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Ginnastica artistica, Europei 2019: Italia maschile resuscitata, 5 finali e 1 medaglia. Lodadio e compagni vogliono le Olimpiadi!

Una medaglia d’argento, cinque finali di specialità, due piazzamenti a ridosso della top ten nel concorso generale. Questi sono i numeri dell’Italia maschile agli Europei 2019 di ginnastica artistica, i ragazzi del DT Giuseppe Cocciaro hanno ottenuto dei risultati storici perché negli ultimi venti anni non avevamo mai conquistato così tanti atti conclusivi in una rassegna continentale e perché siamo tornati sul podio dopo quattro anni di assenza (l’ultima gioia prima di sabato risaliva al 2015 quando Alberto Busnari conquistò il bronzo al cavallo con maniglie).

È il caso di dirlo: Italia, bentornata! Siamo risorti, ufficialmente. Gli azzurri sono usciti definitivamente dalla crisi, dopo la mancata qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016 eravamo precipitati in un baratro, il movimento era ai minimi storici e sembrava impossibile uscire dal tunnel: il ricambio generazionale tardava ad arrivare, i risultati erano pressoché inesistenti ma pian piano la nostra Nazionale si è rialzata, passo dopo passo si è rimessa in carreggiata, ha ritrovato la bussola smarrita e le prestazioni sono arrivate. C’è voluto del tempo ma siamo tornati, l’affermazione di Marco Lodadio è calzata: “L’Italia è tornata al blasone che le compete“. Dalla serata da incubo dei Mondiali di Glasgow 2015 alla resurrezione di Stettino dove abbiamo ammirato un gruppo affiatato, convincente, coeso e sempre sul pezzo: ambire alla qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo 2020 con l’intera squadra non è utopia, anzi gli azzurri hanno tutte le carte in regola per centrare l’obiettivo ai Mondiali di ottobre a Stoccarda (sono in palio nove posti).

Il cammino intrapreso è quello corretto e le soddisfazioni ottenute in Polonia lo dimostrano, i sei moschettieri sono andati ben oltre le aspettative della vigilia. Marco Lodadio è un top player internazionale, dopo il bronzo ai Mondiali ha conquistato un fantastico argento agli anelli (e il titolo è sfuggito solo per la discutibile regola che scioglie i pari meriti) e lo ha fatto con un esercizio di assoluto spessore tecnico, distinguendosi con le sue prese di forza e facendo fruttare al meglio il duro lavoro profuso negli ultimi anni.

Nicola Bartolini è tornato in Nazionale dopo una lunga assenza, è stato recuperato e ha subito fatto centro: sesto al volteggio a un decimo dal podio, ottavo al corpo libero dove era stato ripescato dopo l’infortunio di Dominick Cunningham. Il sardo è cresciuto molto, è parso molto maturo e convinto, solido e concentrato: questa settimana deve essere il trampolino di lancio verso il futuro. Carlo Macchini strepitoso. Era arrivato quarto in Coppa del Mondo ma gli Europei sono ben altra cosa e invece il classe 1996 con personalità si è messo in luce, quarto alla sbarra dietro a due Campioni del Mondo come Zonderland e Sbric: quasi non ci sono aggettivi per descrivere la prestazione del soprannominato Bistecca.

Un plauso al giovane Nicolò Mozzato, Campione d’Europa juniores sul giro completo la scorsa estate e questa volta capace di sfiorare la top ten tra i grandi. Ludovico Edalli si conferma un giovane veterano (ha partecipato a Rio 2016), ha disputato la finale all-around e la finale alla sbarra. Bravo anche Marco Sarrugerio, unico azzurro senza finale ma molto tonico sugli staggi.

 

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Foto: Simone Ferraro/FGI

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