World Baseball Classic 2026: un bullpen mai così profondo per l’Italia. Una delle punte è l’autoctono Samuel Aldegheri
Sarà un’Italia con tanto da dare in termini di lanciatori, quella che si presenta al World Baseball Classic 2026. Tra partenti e rilievi, di materiale importante ce n’è e va sottolineato come ci sia anche una parte reale d’Italia ad affiancare le superstar MLB. Andiamo a vedere il perché.
E lo facciamo con rapidità, visto che tra i partenti si può annoverare Samuel Aldegheri, già cinque partenze (su sette apparizioni totali) con la maglia dei Los Angeles Angels negli ultimi due anni, diventando il primo nato e cresciuto in Italia a lanciare in MLB, anche se al momento passa più tempo in Triplo A ai Salt Lake Bees.
Aldegheri verrà affiancato da due figure di grandissima levatura. Innanzitutto Aaron Nola, di fatto già una leggenda dei Philadelphia Phillies, l’unica franchigia con cui sia mai sceso in campo: per lui una convocazione tra gli All Star nel 2018 e il record del maggior numero di strikeout in una gara MLB, 10 (pari con Tom Seaver e Corbin Burnes). Per lui nel 2025 solo 17 partenze per problemi di infortuni: il Classic 2026 sarà un ottimo incentivo per entrare bene nella stagione E anche Michael Lorenzen, l’uomo che nel 2023 si è reso protagonista di una no hitter alla prima da partente con i Phillies, vanta una lunghissima esperienza con una media ERA di 4.08 in MLB fino alla stagione 2025 compresa. Nel 2026 sarà con i Colorado Rockies (con opzione per il 2027).
Dai partenti potenziali se ne può inserire un altro, e il quarto è proprio qualcuno che conosciamo bene, perché Gabriele Quattrini è una delle stelle della Serie A in quel di Macerata. Nondimeno, Francisco Cervelli gli ha sempre dato parecchia fiducia, ricambiata dal suo stile di lancio molto vario e che può non risultare semplice da decifrare per parecchi quando si tratta di far girare la mazza.
Andiamo ai rilievi, tra i quali si è peraltro verificato un cambio. Non ci sarà più Alessandro Ercolani, che verrà sostituito da un altro esperto uomo da Serie A, Claudio Scotti, che ha fatto parte delle organizzazioni dei Pittsburgh Pirates e dei New York Mets. Con lui una larga parte di figure di spicco, a partire da Adam Ottavino, che già giocò con l’Italia nel Classic 2009 (per intenderci, Francisco Cervelli era in campo e l’attuale presidente FIBS Marco Mazzieri era l’allenatore). A quarant’anni, Ottavino ormai ne ha viste tante, comprese quelle sui due lati di New York.
C’è poi Matt Festa, lanciatore in 63 partite dei Cleveland Guardians nell’ultima stagione, capace di combinare la fastball e la slider in maniera consistente per attaccare i battitori. Abbiamo quindi Greg Weissert, 2.82 di ERA in 72 partite con i Boston Red Sox, e Ron Marinaccio, al secondo ano con i San Diego Padres e con possibilità importanti di essere usato da closer. Di scena anche Dan Altavilla, otto anni di MLB e in mezzo già un’esperienza con Team USA nel Premier12 (terzo posto a Tokyo 2024); ora si trova in Minor League ai Minnesota Twins.
L’Italia ritroverà poi Joe La Sorsa, uno degli uomini di maggior spicco della spedizione del 2023. A roster anche Dylan DeLucia, che fa parte dell’organizzazione dei Cleveland Guardians, e Gordon Graceffo, anche lui classe 2000, ma già significativamente avanti nella carriera considerate le sue buone performance ai St. Louis Cardinals. Completano il lotto dei lanciatori Alek Jacob, che ha debuttato in MLB nel 2023 con i San Diego Padres, e Kyle Nicolas, che ha viaggiato parecchio tra MLB e Triplo A (Pittsburgh Pirates e Indianapolis Indians).
Va ricordato anche chi potrebbe entrare al posto di uno qualunque dei sopracitati, vale a dire Javier Fandiño, Matteo Bocchi, Mattia Sireus, Joe Jacques, Camden Minacci e Jonah Dipoto. Il tutto per precauzione: ci sono le possibilità di infortuni, con tutto quel che ne consegue.

