Atletica, effetto Covid: le nuove regole
Si può fare. Si possono correre gli 800 metri interamente in corsia, oppure si possono correre «a cronometro» con partenze distanziate di 8 secondi. A dare il via libera, fa sapere con una nota la federazione italiana di atletica, è stato 'World Athletics', il massimo organo mondiale dell'atletica leggera, nella lettera con cui ha risposto alle proposte della Fidal in merito ai possibili nuovi format di gara. Ovviamente, erano stati ideati nel pieno rispetto delle normative sul distanziamento dettate dalle autorità per fronteggiare l'emergenza Covid-19. Tutti questi esperimenti sono stati considerati validi e adeguati per tornare a gareggiare dopo il prolungato stop all'attività agonistica. Nella nota firmata dal responsabile delle competizioni e degli eventi di World Athletics, Jakob Larsen, si spiega che i risultati di tali competizioni sono omologabili ai fini delle graduatorie internazionali, ricordando che il ranking è comunque sospeso fino a dicembre. Ma ci sono novità anche per l'omologazione delle gare virtuali di lanci, con più pedane collegate in contemporanea: i risultati saranno validi qualora siano rispettate alcune condizioni specifiche, come la presenza di un arbitro centrale che monitora l'intera gara, due giudici per ogni campo e la copertura video della pedana. «Non so quanto potranno essere fattibili con l'intervallo di 8 secondi tra un atleta e l'altro ma gli 800 metri in corsia potrebbero essere ugualmente belli ed appassionati. Certo, vedo più avvantaggiato chi arriva dai 400 che si corrono tutti in corsia - spiega Andrea Longo, primatista italiano del doppio giro di pista con 1'43"74 - vedo molto difficile l'aspetto logistico ma in questo periodo si fa di necessità virtù - dice Longo, finalista ai Giochi di Sydney 2000 e due volte ai Mondiali - fino agli anni '70, Fiasconaro correva i primi 300 metri in corsia e poi ha stabilito il record del mondo.
Se i 400 metri, la gara piu' bella del mondo, si corrono in corsia e si vede l'agonismo anche senza contatto fisico, credo che gli 800 potranno essere ugualmente appassionanti. Un giovane abituato alle gare in corsia lo vedo più avvantaggiato rispetto ad un mezzofondista.
Sono dell'opinione che quando fai due-tre gare un atleta prende subito le misure col nuovo format» .
Anche Gabriella Dorio, oro olimpico e icona del mezzofondo azzurro. «E’ unarichiesta partita dalla federazione italiana su proposta dei nostri tecnici e fiduciari regionali per mantenere attivi gli atleti e non far perdere loro le gare che sono la motivazione più importante per tutti». La proposta partita dall'Italia è stata accolta positivamente da World Athletics, la federazione internazionale di atletica leggera.
«Certo, è molto strano vedere gli 800 in corsia, ovvio, non è la stessa cosa ma nel 1972 quando alle Olimpiadi di Monaco di Baviera erano state introdotte le gare femminili di mezzofondo sembrava arrivassero le aliene - racconta l'ex mezzofondista azzurra che vanta anche un bronzo europeo nel 1982 ad Atene - le donne non sono meno degli uomini, sono solo diverse. Per mantenere attivo il movimento dovevamo inventarci qualcosa come i lanci virtuali con telecamera, un giudice arbitro e due giudici per rendere ufficiali le prestazioni». —

