A Cortina d’Ampezzo la VIII edizione della Winter Race 2021
Se pensate che nelle competizioni d’automobilismo vinca sempre il più veloce, siete in errore. Intorno alle fine degli anni ’70, infatti, cominciarono a prendere piede le cosiddette gare di regolarità, avrete sentito certamente parlare della più famosa Mille Miglia. Sfida di coraggio e passione, precisione ingegneristica. Pilota e copilota nel ruolo di navigatore, entrano in simbiosi assoluta coordinati alla vettura con cui gareggiano al centesimo di secondo, perché è questa l’unità di misura utilizzata dai giudici di gara per valutare l’equipaggio migliore.
Ma, oltre alla storica Mille Miglia creata nel 1926 o al Gran Premio Nuvolari di Mantova, tra i numerosi appuntamenti compare la Winter Race, giunta quest’anno alla sua ottava edizione appena conclusasi. Nonostante la giovane età, è già un nome di prestigio che i piloti vogliono nel proprio palmares. A crearla è stata l’ardente Rossella Labate, un passato (21 anni per l’esattezza) da giornalista nella redazione di Auto d’Epoca, 8 anni di ingaggio come navigatrice per Alfa Romeo in gare di regolarità, e una sconfinata passione per questo mondo: “Come si vede il mio capello è brizzolato, sono trent’anni che vivo questo mondo”, sorride. “Da bellunese la mia passione nasce negli anni 70 quando mio padre mi portava sul passo Duran a vedere Miki Biasion e i grandi campioni di quegli anni”.
“La passione latente, il lavoro da giornalista nel settore, i tanti eventi seguiti, mi hanno portato decidere di gareggiare partecipando a ben dieci Mille Miglia, di cui una con Gianna Nannini nel 2003 e con Jane Sage, direttore sportivo team Formula 1 Renault, ho vissuto il tour auto di velocità su Ferrari 250 GT SVB del 1960. Nel mio piccolo palmares compaiono anche due premi: una vittoria alla Mille Miglia Argentina con Luciano Viario a bordo della mitica Giulietta Sprint veloce del ‘57 e una coppa delle dame alla mille miglia italiana nel 2012.
E così la Labate si è detta ‘perché non avere una mia gara?’. Così è stato, con successo riconosciuto dai top driver coinvolti, tanto da scansare fin dalla prima edizione il dubbio che purtroppo si cela ancora dietro qualunque progetto a firma femminile, specialmente nel mondo dei motori; anzi, il tocco di una donna è ciò che spiazza e che spesso manca in appuntamenti del genere.
E dunque, dopo i campionati mondiali di sci alpino da poco conclusi, anche la Winter Race 2021 è giunta al termine. La “Super Classica ACISPORT” riservata a vetture costruite entro il 1976, una delle gare di auto d’epoca più iconiche nel calendario invernale, in totale sicurezza e con il rispetto dei protocolli anti Covid, ha permesso ai 50 partecipanti di percorrere i 400 chilometri nelle due tappe diurne lungo i suggestivi passi (di cui 6 sopra i 2000 metri) nella cornice dolomitica, dal 2009 tra i patrimoni naturali dell’umanità UNESCO.
Gianmario Fontanella con la moglie Annamaria Covelli, della scuderia Classic Team ASD si sono aggiudicati per la terza volta il gradino più alto del podio della Winte Race, vincendo il prestigioso orologio “Laureato” della casa orologiera svizzera Girard-Perregaux (Platinum Sponsor dell’evento), che quest’anno festeggia il 230° Anniversario. Secondo classificato il compagno di scuderia Sergio Sisti, navigato da Anna Gualandi, su Lancia Aprilia del 1937, e terzi assoluti il team Piona-Battagliola su Fiat 508 S del1935. Parallelamente poi, in una gara a parte, venti Porsche moderne hanno gareggiato nella V Porsche Winte Race, la competizione dedicata a un massimo di trenta vetture della casa tedesca selezionate dall’organizzazione e costruite dal 1977 fino ai giorni nostri.
Attilio Facconi, storico dell’auto e di competizioni, autore della recente pubblicazione “Sulle Strade della Mille Miglia” (edizione 2020), racconta entusiasta: “Oltre al campionario di alta qualità, la Winter Race è una gara importante perché conserva la storia delle auto. Partecipano vetture anteguerra (senza carrozzeria portante) e parecchie degli anni ‘50, momenti in cui l’auto era agli albori. Si può ammirare, oltre alla loro bellezza, anche la grande evoluzione tecnologica di questo mondo. E poi si è vista la partecipazione di equipaggi giovani, figli di genitori che possedevano auto d’epoca. Una gara altamente spettacolare lungo i passi dolomitici che con la neve hanno offerto qualcosa di incomparabile come la muraglia di neve al Passo Giau”, commenta emozionato.
“Prossimamente, chi lo sa, forse avremo una Summer Race con cui gareggiare anche in estate lungo la Sicilia o la Sardegna…la passione non finisce mai!”, anticipa Rossella Labate.

