F1, Tecnica: La moda del musetto stretto che Ferrari non ha adottato
Il mondiale di F1 2020 fermo a causa del Covid-19 ci sta permettendo di analizzare sempre più scrupolosamente quelle che sono state le monoposto 2020 che abbiamo visto durante i test pre-stagionali a Febbraio.
A livello tecnico abbiamo visto molte auto davvero interessanti: dalla nuova Renault RS20, alla Mclaren MCL35 fino ad arrivare alla Racing Point RP20, che è una sorta di Mercedes W10 tinta di rosa. Tutte queste vetture che abbiamo citato hanno in comune a livello tecnico, il musetto stretto di scuola Mercedes. Anche Adrian Newey ha adattato questa soluzione sulla RB16, rastremando molto il musetto rispetto alla passata stagione. L’unico top team che rimane con la soluzione di muso “classica” con piloni larghi e turning vanes è la Ferrari, che voluto proseguire sulla filosofia tecnica più classica per quando riguarda la gestione dei flussi all’avantreno.
Una sorta di mini mantello è stato aggiunto sulla Ferrari SF90 al Gran Premio di Singapore dello scorso anno, cercando di emulare un po’ quella che l’innovativa gestione dei flussi all’anteriore.
Mercedes dal Gran Premio di Spagna del 2017 ha introdotto un musetto molto snello, con il famoso deviatore di flusso nella parte retrostante (in gergo tecnico “cape”) che accompagna i flussi sotto il telaio. Stringere la carrozzeria del muso permette di ridurre la resistenza, e la scuderia di Brackley ha mantenuto questa soluzione, sviluppandola, fino alla W11.
Nel 2020 questa soluzione sembra aver spopolato fra le squadre, soprattutto quelle inglesi. Una delle prime scuderie a tentare di copiare questa soluzione è stata la Mclaren nel 2018, a cui si sono susseguite altre squadre, fra cui Williams e Alfa Romeo (che hanno aggiunto solo il cape dietro il musetto), Renault con la RS20 e Mclaren con la MCL35.
Per la stagione 2020 una delle vetture che ha più rivoluzionato la vettura rispetto all’anno precedente è la Renault RS20, che ha cambiato totalmente macchina all’avantreno. I tecnici di Enstone hanno scopiazzato l’idea di Mercedes, adottando un muso a piloni stretti, estremizzando ancor di più quello che è il concetto Mercedes. Sotto la guida tecnica del neo arrivato dalla Mclaren Pat Fry, la scuderia francese ha fatto un salto nel vuoto rispetto al 2019 con la nuova vettura: per rastremare al massimo il muso hanno ridotto ai limiti del regolamento la sezione B-B (dove il musetto viene attaccato al telaio) e per rientrare nella sezione minima sono state aggiunte delle piccole nervature che vanno coprire i puntoni della sospensione anteriore. Il muso è talmente rastremato nella zona inferiore tanto che si viene a formare un sorta di pinna fra il musetto e il marcia piede del cape. Lungo il cape si trova anche la generosa presa d’aria del sistema S-Duct, con Renault che punta molto nel portare i flussi nella parte superiore del telaio.
In questa illustrazione il musetto della Renault RS20.
Altre due vetture estreme sono la Mclaren e la Red Bull: La scuderia di Woking punta a diventare la quarta forza fissa del mondiale costruttori, e la Mclaren MCL35 si è ben comportata durante i test pre stagionali. Il muso è ancor più estremo e rastremato rispetto allo scorso anno, e pur di adottare questa soluzione gli ingegneri hanno rinunciato all’S-Duct. Con la sezione minima del telaio, i progettisti Mclaren hanno ritenuto sensato non aggiungere ulteriori ingombri quali il canale di passaggio d’aria del sistema S-Dcut. Molto particolari i piloni di sostegno dell’ala anteriore, che in controtendenza a Renault, Mercedes e Racing Point, rimangono molto larghi, dove sono presenti tre soffiaggi. Il cape è dallo sviluppo orizzontale, molto tradizionale.
Sulla Red Bull RB16 Adrian Newey ha introdotto per la prima volta il lungo cape in stile Mercedes, stringendo di molto il musetto rispetto alla passata stagione. I piloni di sostegno seguono il restringimento del muso, ma presentano dei soffiaggi ai lati del foro centrale del nose. Durante i test sulla RB16 è stata aggiunta anche una bandella verticale abbastanza ampia sulle estremità del cape, per deviare maggiormente i flussi verso l’esterno.
In questo disegno osserviamo i musi di Mclaren e Red Bull messi a confronto con quello più tradizionale della Ferrari SF1000.
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