Laezza: «Bologna campo tabù? Pallacanestro Trieste provaci e ricorda il 2001»
TRIESTE Nell'anno del suo ritorno in Eurolega, la Virtus Bologna è pronta ad accogliere Trieste per la sfida che domenica segnerà l'esordio stagionale della Segafredo davanti al pubblico amico. Per la formazione di Marco Legovich, reduce dalla pesante sconfitta rimediata domenica scorsa contro la Carpegna Pesaro, un match chiuso nel pronostico su un campo nel quale i colori biancorossi hanno raccolto nella loro storia un solo successo.
Era il 4 marzo del 2001, la Telit di Cesare Pancotto e Nello Laezza sfidava la Kinder di Ettore Messina che da li a qualche mese avrebbe vinto campionato ed Eurolega chiudendo la stagione con un record di 60 vittorie e solamente 8 sconfitte. Una di queste proprio contro la Telit, uscita vittoriosa grazie a una prestazione maiuscola. «Eravamo andati a Bologna convinti di prenderne 20 - ricorda Laezza - e invece trovammo la serata clamorosa di Dante Calabria e Milan Gurovic che, canestro dopo canestro, sgretolarono le certezze di una squadra clamorosa. Vincere lì, vedere campioni come Ginobili, Jaric e Griffith chinare sconsolati il capo nel finale di partita, fu una soddisfazione enorme. Ricordo che Pancotto, a pochi secondi dalla fine, chiamò time-out a risultato acquisito. Non si fidava di un'avversaria così forte e ci diede le ultimissime raccomandazioni ma Messina la prese malissimo e si fermò a bordo campo a fissarci durante tutto il minuto».
Ricordi di un successo che può servire da monito per la Trieste di oggi. La sfida di domenica è chiaramente un Everest da scalare, soprattutto dopo il passo falso contro la Carpegna che ha intaccato morale e sicurezze del team di Legovich. «Trieste ha giocato contro una grande squadra - sottolinea Nello - qualcuno sottovaluta il potenziale di Pesaro ma sono convinto che la formazione di Repesa farà un grande campionato. Trieste mi è sembrata in grande difficoltà, una squadra che non ha mostrato grande talento nei suoi giocatori. In questo momento si sente in maniera chiara la mancanza di un leader in grado di trascinare i compagni, un aspetto sul quale bisognerà lavorare. Gaines, l'unico che ha mostrato lampi di classe, può diventarlo ma deve giocare. Nel primo tempo ha riportato la squadra in partita praticamente da solo, all'inizio del secondo tempo avrebbe dovuto restare in campo. Oggi come oggi, Legovich non può prescindere dai pochi giocatori che gli possono dare qualcosa. Se devi vincere il campionato ti puoi permettere rotazioni più ampie, se ti devi salvare e fare punti per non rischiare di restare invischiato nella bassa classifica, i più forti devono giocare. Diamo fiducia, comunque, a questi ragazzi. Se mi chiedete se ci sono margini di crescita rispondo di sì. Davis, Bartley e Spencer possono sicuramente dare di più, cerchiamo di avere pazienza e lasciamo lavorare la squadra».
Un messaggio destinato ai tifosi. «Conosco bene questa piazza - conclude Laezza - e so quanto è difficile giocarci. Se le cose vanno bene il pubblico ti dà una spinta clamorosa, quando vanno male può diventare un'arma a doppio taglio. Qui i tifosi capiscono la pallacanestro, il mormorio della gente non è un mormorio normale, è qualcosa che ti può mettere in grande soggezione. Però dividersi non serve a nessuno. Serve compattezza e unità di intenti. Solo restando tutti assieme, squadra e tifosi, Trieste può sperare di venir fuori da questa difficile stagione».

