GP Messico F1: la Top 5 nel weekend della Fiesta Mercedes
Non è stato il Gran Premio decisivo per l’assegnazione del titolo mondiale piloti, ma la vittoria di Lewis Hamilton, conseguita sul circuito di Città del Messico, ha il retrogusto di un successo iridato soltanto rimandato a domenica, quando la Formula 1 farà tappa nel vicino Texas per il Gran Premio degli USA.
Il pilota della Mercedes non è uscito dalla pista messicana con la corona d’alloro al collo, ma con consapevolezza di aver portato a termine una gara giocata tutta sulla strategia, perfetta a tal punto da sovrastare le tattiche della Ferrari e di Sebastian Vettel, autore di una gara comunque molto positiva.
La prima fila tutta rossa in qualifica, che aveva improvvisamente ridato i sogni di gloria in casa Ferrari dopo la penalizzazione inflitta a Verstappen, ha illuso Vettel e Leclerc, i quali, attuando strategie diverse, si sono dovuti arrendere al team campione del mondo in carica.
Discorso mondiale dunque rimandato, ma il GP del Messico 2019 è stato tutt’altro che noioso, pur nulla sviluppatosi solo su fredde strategie e pianificazioni dai box. Contatti, sorpassi, calore del pubblico e anche qualche polemica. In poche parole, uno spettacolo durato tutto un fine settimana e che può esser riassunto in cinque punti salienti, nella nostra Top 5 del Gran Premio del Messico.
1 – Verstappen in pole… anzi no!
Sin dalle prove libere, sul circuito “Hermanos Rodriguez” di Città del Messico emerge un dato inequivocabile: tutti, da Mercedes a Red Bull, passando per la Ferrari, possono dire la loro nella lotta per la vittoria.
E così, in qualifica, la pole position finisce nelle mani di Max Verstappen, autore di un giro perfetto capace di tenere a debita distanza il duo ferrarista Leclerc-Vettel.
Eppure, proprio nel giro in cui Verstappen sigla il crono più veloce, il brivido sulle tribune ed ai telespettatori lo regala Valtteri Bottas, autore di un brutto incidente all’ultima curva. Lo schianto del finlandese contro le barriere è violento, ed obbliga i commissari all’immediata esposizione della bandiera gialla, costringendo i piloti sopraggiunti nel terzo settore ad alzare il piede, vanificando così ogni tentativo di migliorare i propri crono.
Ma mentre tutti i piloti in pista abortiscono il giro, l’unico che spinge sull’acceleratore è proprio Verstappen, che ignora il regime di bandiera gialla tagliando il traguardo. L’episodio finisce subito sotto la lente d’ingrandimento dei commissari, i quali però confermano la pole dopo una prima indagine. Successivamente però, analizzando anche le dichiarazioni dello stesso pilota, in cui dichiarava di non aver alzato il piede pur avendo visto le bandiere, la Commissione cambia nuovamente verdetto, retrocedendo l’olandese di tre posizioni in griglia. A questo punto, la pole position passa così nelle mani di Charles Leclerc, con Sebastian Vettel che completa la prima fila tutta Ferrari grazie al suo secondo posto.
2 – Contatti al via. A rimetterci è Max Verstappen
In questo clima di polemiche e di veleni, specialmente in casa Red Bull, il GP del Messico inizia subito con il botto: al via Vettel riesce a difendere la posizione su Hamilton, spingendo l’inglese a mettere due ruote sull’erba in pieno rettilineo.
Alla prima staccata i due ferraristi mantengono le posizioni, mentre Hamilton diventa protagonista, suo malgrado, di un altro episodio: nel tentativo di difendere la sua posizione, il britannico viene colpito da Verstappen, con l’olandese che ha la peggio. Come se non bastasse, una volta rientrato in pista, il pilota della Red Bull tenta un sorpasso impossibile ai danni di Bottas, riuscendo nella spettacolare manovra.
Ma proprio mentre Verstappen chiude lo specchio al pilota Mercedes, la posteriore dell’olandese scheggia contro lo spigolo dell’alettone anteriore del finlandese, causando una foratura proprio nella parte finale del tracciato. L’incidente obbliga Verstappen a percorrere un intero giro su tre ruote, rientrando in pista in ultima posizione dopo il pit stop.
Spinto da uno spirito di determinazione unico nel paddock, il numero 33 riuscirà a rimontare fino alla 6° posizione finale, portando a compimento una gara d’applausi che lo avrebbe visto come serio candidato alla vittoria finale. Inoltre, sempre nelle fasi concitate della partenza, non manca il brivido anche in casa Ferrari, con Vettel che tampona il proprio compagno di squadra a bassa velocità, fatto che non comporta danni alle monoposto.
3 – Vettel gioca la carta della gestione gomme, ma Hamilton lo sopravanza
All’inizio del Valzer dei pit stop la classifica recita così:
1° – Leclerc
2° – Vettel
3° – Albon
4° – Hamilton
Mentre il monegasco gioca la carta delle due soste ai box (scelta che si rivelerà fallimentare anche a causa di un piccolo errore durante il cambio gomme) Hamilton e Vettel scelgono invece di puntare tutto su un’unica sosta. L’inglese entra per primo, mentre Vettel ignora i consigli del team tardando il rietro ai box di qualche giro, nella speranza di poter sfruttare le gomme più fresche rispetto a quelle dell’inglese sul finale.
Così facendo, Hamilton passa in testa, seguito da Vettel e da Bottas, abile a sua volta a sfruttare il ritmo non ottimale di Leclerc. A questo punto, a poco più di 20 giri dal termine, Vettel potrebbe avere l’occasione di superare Hamilton in pista, ma ciò non avviene.
L’inglese infatti, sfruttando una gestione gomme ottimale, riesce a contenere gli attacchi di Vettel e di Bottas, distanziando i diretti inseguitori anche in fase di doppiaggio. La strategia box premia dunque Hamilton, in una gara in cui tutti i piloti di testa hanno espresso il loro massimo potenziale.
4 – Perez idolo locale
Le prime sei posizioni del Gran Premio del Messico vengono così occupate dai tre top team del circus: Mercedes, Ferrari, Red Bull. La 7° piazza, riservata al primo dei “comuni mortali”, viene invece occupata da un ottimo Sergio Perez, che porta a compimento un’ottima gara proprio nell’appuntamento di casa.
Di fronte al suo pubblico, dimostratosi sempre caloroso e festante, il messicano chiude tra gli applausi della sua gente, accorsa in più di 350.000 presenze nel corso di tutto il weekend. Il miglior biglietto da visita per un appuntamento tornato di recente nel calendario e che sarà presente fino al 2024.
5 – Hamilton regala la 100° vittoria Mercedes
Sono passati 7 anni da quando Nico Rosberg regalò la prima vittoria per il team Mercedes nel GP di Cina 2012.
Oggi, in Messico, tocca invece ad un suo acerrimo rivale, Lewis Hamilton, a portare il numero di vittorie del team tedesco per la prima volta in tripla cifra, facendolo in una gara vissuta da assoluto protagonista.
Nonostante l’ottima prestazione dell’inglese, l’appuntamento con il titolo mondiale viene però rinviato ad Austin, quando l’inglese potrà realmente metter la parola “fine” al campionato mondiale piloti, facendolo con tre gare d’anticipo. Per Hamilton, che non ha potuto festeggiare l’iride soltanto per il 3° posto di Bottas, suo diretto inseguitore, si tratta invece dell’83° vittoria in carriera, che lo consacra ad un passo dal conseguimento del 6° titolo mondiale in carriera.
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