La passione per lo sci, l'amicizia con i grandi campioni, la sfida con la malattia: ecco chi era "Pera", morto a 40 anni
SAPPADA. Un’intera comunità distrutta dal dolore: è morto Andrea Puicher Soravia, “Pera” per gli amici, stroncato, a 40 anni, da una malattia che lo aveva colpito e contro la quale nulla ha potuto fare. Molto conosciuto nell’ambito sportivo regionale, per il suo ruolo di allenatore di sci alpino, Andrea Pera, lascia la giovane moglie Soraya, il figlio di 4 anni, i genitori Daniela e Massimo e la sorella Sandra, distrutti dal dolore.
Andrea, aveva scoperto di avere la leucemia due anni fa: pochi mesi dopo si era sottoposto al trapianto di midollo osseo, che sembrava fosse andato bene; c’erano i sentori che il suo corpo avesse reagito positivamente all’intervento. Andrea aveva infatti rimesso gli sci, seppure con grande cautela, aveva ripreso a vivere, a concedersi qualche passeggiata con la sua famiglia, e in paese tutti erano felici di rivedere in forze “Pera”, «un grande amico, una persona di cuore che ha sempre fatto tanto per tutti» racconta un suo coetaneo: nel 1980 a Sappada erano nati, insieme ad Andrea, altri 31 bambini, un numero inusuale per la località montana.
«Eravamo in tanti, ma riuscivamo comunque sempre a fare gruppo ed era bello perché si condivideva tutto. Pera era un trascinatore, ci mancherà» ci riferisce Alba, una sua coscritta, commossa. E a ricordare il coraggio nell’affrontare la malattia, il suo talento nello sci, la sua simpatia e la sua generosità sono stati in tanti, in tutta la regione e anche da fuori, con un post sui social accanto a una sua foto. In tutte è ritratto sorridente, come si faceva vedere sempre da chi gli stava accanto.
Cordoglio e vicinanza alla famiglia di Pera sono stati espressi anche dal sindaco di Sappada, Manuel Piller Hoffer, dal Comitato Fisi regionale, dalla locale Scuola Sci, dallo Sci club Sappada, dove Pera, nel maggio scorso, era stato nominato direttore tecnico dei giovani e bambini per la stagione 2020-2021 e da decine di suoi amici e colleghi. Andrea era un apprezzato e ambito allenatore di sci alpino: era stato responsabile della squadra femminile Fisi Fvg, poi tecnico dello Sci club Sappada, dove aveva seguito l’azzurro di Coppa del mondo, anche lui sappadino, Emanuele Buzzi; successivamente, Andrea era diventato allenatore presso il Liceo Bachmann di Tarvisio e, infine, responsabile della rappresentativa regionale del Veneto.
Il futuro di Pera era ancora tutto da scrivere: nello sci, nella sua famiglia, con i suoi amici. E invece ha smesso di vivere: era stremato, la sua battaglia contro la leucemia gli aveva tolto i sogni e la gioia di veder crescere il figlio con la sua Soraya. A giugno, la speranza di poter uscire dall’incubo della malattia, era risposta nel trapianto di cellule staminali, intervento al quale non ha potuto sottoporsi per la precarietà delle sue condizioni di salute. Poche settimane fa ha voluto sposare la compagna, Soraya, forse come ultimo gesto del suo grande amore per lei, e, dopo aver profuso tutte le sue forze per vincere la più dura delle sfide, Pera si è spento. Lo ha fatto nel giorno del compleanno di Tino, un altro sappadino che, nell’aprile del 2019, è stato ucciso dalla stessa malattia. E la comunità di Sappada, in commosso silenzio, esprime l’affetto, l’amicizia e la stima per il suo Andrea Pera Puicher Soravia, scomparso troppo presto.

