Finalmente Lever rompe il digiuno da tre. Secondo fallo di Deangeli, dentro Campogrande. Lever concede il bis e i biancorossi vanno sul +9 (13-4 5’). Il primo quarto si chiude sul 20-13 Trieste ma arriva da Verona la notizia della vittoria della Tezenis che dà una spinta verso il baratro a Reggio Emilia.
Nel segno di Bossi
Il parziale successivo si apre nel segno di Stefano Bossi: canestro dai 4 metri e poi tripla per il primo allungo biancorosso in doppia cifra (25-13 11’) con Legovich che presenta i due play triestini contemporaneamente sul parquet. Trieste anche grazie alla solidità di Vildera non molla di un sospiro in difesa obbligando Treviso a forzare. E con Bartley al 14’ la Nutribullet è bella che doppiata: 32-16, +16. Con quattro stranieri.…
Bartley e il gioco da tre
Ancora Bartley con un gioco da tre e si vola a sfiorare il ventello mentre esce a rifiatare Michi Ruzzier, metronomo perfetto di questa fase. I veneti si reggono in buona parte sulle spalle di Banks e il buon caro pistolero ha sempre la Colt fumante. Tira il fiato Bartley e si scatena Davis, libero di imperversare prendendosi i minuti lasciati liberi da Gaines. Rientra Ruz e saluta mettendola dai 6,75 permettendo a Trieste di scavallare quota 21 (44-25 17’). Si va al riposo avanti di 17, con 57 punti segnati che sono tanta roba come il 53% da tre. Quello che stona, ma non è colpa biancorossa, è constatare che dalla lunetta i boys di Legovich padroni di casa hanno goduto di quattro liberi e Treviso addirittura 20. Quasi un tempo filato per Bartley, appena tre minuti per Terry preservato dopo i due falli iniziali.
Ritorno dagli spogliatoi
Al ritorno dagli spogliatoi Trieste dimostra di essere ancora nel mood del primo tempo, andando con Spencer e cinque punti di Davis di nuovo a 21 punti di margine (64-43 23’). Si vede anche Terry che chiude ad altezze siderali l’alley-oop con Davis. La chiave di questa partita? Sta tutta in un’immagine: Skylar Spencer che sul +21 a metà del terzo quarto vola con i suoi 206 cm fuori dal parquet per intercettare il pallone.
Tre falli
La Nutribullet, con Ellis con tre falli e un reparto lunghi ridotto all’osso, sotto adesso ha la consistenza di un grissino e i biancorossi con Terry e Spencer affondano i colpi (70-47 26’). Che liberazione la bomba di Luca Campogrande, sperando che sia il segnale dell’uscita dal tunnel. Nelle battute conclusive del parziale Trieste allenta appena la pressione e Treviso ne approfitta per recuperare qualcosa trovando con Sorokas la “solita” tripla sulla sirena, quasi una costante quando l’ultimo possesso del quarto è degli avversari.
Gli ultimi minuti
Ultimi dieci minuti partendo dal 77-62. Trieste abbastanza in controllo, la Nutribullet ci mette tutta la birra che ha ancora in corpo per riportarsi in partita risalendo fino al meno 11 a due minuti dalla fine (91-80) con la tifoseria ospite che intona un coro Jugoslavia che non si sentiva più da almeno vent’anni. Ci pensa Davis da tre a zittire tutti. —

