Francisco Cervelli: “Uno dei capitoli più belli della mia vita”. Pasquantino: “Il giorno più bello del baseball italiano”
Francisco Cervelli, dopo il quarto di finale vinto dall’Italia su Porto Rico al World Baseball Classic, è uno degli uomini più felici sul pianeta. Dopo aver preso l’Italia nel punto più difficile della propria storia e averla riportata in finale agli Europei, ora ha messo insieme un gruppo, quello del Classic, e lo ha trascinato fino al penultimo atto contro quasi ogni pronostico.
Così il manager azzurro in conferenza stampa e nelle parole riportate dalla FIBS: “Questa squadra ha dimostrato di avere carattere, specialmente negli ultimi due giorni. Se per qualche motivo qualcuno non riesce a svolgere il proprio compito, chi subentra al suo posto lo fa e porta a termine il lavoro. Così è arrivato Jacob, poi DeLucia, tra il settimo e l’ottavo inning è entrato Weissert e ha spento l’incendio. Nel baseball ci sono momenti come questi: può essere la tua serata, oppure no. Puoi vincere con ampio margine, oppure vincere a fatica; l’importante è vincere“.
Le sensazioni, poi, sono quelle inebrianti: “Immaginate di vivere tutto questo per la prima volta e di arrivare fino in semifinale. È incredibile. È fantastico. Questo è uno dei capitoli più belli della mia vita. È qualcosa di straordinario. Questo gruppo è fenomenale. Ora siamo in semifinale. Affronteremo i migliori in assoluto. Ma abbiamo la stessa missione: andare avanti fino all’ultimo giorno del torneo“.
Parlando di identità di squadra e chiavi di volta, poi: “Credo che la chiave di tutto sia stata la vittoria contro gli USA. I ragazzi hanno battuto una delle migliori squadre al mondo, composta dai migliori giocatori del mondo. Abbiamo battuto il Messico e ora Porto Rico; al momento non sappiamo chi affronteremo, ma non importa. Chiunque ci troveremo di fronte sarà un avversario ostico. Tuttavia, il nostro livello di fiducia continua a crescere, sempre di più. Dobbiamo mantenere l’umiltà, restare concentrati e fare ciò che sappiamo fare meglio. Tutto qui. Giocare il nostro gioco“. Cervelli ha chiaramente parlato prima che si sapesse del Venezuela capace di battere il Giappone. Da parte sua, poi, un messaggio agli italiani: “Il mio messaggio è questo: grazie. Grazie perché un anno fa ho accettato di allenare l’Italia e ho cercato di cambiare una cultura. Voglio ringraziare tutti per come mi stanno trattando“.
In conferenza stampa Vinnie Pasquantino si è soffermato sull’effetto di queste vittorie sul baseball del nostro Paese: “Non credo sia un’esagerazione affermare che questo sia il giorno più bello nella storia del baseball italiano, per il solo fatto di essere arrivati fin qui. È il punto più lontano mai raggiunto dalla squadra. Facevo parte della squadra del 2023 che perse contro il Giappone proprio in questo turno. E ora ci siamo spinti un po’ più in là, anche se abbiamo ancora molto lavoro da fare. Ma è incredibile per la Federazione, per il lavoro straordinario che tutti stanno facendo: essere riusciti ad avanzare fino a questo punto attira su di loro ancora più attenzione, ed è una cosa fantastica. L’Italia ha potuto guardare la nostra partita di oggi; è stata trasmessa in televisione. E noi siamo finiti in prima pagina sui giornali. Ed è proprio questo il senso di questo torneo“.
In sala stampa c’è anche Andrew Fischer, che parla soprattutto di gruppo e di persone che si uniscono per uno scopo: “Credo la nostra alchimia di squadra si sia sviluppata a una velocità sorprendente. Penso che tutto sia iniziato proprio grazie a Vinnie, per il modo in cui ci ha fatto sentire fin dal primo istante. Io mi sono trovato subito a mio agio e questo mi ha permesso di aprirmi con gli altri. Per il resto, come probabilmente potete immaginare, siamo un gruppo di ragazzi molto competitivi. Alcuni di noi giocano nella stessa posizione. Potrebbe essere molto facile guardarsi l’un l’altro e pensare: ‘Questo ha giocato in Tripla-A, mentre io non ci sono arrivato’, o ‘Quest’altro ha accumulato un certo numero di anni nelle Major League, mentre io meriterei più minuti di gioco’, o cose del genere. Invece qui ci siamo uniti quasi come un corpo unico, mettendo da parte tutte le divergenze e imprimendoci davvero nella mente quale sia l’obiettivo finale: vincere. In questo Vinnie è stato importantissimo“.

