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Perri Edwards: «Passare dagli addominali atletici al pancione è una sensazione pazzesca»

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Perri Edwards Shakes-Drayton per Nike
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Alcuni schizzi della Collezione Nike (M) dedicata alla maternità
Alcuni schizzi della Collezione Nike (M) dedicata alla maternità
Alcuni schizzi della Collezione Nike (M) dedicata alla maternità
Alcuni schizzi della Collezione Nike (M) dedicata alla maternità
Alcuni schizzi della Collezione Nike (M) dedicata alla maternità
Alcuni schizzi della Collezione Nike (M) dedicata alla maternità
Alcuni schizzi della Collezione Nike (M) dedicata alla maternità

Si è ritirata dallo sport, ma non ha mai perduto la sua mentalità da atleta. Perri Edwards Shakes-Drayton, ritratta in queste foto per Nike alla 29esima settimana di gravidanza, ha seguito con stupore e dedizione il cambiamento del suo corpo atletico durante tutte le settimane di gestazione, fino alla nascita del piccolo Matthew, avvenuta lo scorso 26 agosto.

Proprio grazie a Nike, l’ex campionessa britannica di atletica leggera, oggi 31enne, ha potuto sperimentare personalmente i vantaggi e i benefici intrinseci di una nuova, inedita capsule dal design inclusivo, pensato per le mamme in attesa e le mamme in postpartum. Nike (M) è la prima collezione Nike dedicata alla maternità che sostiene realmente il rapporto delle donne con lo sport in un periodo di cambiamento psicofisico molto importante per la loro vita.

Spesso è infatti difficile per le mamme trovare il sostegno necessario per praticare attività sportive. La Collezione Nike (M), disponibile dal 17 settembre sul sito Nike.com, rappresenta a questo proposito una proposta essenziale, formata da 4 capi – il Pullover Nike (M), il Reggiseno Swoosh Nike (M), la canotta Tank Nike (M) e i leggings Tight Nike One (M) – che grazie alla filosofia del design universale ben si adattano alle varie fasi del cambiamento corporeo.

Perri Edwards ha testato di persona cosa significhi guardare il proprio corpo trasformarsi durante tutte le fasi della gravidanza e oltre, al tempo stesso sperimentando la comodità di un abbigliamento fitness su misura per ogni cambiamento fisico. L’abbiamo intervistata.

Da “atleta” a “mamma”: come cambia la percezione del proprio corpo?
«Il cambiamento che ha subìto il mio corpo è pazzesco! Adesso ho un seno a tutti gli effetti, cosa impossibile prima, poiché un’atleta ha solo massa muscolare. Sono passata da essere una donna tonica con gli addominali a una donna con il pancione e un essere umano che cresce dentro me, il che è una sensazione davvero pazzesca! Ho documentato il modo in cui il mio corpo è cambiato e cresciuto attraverso la gravidanza e ogni volta che guardavo le dimensioni della mia pancia pensavo: “wow”!».

È riuscita a mantenere l’attività fisica anche durante la gravidanza?
«Rispetto a quando ero un’atleta professionista e mi allenavo cinque volte alla settimana, i miei allenamenti sono diventati più lenti e più leggeri, ma sono comunque rimasta attiva. Mi sono assicurata di praticare un allenamento cardio, sia a piedi che in bicicletta e ho usato l’attrezzatura che ho in giro come manubri, kettlebell, una swiss ball. Durante la gravidanza vuoi essere flessibile e ascoltare il tuo corpo, ed è questo l’aspetto su cui mi sono concentrata».

 Qual è l’aspetto più importante dell’abbigliamento fitness quando si è incinta?
«Deve essere comodo, confortevole e non deve stringere troppo. Vuoi sentirti libera: hai già abbastanza peso da portare nel ventre e non vuoi sentirti appesantita o limitata nei movimenti».

Avendo avuto la possibilità di provarne i capi, quali sono a suo avviso i punti di forza della nuova collezione dedicata alla maternità di Nike?
«Il reggiseno Nike (M) Swoosh è fantastico, poiché ha un accesso facile per quando vuoi allattare; i leggings Tight Nike One (M) mi piacciono perché hai la possibilità di indossarli sopra la pancia o sotto, se preferisci tenerla a vista. Io sono stata più propensa a motrarla, quindi mi è piaciuto il fatto che stessero comodamente sotto la mia pancia. Ho anche provato la canotta Tank Nike (M) che è davvero pratica perché quando e indossi le canotte la pancia tende a vedersi, ma questa la copre del tutto. So di aver detto che mi piace mostrare la pancia, ma una canotta deve adattarsi perfettamente, quindi questa ha una giusta lunghezza. Mi piace anche il fatto che con questa collezione la taglia sia la stessa che indosso di solito per l’abbigliamento Nike, ma poiché è pensata per la maternità, l’elasticità del materiale si adatta al peso extra. Il che è molto bello e molto comodo».

Quali sono i suoi capi preferiti da indossare?
«Sicuramente il reggiseno. Ho dei reggiseni premaman e non sono per nulla attraenti. Ma il reggiseno Nike (M) Swoosh è anche elegante».

Pensa che l’importanza di un reggiseno per una donna sia spesso sottovalutata?
«Sì, per le ragazze adolescenti che iniziano a svilupparsi è importante indossare un reggiseno, non importa quanto grande o piccolo sia il seno. Tutte le donne hanno bisogno del supporto per prevenire movimenti extra durante lo sport, un aspetto importante da non sottovalutare».

Di cosa ha veramente bisogno una donna contemporanea per affrontare le sue diverse fasi della vita?

«In primo luogo, queste fasi della vita dovrebbero essere discusse e considerate come la norma. Si tratta di cose naturali, di momenti che le donne attraversano, in cui i nostri corpi cambiano. Penso che anche educare gli uomini sia importante. A scuola, per esempio, queste trasformazioni della vita femminile non dovrebbero essere discusse soltanto tra ragazze, dovrebbero includere anche i ragazzi. Far sì pure che figure di riferimento come educatori o personaggi sportivi con un’influenza positiva sulle ragazze possano parlare di queste fasi della vita aiuterà a normalizzarle».

Sulla base della sua esperienza, pensa che oggi ci sia maggiore attenzione sociale e culturale nei confronti della “body positivity”?
«Sì, sicuramente. Mi piace il fatto che anche Nike abbia una collezione plus size. Ora tutti possono iniziare a sentirsi coinvolti e inclusi. Abbiammo tutti forme e dimensioni diverse. Oggigiorno ci si rende conto che non siamo tutti uguali. Il modo in cui i media possono ritrarre ciò che è “bellezza”, non è sempre lo stesso. Aver messo in chiaro questo è una grande cosa».

Qual è la cosa più importante che vorrebbe insegnare a suo figlio?
«Spero che sviluppi il mio stesso desiderio di voler provare cose nuove. Anche se sono diverse e non ci sei abituato, ma desideri provarle lo stesso. Credo che questo ci aiuti a crescere tutti come individui».

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