GP Germania F1 2019 | La Top 5 di un weekend altamente spettacolare ed imprevedibile
Dopo lo spettacolo al quale abbiamo assistito a Silverstone, l’idea di poter rivedere una gara altrettanto viva e ricca di colpi di scena stuzzicava non poco i desideri degli appassionati.
Ebbene, anche questo Gran Premio di Germania passerà alla storia come una delle gare più incredibili, stravolgenti ed imprevedibili di questa stagione e degli ultimi anni.
Perché dietro al successo di un super Max Verstappen, vincitore per la 7° volta in carriera, Hockenheim ha regalato emozioni sportive a non finire, nel bene e nel male.
In una giornata storta per le Mercedes e per Charles Leclerc, la Germania ha concesso l’occasione di riscatto per altri piloti, in primis Sebastian Vettel e Daniil Kvyat, rispettivamente 2° e 3° al traguardo ed artefici, per ragioni opposte, di una performance memorabile. Difficile dunque racchiundere e raccontare un weekend così in soli cinque episodi, cosa che proveremo a fare nella TOP 5 del Gran Premio di Germania 2019.
1- Il disastro ferrarista in qualifica. L’affidabilità tradisce ancora
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Dopo le tre sessioni di prove libere saldamente chiuse al comando della classifica, in casa Ferrari regna l’ottimismo in vista delle qualifiche. Ci si attende dunque che i buoni riscontri ottenuti nella giornata di venerdì possano ripercuotersi anche il sabato.
E invece, clamorosamente, i sogni del cavallino vengono brutalmente spezzati sin dai primi minuti delle qualifiche. Il primo a pagare le conseguenze di una Ferrari improvvisamente debole dal punto di vista dell’affidabilità è proprio l’idolo di casa Sebastian Vettel.
Nel giro di lancio, il tedesco accusa subito un problema tecnico, che lo costringe a rientrare ai box senza aver siglato un giro cronometrato. I meccanici tentano tutto il possibile per rimandare in pista Vettel prima dello scadere della Q1, ma ogni intervento sulla vettura risulta vano. In questo modo, incredibilmente, Vettel non prende parte alle qualificazioni e partirà all’ultimo posto dalla griglia di partenza.
Più avanti la stessa sorte tocca anche a Charles Leclerc. Tra la fine della Q2 e l’inizio della Q3 i meccanici si accorgono di un problema sulla Ferrari numero 16. Anche qui, il copione si ripete, e con lo stesso risultato: Leclerc deve infatti rinunciare alla lotta per la pole position, fatto che gli costerà il 10° posto in griglia di partenza.
Per la casa di Maranello è il quarto problema tecnico accusato nel corso delle qualifiche in questa stagione, decisamente troppi per un team chiamato a lottare per le posizioni di vertici e che rincorre ancora la prima vittoria in questo campionato. Il GP di Germania non poteva iniziare peggio per la Ferrari.
2- Leclerc fuori, ma non solo. Tante uscite di pista ed altrettante safety
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Per la prima volta in questa stagione il via di un GP avviene in condizioni di pista bagnata. Dopo quattro giri di ricognizione trascorsi alla spalle della safety car, la direzione gara decide di programmare la partenza dalla griglia, fatto che non si verificava dal GP di Singapore 2017.
La safety car, in ogni caso, sarà destinata a rientrare in pista più volte nel corso della gara. Questo per i numerosi incidenti e fuoripista verificatisi nel corso del GP, reso difficile per l’appunto dal continuo alternarsi di pista bagnata ed asciutta. A cadere nella trappola del testacoda finiscono Perez ed Hulkenberg, fino ad arrivare ai clamorosi casi di Leclerc e Bottas, che sul più bello mettono la parola “fine” alle proprie speranze di podio con due contatti contro le barriere.
Anche Hamilton esce di pista, e per ben due volte. Ma a differenza dei concorrenti citati poc’anzi, l’inglese riesce a scampare in entrambi i casi al ritiro, salvando la vettura da danni irreparabili.
3 – La Mercedes celebra nel peggiore dei modi i suoi 125 anni ed il 200° GP
Ma il GP di Germania, sponsorizzato dalla Mercedes, è anche la grande occasione per il team tedesco di poter celebrare al meglio una vittoria nella gara di casa. Proprio ad Hockenheim, infatti, la Mercedes festeggia il suo 125° anno di fondazione, e curiosamente nel GP numero 200 per lo storico team.
