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F1, nel 2020 una Red Bull seriamente candidata al titolo

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L’ultimo titolo mondiale griffato Red Bull in F1 risale all’epoca d’oro vissuta con Sebastian Vettel nel ruolo di punta di diamante.

Era l’ormai lontano 2013 quando il campione tedesco si fece e fece al suo team l’ultimo grande regalo iridato firmato da un binomio scuderia-pilota consegnato alla grande storia di questo sport. Poi niente più. Vittorie sì, certo, anche molto belle e significative ma “zeru tituli”, per dirla alla Mourinho. Semplicemente perché ad ogni inizio di Campionato, a partire dal 2014, la Red Bull non si è più presentata al primo Gp già in grado di competere per la vittoria. Al contrario, ha costantemente proiettato una sceneggiatura di avvio stagionale sempre identica: ovvero in ritardo di prestazioni e spesso anche di affidabilità rispetto al punto di riferimento per tutti (cioè la Mercedes) e una lunga e affannosa rincorsa fino a punte di assoluta eccellenza nel finale di Campionato. Quando, però, è troppo tardi.

Tuttavia in questa fase conclusiva di ogni stagione l’ottimismo puntualmente tocca le stelle in vista del Mondiale successivo essendo consapevoli di aver raggiunto i vertici, rappresentati da Mercedes e anche, spesso e volentieri, dalla Ferrari. Ma, dopo la presentazione della nuova vettura e già dalle prime battute del Campionato si ripiomba sempre nella stessa situazione dell’anno prima, allo stesso momento. Per poi inseguire ancora e raggiungere in maniera credibile i big solo nelle ultime gare, quando non serve più. Il solito leit-motiv, insomma. Accadrà anche quest’anno? Riusciranno in Red Bull a spezzare il desolante déjà-vu degli ultimi cinque anni riuscendo finalmente a presentarsi da subito già pronti per vincere? La chiusura del 2019 è stata incoraggiante in tal senso. Ma è un film già visto.

E quello posto sarà l’interrogativo chiave, anzi cruciale, del team austro-inglese nella nuova stagione che è alle porte. Da ciò dipenderà tutto l’andamento dello stesso Mondiale non solo per i colori Red Bull ma anche per la stessa carriera di Max Verstappen. Il quale è ormai giunto a piena maturazione per puntare dritto all’iride. I suoi propositi bellicosi sono cresciuti in quanto vuole il titolo. Semplicemente perché sa di avere le capacità per vincerlo. Adesso. Non il prossimo anno. Subito. La fase di apprendistato è finita. L’ha superata a pieni voti. È alle sue spalle. Ora può dire la sua in ottica titolo. Ma non potrà centrare l’obiettivo con una Red Bull sempre all’inseguimento e mai al top, fin dal primo esame rappresentato dal Gp d’Australia. Buona parte delle ambizioni di Verstappen si giocheranno infatti nelle prime 3-4 corse. Lui lo sa bene e crede ciecamente nel potenziale del team puntando sulla qualità della Honda a livello di power unit e sulla solida efficienza della squadra. L’inaspettata (per molti) estensione del contratto a tutto il 2023 dell’olandese con Milton Keynes ne è la prova.

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