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Atletica leggera, l’oro olimpico “Gimbo” si racconta a Trieste: «Voglio crescere ancora»

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TRIESTE Un pomeriggio che rimarrà iscritto per sempre nella storia dell’atletica triestina. I campioni olimpici di Tokyo Gianmarco Tamberi e Filippo Tortu hanno scelto Trieste e il Triveneto Meeting come prima uscita agonistica in Italia dopo l’indimenticabile estate giapponese. Nella conferenza stampa di presentazione dell’appuntamento Tamberi è tornato a raccontare gli ultimi anni, tra il grave infortunio avuto nel 2016 alla vigilia dei Giochi di Rio e la resurrezione culminata con l’oro a cinque cerchi conquistato il 1 agosto 2021: «Tra cinque giorni compirò trent’anni ed è giunto il momento di trarre un bilancio di una carriera dove, dopo quella terribile sera di Montecarlo di sei anni fa dove riscrissi il primato italiano con 2,39m ma poi mi infortunai gravemente, non ho mai smesso di crederci e inseguire i miei sogni. Dopo Tokyo ho capito che non voglio accontentarmi e continuare a sfidare me stesso fin quando il mio fisico mi sorreggerà».

Il saltatore, allenato da papà Marco, è pronto a illuminare Trieste, sulla strada del Golden Gala del 9 giugno e degli appuntamenti internazionali dei prossimi mesi: «Nelle prime due gare stagionali ho fatto un po' di fatica soprattutto tecnicamente. Ora, dopo il 2,25m di Birmingham, voglio continuare a crescere, a partire proprio dalla gara triestina». In una città dove il basket fa parte del dna della cittadinanza Gimbo ha svelato un retroscena sulla sua esperienza di febbraio all’All Star Game della Nba: «Come tutti sapete, il basket è forse la mia più grande passione sportiva. Giocare in quel contesto è stato meraviglioso, un’esperienza unica che, ripensandoci, mi ha dato la spinta per partecipare ai Mondiali Indoor di salto in alto dove non avrei dovuto gareggiare ma, entusiasta del viaggio e della passione sportiva che c’è oltre oceano, sono andato e ho portato a casa un prezioso bronzo».

Dal canto suo il ventitreenne Tortu non vede l’ora di testarsi a Trieste: «Le prime due gare stagionali non sono andate come desideravo ma mi do comunque un sei consapevole come queste prove siano delle tappe di passaggio verso gli Europei e i Mondiali. Al Grezar mi aspetta una sfida stimolante e credo che potrà essere l’occasione per avvicinare il muro dei 10” e vedere i primi frutti dell’intenso lavoro invernale svolto». E.D.

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