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Prese d'assalto le piste per lo sci alpino: in 500 tra atleti e tecnici nei quattro poli con gli agonisti dell’ultima ora

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UDINE. La montagna è viva anche ai tempi del coronavirus. E ieri se n’è avuta una riprova sulle piste da sci aperte per gli allenamenti. Tra Piancavallo, Sappada, Zoncolan e Tarvisio sono stati quasi 500 gli atleti e i tecnici che hanno potuto cimentarsi sulle nevi di casa. Una piccola consolazione in un’annata che, finalmente generosa dal punto di vista delle precipitazioni, per ora deve fare ancora a meno dei turisti.

«Ogni polo ha avuto un afflusso tra i 90 e i 110 atleti – conferma Enzo Sima, responsabile dell’area montagna di Promoturismo Fvg –. Un segnale importante per ricordare che ci siamo». Ieri, complice qualche raggio di sole, la montagna del Fvg è stata presa d’assalto anche dagli amanti del fondo (disciplina che rispetto allo sci alpino subisce in maniera limitata le restrizioni anti Covid) e dello sci alpinismo.

«Il fatto che la maggior parte delle piste resti chiusa – chiarisce Sima – non significa che gli scialpinisti possano andare ovunque a qualunque ora. Le regole restano, soprattutto in quei tracciati utilizzati per gli allenamenti. Non si può pensare di essere di fronte a un “liberi tutti”». Ieri hanno dato il via alla stagione dello sci le piste (con i rispettivi impianti) Busa Grande e Nazionale bassa a Piancavallo, Eiben e Col dei Mughi a Sappada, Tre bassa e Quattro sullo Zoncolan, la parte alta della Di Prampero a Tarvisio. Per ora nessuna apertura, nemmeno per gli allenamenti, a Sella Nevea e a Forni di Sopra. Per quanto riguarda la pratica degli sci stretti, tutti gli appassionati (atleti e non) hanno a disposizione 15 chilometri di piste nel comprensorio di Malborghetto-Valbruna oltre ai tracciati di Sappada e Forni di Sopra. Tornando allo sci alpino, in questa fase, i tracciati potranno essere utilizzati solo dai tesserati Fisi-Coni.

«Ci sono regole precise da rispettare – assicura Sima – con l’accesso alle piste consentito solo a quegli atleti che prenderanno parte a competizioni agonistiche. Non tutti i tesserati Fisi possono sciare». Un chiarimento doveroso, visto che anche per altri sport come il nuoto o il golf, sta passando il messaggio che basta avere una tessera della federazione di riferimento per praticare il proprio sport, come avveniva prima dello stop per il Covid. La responsabilità è del presidente dello sci club, che deve attestare l’interesse nazionale degli atleti convocati per gli allenamenti, oltre a certificare il possesso di un certificato medico per l’attività agonistica. Ci sono delle liste da compilare con i nominativi di atleti e tecnici, da consegnare a ogni allenamento al momento della prenotazione del tracciato, con la priorità che viene data alle categorie giovanili. Elenchi che subiscono il controllo della Fisi Fvg.

«Il protocollo è rigido e gli atleti vengono monitorati prima di ogni allenamento come previsto dai protocolli anti Covid», conferma Sima. Tutti devono indossare la mascherina in coda e sugli impianti, rispettare le norme sull’uso e sulla capienza degli stessi e mantenere sempre le distanze interpersonali. Dal 2021, l’auspicio di tutti, è che queste regole servano per far sciare anche i turisti.

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