La Narconon Volley Melendugno cede al tie-break ma lotta fino all’ultimo respiro
In una domenica baciata da un sole quasi estivo, che ha tentato molti con il richiamo delle marine salentine, il vero calore si è sprigionato tra le mura del Palasport San Giuseppe da Copertino di Lecce. Non c’era il sold-out delle grandi occasioni, ma il battito dei presenti è valso per mille: un’onda d’urto emotiva che ha sostenuto le Guerriere biancorossonere in una delle sfide più epiche e sofferte della stagione.
L’avvio e il gelo dei primi set
L’inizio è un miraggio di speranza: Lara Gianfico, alla sua prima partita da titolare al posto di Babatunde, apre le danze con un ace che profuma di determinazione. Ma è un fuoco fatuo. La capolista Banca Valsabbina Millenium Brescia, trascinata da una Kavalenka in stato di grazia, impone presto la legge della prima della classe. Dopo un primo parziale combattuto e deciso dai servizi velenosi dell’opposta ospite (20-25), il secondo set scivola via tra le dita di una Narconon spenta, quasi rassegnata, che sembra smarrire il cinismo e la lucidità necessari per contrastare le “Leonesse” (15-25).
La metamorfosi: cuore, grinta e orgoglio
Sotto di due set e con lo spettro di una sconfitta amara, accade l’imprevedibile. Coach Giunta rimescola le carte, inserendo Perfetto, Colombino e Babatunde. È la scintilla che appicca l’incendio. Il terzo set è un manifesto di resilienza: Melendugno ritrova l’anima, Babatunde alza la voce a muro, Gianfico sembra una veterana con attacchi di assoluta potenza e la regia di Avenia torna a farsi brillante e d’astuzia. In difesa, Morandini decide di non far cadere più palloni, blindando la retroguardia. Il 25-20 che riapre il match è un urlo liberatorio che scuote le fondamenta del palazzetto.
Il quarto set è una battaglia di nervi e trincea. La Narconon torna a essere quella “outsider terribile” capace di ribaltare i pronostici: gli attacchi con precisione chirurgica di Colombino, Perfetto e Bulaich frantumano le certezze bresciane, mentre Babatunde sigilla il set sul 25-22. Il pareggio è servito: si va al tie-break.
L’epilogo: il destino ai vantaggi
Il quinto set è un concentrato di pura adrenalina, vietato ai deboli di cuore. Si gioca punto su punto, in un’altalena di emozioni che porta le salentine sul 14-12. Melendugno ha tra le mani due match point per completare un capolavoro leggendario, ma il destino sceglie di essere crudele. Brescia si aggrappa a Kavalenka, che sigla il 16-17 prima di sbagliare il servizio: è ancora parità sul 17-17. Il vantaggio decisivo è opera di Vittorini, mentre il punto che chiude i giochi sul 17-19 porta la firma di Amoruso, appena rientrata.
Le voci dal campo
Carola Colombino (Narconon Melendugno): “È stata una prestazione che ci siamo sudata fino alla fine. Ovviamente c’è un po’ di rammarico per il risultato conclusivo, ma abbiamo dimostrato carattere in molte situazioni e di questo sono molto contenta. Affrontavamo la prima della classe e ce la siamo giocata assolutamente alla pari. Essere arrivate fino al tie-break conferma che il Melendugno può vedersela contro chiunque: questo deve spronarci per le prossime gare”.
Elisa Cella (2° Coach Brescia): “È stata tosta. Sapevamo che questo è un campo caldo e difficile e che Melendugno è una squadra che, soprattutto in casa, gioca molto bene. Dopo i primi due parziali, loro hanno cambiato qualcosa e noi non siamo state lucide nelle scelte. Eravamo troppo frenetiche, non abbiamo avuto pazienza. Loro hanno iniziato a giocare e a difendere, quindi poi è stata dura. Abbiamo fatto un po’ di cambi: chi è entrato ha dato un contributo importante. Riuscire a vincere una partita qui è stato fondamentale. Sappiamo che ogni gara è una finale. Portiamo a casa il risultato sapendo che non abbiamo espresso il nostro miglior gioco. Vincere queste partite in sofferenza in questo periodo della stagione, però, ci deve dare comunque una grande carica e la consapevolezza che la squadra c’è ed è pronta ad affrontare tutti i match che ci restano.”
Oltre il risultato
Resta l’amaro in bocca per una vittoria sfuggita per un soffio, ma resta soprattutto la consapevolezza di aver ritrovato la vera Narconon. Quella del terzo e quarto set è una squadra che non sa cosa significhi arrendersi. Melendugno esce dal campo con un punto prezioso e la certezza che, giocando con questo spirito salentino fatto di cuore e passione, nessun traguardo è precluso.
Vietato smettere di sognare. Le Guerriere sono tornate.
Tabellino
NARCONON VOLLEY MELENDUGNO — BANCA VALSABBINA MILLENIUM BRESCIA: 2 – 3 (20-25, 15-25, 25-20, 25-22, 17-19)
Narconon Volley Melendugno: Colombino 14; Bassi 5; Avenia 4; Babatunde 11; Riparbelli 1; Morandini (L); Joly 4; Bulaich 10; Sturniolo; Perfetto 11; Roserba; Gianfico 9; Maruotti, Fiore. All. Simone Giunta.
Banca Valsabbina Millenium Brescia: Modestino 7; Michieletto 7; Kavalenka 30; Orlandi 13; Amoruso 24; Parrocchiale (L); Prandi 1; Schillkowski; Struka 1; Vittorini 1; Arici 1. All. Matteo Solforati.
Arbitri dell’incontro: Lorenzo De Luca (1°), Eleonora Candeloro (2°), Marta Schipa (videocheck), Valeria Carlucci (segnapunti referto elettronico).
MVP: Julia Kavalenka
Durata Set: 0,24’, 0,24’, 0,29’, 0,29’, 0,24’ – Tot. 2h e 10’.
Note: Narconon Volley Melendugno: battute sbagliate 9, vincenti 4, ricezione positiva 43% (perfetta 28%), attacco 32%, muri 17.
Banca Valsabbina Millenium Brescia: : battute sbagliate 18, vincenti 11, ricezione positiva 52% (perfetta 34%), attacco 37%, muri 8.
Foto: D. Mercadante

