Il presidente Fabris a “Effetto Volley”: la Finale Scudetto, la sfida con la Turchia, i rapporti con FIPAV, gli obiettivi per crescere ancora
Il presidente della Lega Pallavolo Serie A Femminile di Serie A Mauro Fabris è intervenuto lunedì sera in qualità di ospite della 24^ puntata stagionale di Effetto Volley, il programma di approfondimento pallavolistico di Sport Web Sicilia. Diversi i temi trattati, partendo dalla Finale Scudetto fino ad arrivare alla sfida con la Turchia e i rapporti con la FIPAV, rispondendo alle domande poste dal giornalista Domenico Abbriano e gli ospiti Ottavio Lontri e Giovanni Maccotta.
La Finale Scudetto e la competizione con la lega turca.
“Grande e giusta Finale Scudetto tra Conegliano e Milano, Gara 1 l’ha dimostrato: spettacolo doveva essere e spettacolo è stato e sarà. Anche questa stagione ha fatto vedere la forza del nostro Campionato. Di tutti i Club, non di pochi. In semifinale sono state eliminate le campionesse del mondo di Scandicci e un’altra squadra di qualità come Novara, per non parlare precedentemente di Chieri finalista di CEV Cup e Vallefoglia vincitrice della Challenge. La Turchia? Bella sfida ma è un altro mondo. Attrattivo dal punto di vista economico, ma noi siamo su un’altra dimensione. Loro la vivono e la mantengono con un sistema di polisportive che esaltano ruoli e dimensioni “politiche”, di appartenenza e nazionalistiche. Hanno incentivi fiscali e non solo dallo Stato. Basket, calcio, volley, ping-pong cambia poco per quei club. Noi abbiamo una storia e una cultura pallavolistica al femminile diversa. Unica. Ma siamo anche un ecosistema completo. È un po’ come il Made in Italy: lo puoi solo copiare o comprare. Non produrre. Non è un caso, ad esempio, che tutti gli allenatori delle finali europee, anche di squadre straniere, siano italiani, come l’allenatore della Nazionale turca. Possono sicuramente pagare le giocatrici meglio di noi, ma non hanno un modello strutturato come il nostro, costruito dal basso e in cui tutte le giocatrici della Nazionale vengono formate e cresciute da noi. Qualche italiana, qualche stella è partita, qualcun’altra ci andrà, altre sono già ritornate e altre ancora rimarranno sempre. Perché siamo il Campionato più bello del mondo. Tanti, non io, temevano la nascita delle Leghe americane, guardate come sta andando. Il nostro modello è sempre vincente”.
Cosa serve per crescere ancora.
“Quest’anno termina il mio mandato e ci sarà un nuovo presidente. Siamo partiti senza sponsor e senza produzione tv in chiaro delle partite, ma abbiamo creato un modello vincente capace di attrarre sempre nuovi investitori e sponsor per far crescere la Serie A. I risultati parlano da soli. Il mio obiettivo è sempre stato attivare un meccanismo virtuoso, per uscire dalle condizione del passato e alimentare una crescita continua. Mi sono impegnato per dare un’identità, una riconoscibilità alla pallavolo femminile che non aveva, presso il grande pubblico e i potenziali investitori. Abbiamo così imposto il campo rosa, creato una web tv come LVFtv, primi in Italia, e oggi abbiamo dato vita ad una NewCo, controllata da noi al 60% con il Fondo NJF, Spike Media, che ha dato uno sprint eccezionale nell’ultimo anno alla nostra crescita. Più spettatori, crescita ulteriore dei nostri numeri digital, già altissimi, confermando il nostro secondo posto in Italia, dietro solo alla Serie A di calcio. Noi siamo la vetrina della pallavolo italiana, ma da sole le nostre società non possono farcela: non riceviamo nulla né dallo Stato né dalla Federazione. Per crescere ci serve ad esempio la defiscalizzazione delle sponsorizzazioni sportive, non lo “spalma debiti come il calcio”. Chiediamo un trattamento speciale per le atlete, non la “Legge Ronaldo” per pagare meno tasse, perchè non sono professioniste de facto ma non sono certamente dilettanti. Altro tema è ovviamente quello degli impianti. Quelli che ci sono sono vecchi, inadeguati, con poca capienza, impianti luminosi e per l’accoglienza superati, senza parcheggi. Servono insomma strutture in grado di assecondare la crescita della Serie A, A1 e A2 anche al Sud, dove mancano strutture con i servizi necessari a creare un grande evento. Come movimento dobbiamo mantenere viva questa capacità di crescita, perché è questo che attrae nuovi tifosi, appassionati e sponsor. Ma un limite è costituito anche dall’autoreferenzialità del sistema istituzionale della pallavolo e di chi non è capace di aprirsi ai potenziali nuovi fans..”.
Federazione e Club Italia.
“E ci serve l’aiuto della Federazione. Per definire percorsi condivisi di crescita. Ma a volte scattano vecchi riflessi frutto di logiche incomprensibili e appunto chiuse sul “particulare”. Ad esempio, eravamo finalmente arrivati per l’A2 a ridurre a 16 squadre il prossimo Campionato, grazie anche alla nascita dell’A3 a cui il Presidente Manfredi ci ha chiesto di dare una mano, dopo anni in cui combattevamo contro i doppi gironi, le classifiche avulse, la definizione di meccanismi complessi per playoff e play out. Nella Guida Pratica 2025/2026 erano chiaramente indicate le condizioni che ci avrebbero portato a 16 squadre. E le nostre Società finalmente avevano iniziato a pianificare una Stagione più semplice da gestire. Ma sabato notte, senza preavviso, senza consultarci, tradendo ogni intesa è stata pubblicata la Guida Pratica 2026-27 che prevede la presenza del Club Italia, retrocesso sul campo, ancora in Serie A2, nonostante le ripetute rassicurazioni federali e dello stesso Velasco che la squadra federale avrebbe partecipato all’A2 come le altre Società, accettando il risultato del campo. Anche retrocedendo, o passando in A1 se promossa. Ora si fa mancare quella necessaria, leale e trasparente collaborazione che serve a crescere. Oltre che a rispettare il lavoro e i sacrifici dei nostri Club! L’ ecosistema pallavolo femminile italiana di vertice, Nazionali comprese, sta in piedi perché i Club lo mantengono tutto l’anno, anche se le giocatrici sono a disposizione delle proprie Società soltanto 6 mesi. Perché le regole attuali impongono che per 6 mesi siano a disposizione delle Nazionali. Con i rischi per la loro integrità e salute a carico nostro. Per questo da tempo chiediamo alla FIVB e alla CEV più spazio per i nostri campionati. Il Club Italia è un costo anche per le nostre Società ma a noi va bene perché ci crediamo e crediamo che sia utile a formare le campionesse del futuro: ma allora abbiamo bisogno anche di avere meno obblighi su straniere, calendari e soprattutto che vengano compresi gli sforzi di chi tiene in piedi il movimento“.
Come si vive il post-evento.
“Per me la pallavolo è sempre stato un modo per cambiare aria, aprirmi la mente e fare qualcosa di diverso rispetto alla mia attività professionale. Certo, non è un hobby rilassante. Adesso dopo gli eventi mi gusto i successi, abbiamo una grande squadra in Lega Volley Femminile e in Spike che lavora in modo superlativo. Torino è stata la prova del nove, come la Supercoppa a Trieste. Primi eventi totalmente gestiti da LVF&Spike. Chi c’era ha visto com’è andata e lo spettacolo che abbiamo creato”.
Di seguito la diretta completa.

