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La Pallacanestro Trieste sceglie Pacher. Prandin: «Farà bene»

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TRIESTE  Dopo Corey Davis, sarà Aj Pacher il secondo straniero nel roster della Pallacanestro Trieste della prossima stagione. Reduce dal campionato di A2 a Ferrara, l'ala-centro americana è pronto al grande salto nella massima serie. Coach Legovich lo ha scelto e punta su di lui nella speranza che possa ripercorrere lo stesso cammino di Andrejs Gražulis, il lettone arrivato due anni fa da Tortona che ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano in serie A.

È stata Trento la prima squadra a mettere gli occhi su Pacher. Coach Molin ci aveva riflettuto poi la conferma di un posto nella prossima Eurocup ha fatto virare la Dolomiti Energia su Grazulis. Pacher è un giocatore dal potenziale tutto da scoprire, chi lo conosce bene però è pronto a scommettere sulle sue qualità. Di Aj parla Bobo Prandin, l'ex Alma che dopo la promozione aveva lasciato Trieste firmando con Siena e giocando proprio al suo fianco. «Pacher è un numero 4 moderno - racconta Bobo - se devo descrivere le sue caratteristiche direi che può essere un Grazulis un pochino meno tecnico ma sicuramente più fisico e atletico. Ha le qualità per imporsi e fare bene anche in A».

Descrizione che fa ben sperare sull'apporto che, al fianco di Lever, potrà dare per coprire il doppio ruolo di ala forte e centro. Importante l'aspetto tecnico, forse ancor di più quello legato alle considerazioni sulle qualità umane. «Sono contentissimo di sapere che giocherà a Trieste - continua Prandin – Aj è un ragazzo super, disponibile in campo e fuori, capace di fare gruppo e di vivere lo spogliatoio nel modo giusto. Credo che in una stagione in cui ci saranno tanti volti nuovi e bisognerà ricreare il giusto clima all'interno della squadra, un giocatore come Pacher sia l'ideale. A Siena, assieme a Ranuzzi e Poletti avevamo legato anche fuori dal campo e in questi anni abbiamo continuato a sentirci con regolarità. È divertente perchè io gli parlo in inglese e lui mi risponde in italiano, ha imparato bene la nostra lingua e anche questo è un valore aggiunto che gli consentirà di ambientarsi e vivere la squadra e la città nella maniera giusta».

Sarà proprio Prandin l'uomo giusto per accogliere e far sentire a casa Pacher sin dal primo giorno. «Gli ho detto che se vuole venire a vivere a casa nostra la porta è aperta - conclude Bobo scherzando - Sono contento che venga a Trieste, sicuramente ci vedremo e farò in modo di aiutarlo soprattutto nei primi tempi a conoscere la città e permettergli di conoscere tutto nel più breve tempo possibile. Sarà il campo a parlare ma sono convinto che prendendo AJ la PallTrieste abbia fatto davvero un buon affare».

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