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Ad Abu Dhabi l’ultimo atto del 2022: per la Ferrari l’imperativo è convincere

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Leclerc e Sainz

Un anno è già passato e l’esito, per la Ferrari, è sempre quello degli ultimi anni. La vittoria continua a non arrivare ed i buoni propositi vengono spostati di nuovo alla stagione successiva. In questo macabro rituale va considerato, comunque, che il team di Maranello è tornato a vincere dei gran premi e lottare per il titolo. Anche se la lotta si è limitata alla prima parte di campionato e la F1-75 ha conquistato la sua ultima gara il 10 luglio, quando nell’aria c’erano 40 gradi ed una certa dose di ottimismo.

Il clima grigio e freddo di novembre riassume, invece, la seconda parte di stagione della Ferrari. Un misto di errori grossolani del box ed una macchina che non è migliorata. O almeno non tanto quanto le concorrenti Red Bull e perfino Mercedes che, in questo momento, sembra aver superato la performance della Rossa. Quando ad inizio stagione si prendeva un secondo al giro. Il 2022, quindi, ci ha offerto tante stagioni in una sola, fatto di momenti, di tendenze e di tensioni culminate, quest’ultime, nelle recenti voci sull’addio di Mattia Binotto come team principal.

Il suo successore sarà Frederic Vasseur? Sarà Gunther Steiner? Per adesso Ferrari smentisce ma non è un segreto che i piloti sono ai ferri corti con Binotto. In particolar modo Charles Leclerc che, dopo la figuraccia in qualifica ad Interlagos, ha posto una specie di aut aut ai vertici di Maranello: o io o lui. Al 99% sarà il team principal a lasciare il suo ruolo e non certo il monegasco, idolo delle folle. Ecco che la tappa di Abu Dhabi, l’ultima di questo travagliato 2022, capita a fagiolo.

Servirà innanzitutto per concentrarsi un’ultima volta sulla pista e dimenticare, per un po’, i retroscena. Servirà anche allo stesso Leclerc per conquistare un secondo posto nella classifica piloti che, in un momento del genere, sembra il nuovo titolo mondiale. 290 punti condivisi sia da Charles che da Sergio Perez che, però, potrà contare su una Red Bull in versione pigliatutto sul tracciato di Abu Dhabi.

Risulterà importante anche in ottica costruttori per la Ferrari: sono 19 i punti di vantaggio da difendere su una Mercedes arrembante. Dotata, ora, di una macchina che è pari o addirittura superiore alla F1-75, quella che da marzo a luglio rappresentava il punto di riferimento per tutti. Abu Dhabi sarà una prova importante in vista del 2023, l’ultima vera in pista prima della sosta che ci porterà fino a febbraio. Certo è che un ritorno alla vittoria della Ferrari così, di botto e senza senso, potrebbe accendere una grossa luce sul prossimo anno. Facendo dimenticare le polemiche interne.

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