Hamilton e Bottas sono dunque chiamati a non tradire le aspettative dei 100.000 tifosi presenti sugli spalti, e la pole siglata dal campione inglese fa ben sperare in vista di una gara da “tappeto rosso”. E invece, clamorosamente, Hamilton taglia il traguardo in 11° posizione dopo due uscite di pista, una penalità di 5 secondi per non aver rispettato i limiti della corsia d’ingresso in pit lane, ed un pit stop durato un minuto, con i meccanici vestiti “vintage” per l’occasione presi completamente alla sprovvista.
Nel dopo-gara, con le penalità di 30 secondi inflitte alle Alfa Romeo di Giovinazzi e Raikkonen per irregolarità alla frizione, Hamilton risale al 9° posto. Due punti amarissimi che non cancellano un weekend da dimenticare per la Mercedes, che deve rinunciare anche alla possibilità del podio a seguito dell’incidente di Valtteri Bottas, uscito rovinosamente di pista a pochi giri dalla bandiera a scacchi. In un campionato fin qui dominato, il tracollo della Mercedes non poteva avvenire in un contesto peggiore che davanti al pubblico.
4 – Vettel, che rimonta!
Per una parte di Germania che soffre per i risultati della Mercedes, l’altra esulta per la furiosa rimonta di Sebastian Vettel. Sulla pista che lo vide protagonista dell’inizio della crisi di risultati nella scorsa stagione, il tedesco sfrutta al meglio i continui mutamenti metereologici, dando vita ad una straordinaria rimonta che lo porta dal 6° al 2° posto nell’arco degli ultimi dieci giri. Per Vettel, osannato dal pubblico connazionale, si tratta anche di un riscatto personale dopo l’errore commesso a Silverstone, fatto che lo aveva messo sul banco degli imputati tra innumerevoli accuse del popolo ferrarista.
5 – Il dolce podio di Kvyat, della Toro Rosso e della Honda. La penalità alle Alfa Romeo regala un punto record a Kubica.
Nonostante una partenza da dimenticare, è Max Verstappen ad aggiudicarsi il GP di Germania, conquistando il suo secondo successo in questa stagione ed il suo 7° in F1. Alle sue spalle il già citato Vettel ed una grande sorpresa: Daniil Kvyat. Nella confusione generale dettata dai pit stop, il russo balza clamorosamente in 2° posizione, cedendo solo al penultimo giro dall’affondo di Vettel.
In questo modo Kvyat festeggia nel migliore dei modi la nascita della sua piccola (avvenuta in settimana), salendo per la terza volta in carriera sul podio e per la prima volta dal GP di Cina 2016. Il risultato riporta così sul podio la Toro Rosso. Il team di Faenza conquista il suo secondo piazzamento a podio nella sua storia, il primo dal 2008, quando in occasione del GP d’Italia di quell’anno fu proprio Vettel a regalare il primo ed unico successo della scuderia italiana.
Ottimo risultato anche per i motori Honda, che piazzano sul podio due piloti spinti dalla power unit giapponese. Per rivedere due piloti motorizzati Honda sullo stesso podio bisogna tornare indietro di ben 27 anni, quando Berger e Senna conquistarono il 2° e 3° posto al GP del Portogallo 1992. Ma tra le storie dolci di questo GP di Germania, c’è anche un altro episodio che merita di esser raccontato: in seguito alle penalità inflitte alle Alfa Romeo, la Williams di Robert Kubica risale così in 10° posizione, rientrando in zona punti per la prima volta in questa stagione.
Per il polacco si tratta di un risultato storico ed emozionante: rientrato in F1 quest’anno dopo una lunga assenza dovuta al terribile incidente occorso durante il Rally d’Andona, Kubica torna così in zona punti dopo 168 GP, a poco più di 8 anni dall’ultimo GP concluso a punti (Abu Dhabi 2010). Nessun pilota era mai riuscito a tornare a punti dopo così tanto tempo dall’ultima volta. Nonostante tutte le difficoltà della Williams, Hockenheim 2019 riabbraccia un personaggio amatissimo nella top 10.
6 – Mick Schumacher sulla F2004 di papà
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C’è, infine, un altro punto che merita di esser raccontato con le lacrime agli occhi. Perché quando si parla di Hockenheim e di Germania, la mente corre veloce a Michael Schumacher. Sulla pista del “Kaiser”, la Ferrari ha messo a disposizione la straordinaria F2004 nelle mani del figlio Mick Schumacher, che prima delle qualifiche e della gara si è esibito con la vettura del padre. Rivedere il casco di “Schumi”, con il figlio a bordo dell’ultima Ferrari iridata con il tedesco al volante, è un tuffo al cuore talmente carico d’emozioni che difficilmente possono essere spiegate.
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