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Sci alpino, le prime volte di Franzoni e Delago. Qualche preoccupazione per Goggia

L’Italia ha trovato un nuovo campione. Sulla mitica Lauberhorn a Wengen è esploso definitivamente il talento immenso di Giovanni Franzoni, capace di ottenere il primo successo della carriera in Coppa del Mondo nel superG e poi il giorno successivo salire sul podio in discesa con il pettorale numero 28. Un’impresa partita già dalle prove cronometrate, chiuse entrambe con il miglior tempo, e poi completate con due gare davvero fenomenali.

Il primo capolavoro, quello più bello ed entusiasmante, arriva il venerdì, con un superG esaltante, soprattutto nella parte finale, andando a battere l’austriaco Stefan Babinsky e lo svizzero Franjo Von Allmen e ricevendo anche i complimenti di Marco Odermatt, che alla fine ha concluso quarto. L’elvetico si è preso poi la rivincita in discesa (prova sontuosa), battendo l’austriaco Vincent Kriechmayr e poi proprio Franzoni, capace di chiudere terzo con il 28 e soprattutto protagonista di una strepitosa Kerner-S, uscendo anche più veloce dello stesso Odermatt. Segnali di grandezza assoluta per un ragazzo che a 24 anni si è consacrato.

La prima volta non si scorda mai anche per Nicol Delago, che è l’altro bellissimo volto del weekend dello sci alpino azzurro. La gardenese conquista il suo primo successo della carriera in Coppa del Mondo davanti ai tifosi italiani in quel di Tarvisio, che tornava in Coppa del Mondo quindici anni dopo l’ultima volta, quando a vincere fu Lindsey Vonn, questa volta terza al traguardo dietro anche alla tedesca Kira Weidle-Winkelmann.

Una vittoria che vale anche doppio, visto che Delago ha prenotato così un biglietto per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Sicuramente sarà impegnata in discesa libera, dove a questo punto arriva con grandissimo entusiasmo e con la consapevolezza di non aver nulla da perdere. In casa Delago poi con le Olimpiadi c’è un rapporto speciale e Nicol potrebbe anche chiedere un consiglio a Nadia, che sa bene come si vince una medaglia olimpica.

Sofia Goggia esce dalla due giorni di Tarvisio con un po’ di delusione, qualche preoccupazione, ma anche con il pettorale di leader della classifica di superG. Il sogno di provare a lottare per la generale è ormai del tutto accantonato, visto che la bergamasca tra questo weekend e lo scorso di Zauchensee avrebbe dovuto tenere totalmente un altro passo. Dopo la gara in Austria, anche a Tarvisio, Goggia ha steccato in discesa, non riuscendo mai a trovare fin dalle prove il feeling con il tracciato, mentre in superG si è parzialmente riscattata, cogliendo una sesta posizione che per il momento le vale la vetta della classifica di specialità. I campanelli d’allarme, però, ci sono e vanno spenti il prima possibile, soprattutto in ottica Olimpiadi.

La tre giorni di Wengen si è poi chiusa con il classico appuntamento dello slalom. Vinatzer ha terminato al tredicesimo posto, senza mai entrare realmente in corsa per un piazzamento almeno tra i primi dieci. Serviva una reazione importante dopo Adelboden, ma soprattutto servivano più punti per migliorare la posizione nella WCSL di slalom. Adesso le ultime gare a Kitzbuehel e Schladming, occasioni che non si possono davvero sbagliare.

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